La favola del Cremlino sullo spauracchio europeo
A parole, Mosca auspica la pace, ma i suoi spacciatori di disinformazione continuano a parlare di guerra. Non è un caso. Presentare la difesa europea come una “militarizzazione aggressiva” e il sostegno all’Ucraina come “bellicismo” è un tentativo manipolatorio di creare una realtà distorta.
Qualche settimana fa, è stata la spesa per la difesa della NATO a finire nel mirino della disinformazione del Cremlino. Ora che il Cremlino mira a trovare nuovi nemici immaginari esterni che giustifichino la visione revanscista e imperialista della Russia, lo sguardo manipolatorio di Mosca si rivolge all’Europa.
La Russia ha dipinto l’Europa come il nuovo “cattivo” già all’indomani del vertice NATO all’Aia, ma nelle settimane successive l’ecosistema disinformativo pro-Cremlino le ha tentate tutte per dipingere l’Europa, specialmente Germania e Francia, come il suo nemico principale. Ad essere onesti, la Russia continua tuttora a disprezzare profondamente la NATO, ma ora sono sempre più gli alleati europei dell’Alleanza transatlantica ad attirare l’ira del Cremlino.
Le parole di guerra sono troppe per chi afferma di desiderare la pace
Nell’ambito della guerra della Russia contro l’Ucraina, il Cremlino ha continuato per mesi ad auspicare la pace a parole, propagando nel frattempo le idee imperialiste di Mosca anche al vertice dei paesi BRICS in Brasile. Ovviamente è tutta una farsa, ma noi abbiamo tenuto traccia delle strane idee di pace del Cremlino. Che si tratti di porre condizioni impossibili o di distrarre l’attenzione citando “cause profonde”, il Cremlino continuerà a trovare centinaia di modi per dire No! alla pace, perché è la la guerra che vuole, non la pace.
Basta prestare attenzione alle narrazioni prevalenti nell’ecosistema disinformativo pro-Cremlino per evidenziare come qualsiasi discorso sulla pace sia solo un sotterfugio, poiché il tema dominante sopra ogni altro nell’etere filo-Cremlino è la guerra.
Ad esempio, ultimamente la TV e la radio controllate dallo Stato russo sono piene zeppe di speculazioni su come l’Europa si starebbe preparando ad attaccare la Russia. Tali speculazioni assumono varie forme: dall’affermazione che, dato il presunto disinteresse degli Stati Uniti, questi ultimi verranno sostituiti dall’Europa, che sfrutterà l’Ucraina come ariete contro la Russia, alla riflessione sulle risorse che possono essere mobilitate dall’Europa contro la Russia. L’obiettivo è piuttosto evidente: evocare lo spettro di un nemico esterno descrivendo le iniziative europee in materia di difesa come una “militarizzazione aggressiva” e il sostegno dell’UE all’Ucraina come “bellicismo”, per persuadere il pubblico di come l’unica via da seguire sia quella del Cremlino.
La linea sottile tra paura e rassicurazione
Certo, affermare che la Russia non rappresenti una minaccia ma che i malvagi europei bramino comunque la guerra può alimentare troppa ansia. Quindi, i riciclatori della disinformazione del Cremlino hanno dovuto camminare sulla sottile linea che da una parte alimenta la paura e dall’altra ridicolizza gli sforzi europei in materia di difesa, per mantenere l‘immagine accuratamente costruita di una Russia inattaccabile.
Quindi, insieme alle assurde affermazioni secondo cui le sanzioni avrebbero rafforzato l’economia russa, la macchina propagandistica pro-Cremlino ha anche diffuso storie di finta preoccupazione in base alle quali l’aumento delle spese per la difesa porterà al crollo della NATO, oppure le economie occidentali non saranno in grado di sostenere i debiti, o le spese militari addirittura distruggeranno il tessuto sociale stesso dell’Europa. Ma si tratta solo di un’arrogante esibizione di forza da parte di Mosca, perché in realtà l’UE è una delle economie più grandi e versatili al mondo, con un PIL complessivo di circa 17 mila miliardi di euro, circa otto volte quello della Russia.
Umanitaria da sempre
C’è un altro aspetto della retorica manipolatoria del Cremlino sulla pace che ricorre regolarmente nelle linee guida editoriali controllate dallo Stato – note come temnik – destinate agli organi disinformativi pro-Cremlino. Si tratta di rappresentare la Russia come un grande paese umanitario e benevolo che combatte oppressione e disuguaglianza ovunque si trovino. Che si tratti di raccontare storie incredibili sul presunto genocidio nel Donbass o di combattere lo spettro della “russofobia” che ammorba l’Europa, ai suoi occhi la Russia è sempre il cavaliere senza macchia e senza paura.
L’esempio più recente che mira ad alimentare la favola della “Russia umanitaria” è un rapporto sui “diritti umani in alcuni paesi”, che il Ministero degli Esteri russo ha somministrato all’ecosistema disinformativo pro-Cremlino. In questo caso, l’obiettivo è probabilmente duplice. Innanzitutto, sostenere l’immagine della Russia quale grande paese umanitario e alimentare il mito pro-Cremlino della rinascita del nazismo in Europa, che è parte integrante delle fondamenta ideologiche alla base della guerra russa contro l’Ucraina.
In secondo luogo, distogliere l’attenzione dalla deplorevole mancanza di libertà e dalla costante persecuzione di qualsiasi azione civica che minacci il monopolio del potere da parte del Cremlino. Basta soffermarsi sulla recente decimazione dell’osservatore indipendente delle elezioni Golos per capire quanto sia realmente umanitaria la Russia.
Alcun manipolatori dell’informazione pro-Cremlino sono arrivati addirittura ad affermare che l’ONU avrebbe confermato le accuse contenute nel rapporto. Ovviamente l’ONU non ha fatto nulla del genere. Tale affermazione è solo frutto dell’immaginazione del Cremlino, che combina in parti uguali un pio desiderio e un inganno manipolatorio. Non fatevi ingannare.

Sul radar di EUvsDisinfo, questa settimana:
- Come il ragazzo che gridava al lupo, Mosca lamenta regolarmente la presunta espansione e aggressività della NATO. Questa volta, secondo il Cremlino, la NATO si starebbe preparando a occupare Odessa. Ovviamente, tale affermazione non ha alcun fondamento reale e si basa su notizie diffuse da alcuni organi pro-Cremlino su presunti piani occidentali di occupare parzialmente l’Ucraina. Si tratta semplicemente di un tentativo manipolatorio di stravolgere il copione e dipingere deliberatamente l’assistenza occidentale all’Ucraina quale ambizione territoriale nei suoi confronti. Resta il fatto che è la Russia, non la NATO né alcun paese occidentale, ad occupare parti dell’Ucraina. In realtà, le attività della NATO sono di natura difensiva e mirano a scoraggiare le aggressioni, non a lanciare offensive. L’obiettivo primario dell’Alleanza è mantenere la pace e salvaguardare l’indipendenza, la sicurezza e l’integrità territoriale dei suoi membri.
- Il Cremlino, da sempre autoproclamatosi difensore dei diritti umani nonostante le numerose e inconfutabili prove del contrario, ha falsamente affermato che la Francia non garantisca i diritti di base ai musulmani. Si tratta di una palese menzogna e di un classico tentativo pro-Cremlino di sfruttare le identità religiose per seminare divisioni. La Francia è una repubblica democratica con statuti e valori liberali moderni. La Costituzione francese garantisce l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge, senza distinzione di origine. Inoltre, le leggi francesi puniscono i crimini d’odio e l’incitamento all’odio contro qualsiasi religione, compreso l’Islam e i musulmani. In Francia ci sono circa 2.600 moschee che consentono ai musulmani di esercitare pienamente la propria libertà religiosa.
- Il Cremlino ama rispolverare regolarmente vecchie bugie per riciclare disinformazione. Ne è un esempio la falsa affermazione secondo cui il mercato nero sarebbe pieno zeppo di armi ucraine, che sta riapparendo in tutto l’ecosistema disinformativo pro-Cremlino. Abbiamo smentito più volte questa affermazione manipolatoria: diversi governi occidentali hanno implementato procedure di supervisione per i trasferimenti. Sebbene alcune armi siano state segnalate come disperse, l’esistenza di tali procedure garantisce che non possano verificarsi diversioni su larga scala. Anche le autorità ucraine lavorano per impedire che questo accada e possa compromettere la consegna degli aiuti.