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In attesa dell’Avvento del Quinto Stalin

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Scrittore nazionalista lancia una religione stalinista ortodossa cristiana messianica

“Superiorità russa” è un filone particolare di disinformazione. Non c’è nulla di sbagliato nell’orgoglio per la propria nazione, il proprio popolo, i leader, la storia, le vittorie, i traguardi… Il problema emerge quando una nazione, un popolo o un credo viene definito superiore agli altri. Il database EUvsDisinfo contiene numerosi esempi di affermazioni sulla superiorità russa nell’ingegneria spaziale, nella politica economica, nei sistemi d’arma, nelle libertà civili e nel contrasto alla pandemia di COVID-19. Le donne occidentali sono meno femminili e gli uomini sono deboli. La Russia è semplicemente più spiritualmente avanzata dell’Occidente consumista.

Lo scrittore nazionalista veterano russo Aleksandr Prokhanov eccelle nell’esibizione del mito della superiorità russa. La Russia non è solo un paese, non solo un grande paese: la Russia ha una Missione dall’Alto:

La Russia è l’anima del mondo. Il sogno russo è aspirare alle altezze divine, raccogliere da quelle altezze l’energia della luce e dell’amore e condividere quelle ennergie (sic!) con il resto dell’umanità. Questa è la missione della Russia in ogni tempo, quando si è assunta l’oscurità del mondo e l’ha trasformata in luce.

Prokhanov descrive il glorioso passato della Russia e il suo luminoso futuro.L’unica cosa non così bella è il presente. Ma passerà.

Aspettare è stato l’elemento fondamentale della vita sovietica. Aspettare era una parte della vita quotidiana: aspettare in fila per una rara materializzazione di manzo o banane nel negozio di alimentari, aspettare per avere accesso a un alloggio o a beni di lusso come un telefono o un televisore. Aspettare era anche la parte chiave dell’ideologia sovietica: aspettare il Comunismo; un mondo di abbondanza, una vita di agio. I leader sovietici facevano appello alla pazienza del popolo: “Sì, adesso è dura, ma presto vivremo nel Comunismo. Aspettate solo un po’!”

Il comunismo nell’ideologia sovietica era il compimento della storia umana: una società globale in cui classi, paesi e conflitti non esistevano: ognuno aveva ciò di cui aveva bisogno e ciò che desiderava. Un paradiso in terra. L’Unione Sovietica, ovviamente, non ha nemmeno mai preteso di aver raggiunto il Comunismo, ma ci stava arrivando – basta aspettare!

Aspettate…

Aleksandr Prokhanov richiama la disponibilità del popolo russo ad aspettare. Spiega il concetto del Quinto Impero, a quanto pare degno di essere atteso, proprio come ai popoli dell’Unione Sovietica veniva assicurato che dovevano solo aspettare ancora un po’ per tempi migliori:

Lo Stato russo ha cambiato aspetto e i suoi leader man mano che è fluito attraverso i secoli, ma è sempre rimasto un impero.Dopo quattro grandi imperi russi, è sorto l’attuale quinto impero. Nella Russia di oggi, sebbene debole e mutilata, vediamo un impero multinazionale, pronto a evolversi e a ritrovare la propria grandezza.

Aleksandr Prokhanov, nato nel 1938, non è affatto una figura marginale. È uno degli scrittori più rinomati della Russia ed è stato una figura di primo piano dell’estremo nazionalismo russo fin dagli anni Novanta. I suoi romanzi sono stati tradotti in diverse lingue straniere e ha ricevuto un gran numero di premi letterari russi e internazionali. È presidente e uno dei fondatori dell’influente Club di Izborsk. E anche Prokhanov aspetta. Un Messia russo, il Quinto Stalin:

Contare gli Stalin

Il primo Stalin della storia russa fu Vladimir il Santo, il fondatore del regno di Kyiv-Novgorod. Il secondo Stalin fu Ivan il Terribile, che sotto il suo scettro unì popoli e terre fino all’Oceano Pacifico. Il terzo Stalin fu Pietro il Grande, che rese la Russia invincibile contro l’assalto dell’aggressione occidentale. Il quarto Stalin fu Stalin, che assicurò la mistica vittoria del 1945 e che fondò un impero rosso, un Impero staliniano sulle rovine dell’Impero Romanov. Un Quinto Stalin, il creatore di un Quinto Impero, è inevitabile. La storia russa lo attende, lo convoca.

Di nuovo ad aspettare! Aspetta e basta! Il Quinto Stalin è vicino!

Gli scritti di Prokhanov riecheggiano sia del sistema sovietico sia dei culti messianici della religione. Prokhanov attende il Quinto Stalin, così come i musulmani sciiti attendono il Mahdi o il movimento ebraico Chabad attende il Moshiach. L’ideologia sovietica assicurava che il leader bolscevico Vladimir Lenin fosse vivo, più vivo di chiunque fosse in vita. Prokhanov prepara un pasticcio ideologico alla irlandese e chiede ai suoi seguaci di trovare conforto nell’attesa di un salvatore Stalin. Presto! Nella storia della religione, questo tipo di insegnamenti viene indicato come escatologia – la dottrina delle ultime cose. Una garanzia che un mondo migliore sorgerà dopo una trasformazione rivoluzionaria della società.

Promesse, promesse

I leader, i politici e gli ideologi russi hanno una lunga storia di promesse roboanti al popolo, molto in linea con il concetto di escatologia. Il leader sovietico Nikita Chruščëv promise che i bambini che crescevano negli anni Cinquanta avrebbero già vissuto sotto il Comunismo. In seguito i leader sovietici rallentarono leggermente il ritmo e descrissero l’ideologia dell’Unione Sovietica come un “Socialismo reale”, pur sempre ben avviato verso il Comunismo.L’intera “Collapse Narrative” visibile nella disinformazione filo-Cremlino è fortemente collegata a principi escatologici, proprio come lo slogan “Drain the Swamp”. Si può sostenere che le riforme economiche, indicate come “Shock Therapy”, contenessero anch’esse un elemento di escatologia: “Ora è dura, ma presto tutto sarà migliore che mai! Basta aspettare ancora un po’!”

I russi in generale hanno smesso da tempo di credere alle promesse. Un sito web russo ha raccolto promesse di politici e leader passati e presenti e le ha confrontate con l’esito reale. Niente Comunismo, nonostante tutte le assicurazioni, nessun boom economico, nessun grande balzo in avanti. Solo l’attesa.

Prokhanov e i suoi seguaci potrebbero continuare a “promettere” nuovi Stalin e nuovi imperi. Il resto del mondo – russi e tutti gli altri – è altrettanto felice che questa particolare promessa non si concretizzi.

MODIFICHE: refusi corretti

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