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Il retroscena inquietante dietro il cliché del Cremlino del “niente guerra”

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Le autorità russe hanno proibito ai mezzi di informazione di riferirsi all’attacco all’Ucraina come a una guerra. Questo non è soltanto un tentativo di presentare qualcosa di sgradevole in una luce più positiva; se non c’è una guerra, non possono esserci crimini di guerra. Ma i fatti duri non si possono cancellare così facilmente. Il mondo non è così stupido.

I servizi comunali di San Pietroburgo hanno dipinto il ghiaccio del fiume Fontanka per nascondere il messaggio “No alla guerra”. Un agente di polizia a Krasnojarsk rimuove la neve dove qualcuno ha scritto lo stesso messaggio. I media russi ricevono istruzioni rigide di non chiamare l’attacco all’Ucraina una guerra. Questa è una censura palese e quindi, in diretta violazione della Costituzione russa Articolo 29 – vedi il nostro articolo qui. Ma evitare la parola “guerra” non è solo una sciocca operazione di facciata – ha ulteriori implicazioni profonde e sinistre.

La guerra è, purtroppo, una parte integrante della storia umana. E così come l’umanità ha combattuto guerre, altrettanto a lungo sono esistite regole per la condotta bellica. Troviamo tentativi di stabilire un livello minimo di decenza nell’atto barbarico della guerra negli scritti del Padre della Chiesa Agostino, nel Corano, nei principi formulati dal filosofo olandese del XVII secolo Hugo Grotius… In tempi moderni, queste regole sono sancite in una serie di trattati, a partire dalla Convenzione di Ginevra del 1864.La Russia imperiale e l’imperatore Alessandro II furono determinanti nel codificare le regole della guerra e nel renderle obbligatorie per tutte le potenze. L’insieme di quei trattati è chiamato Diritto internazionale umanitario.

Niente guerra, niente crimine

Ma le regole della guerra si applicano solo in guerra. Ogni scolaro russo conosce le parole “Nella notte del 22 giugno 1941, la Germania nazista attaccò, traditoremente e senza una dichiarazione di guerra…” La Germania nazista non considerava la guerra contro l’Unione Sovietica una guerra contro un’entità giuridica, uno Stato. Di conseguenza, le regole della guerra non si applicavano. I prigionieri di guerra russi non venivano, a differenza dei prigionieri dei Paesi occidentali, trattati secondo la Convenzione di Ginevra.

Un paio di giorni dopo la fuga del presidente ucraino Yanukovych alla fine di febbraio 2014, il presidente della Russia Vladimir Putin dichiarò che d’ora in poi qualsiasi accordo con l’Ucraina era nullo:

Quando facciamo notare che si è trattato di un colpo di Stato anticostituzionale, ci viene risposto che no, non si tratta di un’usurpazione armata del potere, ma di una rivoluzione. Se questa è una rivoluzione, allora non posso essere in disaccordo con i nostri esperti che dichiarano che questo è un nuovo Stato, che appare su questo territorio. E con questo Stato e riguardo a questo Stato non abbiamo firmato alcun accordo vincolante.

Putin si aggrappa da tempo a questo topos: che l’Ucraina non sia un vero Paese, ma un territorio sotto il controllo di una giunta. Questo è stato anche l’elemento chiave del diluvio di disinformazione che attacca l’Ucraina. Nel database della disinformazione, la parola chiave “statualità ucraina” è due volte più comune della disinformazione contro tutti i Paesi nordici messi insieme. Putin è tornato a sostenere che l’Ucraina sia un territorio e non un vero Paese nel suo discorso, alla vigilia dell’invasione:

Tutti quegli schemi legati a questo progetto di un’“Anti-Russia” sono per noi perfettamente evidenti. E non accetteremo mai che le nostre terre storiche e i popoli che vi vivono vengano usati contro la Russia.

Nessun Paese, nessuna invasione

Così, nella prospettiva del Cremlino, la Russia non sta conducendo una guerra contro uno Stato, bensì un’operazione speciale contro – con le parole di Putin – “neo-nazisti e tossicodipendenti”. E, ancora una volta, non si tratta di manipolare le notizie; questa prospettiva mira a liberare il Cremlino da qualsiasi obbligo in quanto parte firmataria delle Convenzioni di Ginevra. La logica del Cremlino è che l’Ucraina non è uno Stato, quindi non viene violato alcun diritto internazionale. L’Ucraina non è un Paese, quindi non può esserci alcuna invasione.Questa non è una guerra, quindi non possono esserci crimini di guerra.

Ovviamente, si tratta solo di fantasie del Cremlino. Per quanto la macchina propagandistica del Cremlino ne produca: le leggi internazionali dei conflitti armati si applicano anche se non viene dichiarata alcuna guerra. I requisiti fondamentali di necessità militare, distinzione, proporzionalità ed evitare sofferenze inutili/ preservare l’umanità non possono essere cancellati.

Anche se in TV russa non vengono mostrate immagini delle forze russe che bombardano i civili, il mondo sa che la Russia – in modo subdolo e senza una dichiarazione di guerra – ha attaccato l’Ucraina. Organismi internazionali stanno rilevando e documentando crimini di guerra. Trentotto paesi hanno chiesto alla Corte penale internazionale di indagare sulla guerra della Russia contro l’Ucraina.

L’ONU Corte internazionale di giustizia, con sede all’Aia, ha iniziato lunedì 7 marzo l’udienza pubblica nel caso presentato dall’Ucraina contro la Russia: accuse di genocidio.

I criminali saranno chiamati a risponderne.

 

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