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L’altra elezione: le prove e i fallimenti della disinformazione filocremlina nella campagna elettorale della Moldavia

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Mentre le elezioni presidenziali negli Stati Uniti continuano a dominare i titoli dei media globali, in Europa si è svolta un’altra elezione degna di nota. Il 15 novembre, al secondo turno di voto, la Moldova ha eletto la sua nuova presidente, Maia Sandu. La sua vittoria non è passata inosservata ai media filocremlini.

Sandu, che si dice favorisca legami più stretti tra la Moldova e l’UE, è da tempo un bersaglio della disinformazione filocremlina. Già nel 2016, quando Sandu si candidò per la prima volta alla presidenza, i canali di disinformazione filocremlini sostennero che intendesse accogliere 30 000 immigrati siriani in Moldova su richiesta dell’UE. Qualche anno dopo, mentre ricopriva l’incarico di primo ministro del Paese, affermarono che fosse controllata dalla CIA e la accusarono di rappresentare gli interessi dell’oligarchia internazionale.

Non sorprende quindi che la possibilità della sua vittoria abbia visibilmente innervosito i media filocremlini, i quali non solo accusarono gli Stati Uniti e l’UE di una presunta interferenza nel suo sostegno, ma sostennero anche che la Moldova attraverserà una rivoluzione colorata qualora dovesse perdere! Le proteste in Bielorussia e Kirghizistan sono servite come ulteriore fattore di paura: tutto parte di un presunto sinistro complotto occidentale per creare “instabilità” attorno alla Russia.E poiché le proteste post-elettorali non si sono mai materializzate, i media pro-Cremlino avevano il loro messaggio pronto: la “persona di Soros” è salita al potere, quindi la Moldova ha evitato un’ondata di proteste!

Maia Sandu

Innovazioni nella disinformazione

Nel suo rapporto preliminare, l’OSCE ha rilevato che la campagna elettorale prima del secondo turno è stata segnata da una campagna divisiva e da una copertura mediatica polarizzante. In un simile contesto, la Moldova ha offerto un terreno fertile per la disinformazione, ampiamente utilizzata per screditare i candidati presidenziali, in particolare Maia Sandu.

È significativo che, in questa era digitale, la diffamazione di Maia Sandu sia stata condotta non solo online e in formato televisivo, ma anche tramite volantini elettorali. Secondo i fact-checker moldavi di StopFals, la sua avversaria ha usato i volantini per sostenere che avrebbe promosso politiche russofobe, esacerbato il conflitto in Transnistria e (oh, l’orrore!) legalizzato il matrimonio gay. Un tribunale di Chișinău ha stabilito che tali affermazioni erano diffamatorie e ha ordinato di interrompere la distribuzione del volantino un giorno prima del secondo turno.

Ciononostante, i media online e i social media hanno svolto un ruolo significativo nella proliferazione della disinformazione.Ad esempio, l’edizione online moldava di Komsomolskaya Pravda ha sostenuto che, se Sandu avesse vinto, la vita in Moldova avrebbe assomigliato a un film apocalittico, completo di parate del gay pride. Messaggi apocalittici simili sono apparsi anche in altri media online, i quali affermavano che se la Moldova dovesse finire sotto il controllo occidentale (leggi: di Sandu), la Russia sarebbe minacciata da un altro scenario “Karabakh”.

La campagna elettorale in Moldova ha anche mostrato come le tattiche di disinformazione sui social media si siano evolute. Gli investigatori del Laboratory of Information Warfare Analysis and Strategic Communication dell’Istituto Romeno di Relazioni Internazionali e Scienze Politiche (LARICS) hanno rilevato che messaggi diffamatori di disinformazione su Sandu si sono diffusi attraverso l’app di messaggistica Telegram, per poi essere immediatamente ridistribuiti da una rete di 35 siti web. Allo stesso tempo, mentre le principali piattaforme internazionali di social media inasprivano le regole che disciplinano la pubblicità politica, reti sociali alternative come la russa “Odnoklassniki” (“Compagni di classe”) sono state utilizzate per colpire specifici segmenti dell’elettorato con finestre pop-up e pubblicità online.

LARICS ha anche scoperto come la satira sia stata usata per mascherare contenuti diffamatori in diversi video su YouTube.Uno di questi, descritto come «good bye, dyke, bed-fellow of Soros and the IMF», presenta tre giovani donne che denigrano Sandu e la accusano di mentire in una canzone. Il video è stato ripubblicato sull’account Facebook di Komsomolskaya Pravda come esempio di creazione popolare.

Schermata di un video di YouTube che denigra Maia Sandu/YouTube

Cosa c’è dopo?

Le innovative tattiche di disinformazione e diffamazione non sono riuscite a influenzare gli elettori. Maia Sandu ha vinto con oltre il 57% dei voti e la presidente eletta ha già detto che lavorerà per promuovere la libertà di stampa e combattere la disinformazione nel Paese.

Nel frattempo, gli attacchi di disinformazione contro Sandu continuano. Ultimamente, i canali di disinformazione hanno accusato Sandu di aver consigliato al presidente ucraino di iniziare una guerra nel Donbas e di aiutare il presidente eletto degli Stati Uniti a creare un cordon sanitaire attorno alla Russia.

Il Cremlino ufficiale si è affrettato a congratularsi con Sandu per la sua vittoria. I media filocremlino, a quanto pare, non hanno recepito il messaggio.

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I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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