La disinformazione filocremlina in Germania: assente o presente?
Dopo esempi passati di copertura sbilanciata e tentativi di influenzare le elezioni (qui; qui; vedi anche qui), molti osservatori si chiedevano: e per quanto riguarda le elezioni federali tedesche del 24 settembre?
Già a gennaio, la Disinformation Review ha segnalato un aumento delle false notizie sulla Germania nei media filocremlini.Più o meno nello stesso periodo, gli osservatori hanno evidenziato come l’attività dei bot sui social media fosse stata reindirizzata dagli Stati Uniti per attaccare la cancelliera Angela Merkel.
I temi messi in evidenza nei media filocremlini riguardano alcuni dei temi preferiti della disinformazione filocremlina:
– La crisi dei rifugiati (presentata con affermazioni del tipo: “L’arrivo dei rifugiati in Germania è stato pianificato dagli Stati Uniti con l’intenzione di cambiare la mentalità tedesca e trasformare i tedeschi in liberali e cosmopoliti”);
– La presunta rinascita del fascismo: tra le affermazioni vi sono “L’obiettivo del contributo tedesco alla presenza della NATO nei Paesi baltici è poter attaccare Leningrado” (sic!) oppure “il governo tedesco sostiene il neonazismo in Ucraina”;
– L’assenza della libertà di parola in Germania;
Angela Merkel è stata un bersaglio particolare, con falsi come “Angela Merkel è la figlia di Adolf Hitler” e “Merkel è il Führer del Quarto Reich”.
Simbiosi tra le narrazioni filocremlini, l’estrema destra e le reti di bot
I ricercatori hanno identificato quelli che, a loro avviso, sono alcuni dei principali canali delle narrazioni filocremlini in Germania. Hanno anche notato i collegamenti che esistono tra i sostenitori dell’estrema destra e i media filocremlini.DFRLab afferma che l’uso di bot per amplificare automaticamente i messaggi sui social media è stato confermato: “L’analisi mostra che gli amplificatori più attivi di queste testate includono effettivamente apparenti bot, ma non sono il fattore più importante. I segnali sono significativamente potenziati da attivisti filocremlino, utenti di estrema destra e utenti anti-migranti, che sono noti per lavorare insieme per molestare i critici.” Con bot disponibili a partire da appena 100 dollari USA, questo difficilmente sorprende.
Allo stesso tempo, in Germania c’è stato un livello senza precedenti di consapevolezza della minaccia della disinformazione filocremlino:
- Il servizio di sicurezza interna del paese, il Bundesamt für Verfassungsschutz, non si è stancato di mettere in guardia da possibili interferenze nella campagna elettorale, in particolare a seguito dell’hacking del sistema informatico del parlamento tedesco nel 2015.
- L’ufficio tedesco per la sicurezza informatica ha assunto un team di 180 persone per respingere cyberattacchi e tentativi di hacking.
- Sono nate iniziative di fact-checking (faktenfinder.tagesschau.de; correctiv.org e Facebook ha collaborato con i ricercatori investigativi di Correctiv per verificare i post sospetti.Il cruscotto Hamilton 68 monitora la disinformazione nella sfera Twitter tedesca.
- Solide nuove leggi contro l’incitamento all’odio online e le fake news, approvate poco prima della pausa estiva, entreranno in vigore il 1° ottobre. Se i social network non riescono a rimuovere contenuti bollati come falsi, possono incorrere in multe fino a 50 milioni di euro.
- I media tedeschi hanno trattato ampiamente la questione, contribuendo a una consapevolezza generale del problema delle fake news e della disinformazione.
I casi di disinformazione relativi alla Germania sono disponibili nel nostro database di disinformazione qui.