Il tuo amichevole media locale filocremlino: disinformazione in Bielorussia
Pro-Kremlin disinformation increasingly exploits Belarusians’ trust in local news to question sovereignty of Belarus and undermine its people, language and culture.
“Over 40 crews of harvester operators reached the milestone of 1 thousand tons of grain” – a proud headline informs the readers of a regional news website in the Grodno region in the west of Belarus. Ma al di là degli impressionanti risultati degli operatori delle mietitrebbie di Grodno, il sito web fornisce resoconti più sinistri, sostenendo che le ambasciate occidentali impongono i matrimoni tra persone dello stesso sesso per dividere la società bielorussa.
Nella stessa linea, un portale online regionale nella regione di Mahilioŭ informa allegramente i suoi 170.000 visitatori mensili del festival estivo per famiglie, ma proseguendo nella navigazione ci si imbatte in un inquietante pezzo di “notizia” secondo cui l’OSCE vuole riempire internet bielorusso di terroristi e anarchici
Queste sono tracce dellarete di disinformazione filocremlina in Bielorussia, che secondo i ricercatori del Centro Eurasian States in Transition (EAST) sta crescendo rapidamente.

Di male in peggio
Già nel 2016, i ricercatori hanno scoperto che, da attacchi sporadici in fonti online marginali, le campagne di disinformazione filocremlina rivolte alla Bielorussia si erano spostate verso media di grande visibilità, inclusi i canali televisivi federali russi e i siti web mainstream (notizie inquietanti per un Paese in cui oltre il 70 per cento della popolazione si fida dei messaggi veicolati dai media russi).
Ora i ricercatori avvertono che negli ultimi due anni ci sono stati cambiamenti significativi in peggio: il numero di fonti online che pubblicano regolarmente disinformazionesu Belarus è aumentato di parecchie volte, arrivando a circa 40 siti attivi, mentre sono comparsi nuovi siti web interamente dedicati alla Bielorussia e che pubblicano sia disinformazione sia incitamento all’odio. La stragrande maggioranza di questi siti web pubblica in russo.
Una delle caratteristiche distintive della disinformazione filocremlina in Bielorussia è che si basa in larga misura su una rete coordinata di siti web regionali apparentemente creati per riportare notizie locali. Questa è una buona illustrazione della ben nota tattica del “cavallo di Troia” usata dalla disinformazione filocremlina. In vista delle elezioni presidenziali statunitensi del 2016, la campagna di influenza russa ha creato una serie di account Twitter che si presentavano come testate della città natale americana, per sfruttare la fiducia delle persone nelle notizie locali.
Oggi, i siti web di disinformazione filocremlina in Bielorussia utilizzano contenuti provenienti da siti web regionali governativi e indipendenti, così come da portali nazionali, per camuffarsi da comuni testate di notizie regionali. Si nascondono dietro un design neutro e immagini che richiamano emblemi storici dei centri regionali o edifici commemorativi. Ma sebbene il loro design possa essere neutro, il loro linguaggio non lo è. I siti web ricorrono spesso a discorsi d’odio contro i giornalisti indipendenti e chiunque non consideri la nazione bielorussa come “una” con il popolo russo.Contenuti sciovinisti e pseudo-scientifici, revisionismo storico e teorie del complotto vengono spesso pubblicati sotto pseudonimi e condivisi con altri canali di disinformazione filocremlini.
In modo subdolo, la rete di disinformazione filocremlina sta cercando di convincere il popolo bielorusso che la sua lingua è artificiale, la sua storia è falsa e che il suo Paese ha un futuro solo come parte dello Stato dell’Unione con la Russia

Siti web regionali della rete di disinformazione filocremlina in Bielorussia. Fonte: EAST Center
Collegamento russo
Anche se i siti web fingono di essere media regionali in Bielorussia, la pista russa non è difficile da trovare. I ricercatori dell’ EAST Centre hanno scoperto che i domini di quattro siti web regionali di disinformazione sono stati acquistati nel febbraio 2019 dalla stessa persona, con sede nella regione di Mosca.
Il proprietario dei domini condivide lo stesso nome e cognome con un dipendente di CIS-EMO, un’organizzazione che sostiene di monitorare le elezioni in tutto il Commonwealth degli Stati Indipendenti. In quanto tale, ha funguto da organizzazione ombrello per i cosiddetti osservatori internazionali del “referendum” del 2014 in Crimea, che non è riconosciuto né dall’UE né dall’ONU.L’organizzazione afferma inoltre di aver osservato “elezioni” nelle regioni georgiane dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia, dove l’esercito russo continua la sua presenza illegale, nonché nella regione secessionista moldava della Transnistria, le cui autorità sostenute dalla Russia sono sottoposte a sanzioni dell’UE.
La rete regionale di disinformazione filo-Cremlino in Bielorussia pubblica contenuti sulle attività della CIS-EMO. Il suo direttore esecutivo, che sembra controllare almeno 4 domini di organi di disinformazione filo-Cremlino in Bielorussia, è anche collaboratore di Sputnik e di Teleskop – uno dei siti di disinformazione più aggressivi che fungono da risorsa a livello nazionale in Bielorussia.
Così come i vestiti non fanno l’uomo, l’imballaggio non fa il sito web. E la Bielorussia non fa eccezione.
Basato su:
Andrei Yeliseyeu “Cambiamenti fondamentali nella disinformazione e propaganda anti-bielorussa: analisi dei cambiamenti quantitativi e qualitativi”, EAST Centre.
http://east-center.org/fundamental-shifts-in-anti-belarus-disinformation-and-propaganda/