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L’Europa sta davvero negando i visti ai titolari di passaporto AES?

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A partire da gennaio, Burkina Faso, Mali e Niger, membri dell’Alleanza degli Stati del Sahel (AES), hanno ufficialmente lasciato la Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (ECOWAS) e hanno introdotto un nuovo passaporto. Tuttavia, i titolari del nuovo documento di viaggio in Mali hanno a quanto riferito non sono riusciti a ottenere visti per i Paesi europei.

Ritardo amministrativo

Due diversi consolati europei a Bamako, interpellati separatamente da Radio France International, hanno spiegato le ragioni del rifiuto. Non vi è alcun problema nel riconoscere il passaporto AES in sé, ma da parte maliana si era verificato un ritardo nell’invio di passaporti campione (o documenti di esempio) ad ambasciate e consolati per l’identificazione dei nuovi documenti di viaggio. I consolati hanno chiarito che, una volta completato questo processo, i visti potrebbero essere rilasciati.

In una dichiarazione, il Ministero della Sicurezza del Mali ha affermato che tutte le missioni diplomatiche e consolari accreditate nel Paese erano state informate dell’avvio del passaporto AES e che erano stati inviati esemplari fisici. Tuttavia, il ministero ha riconosciuto che il sistema non era ancora completamente snellito e, pertanto, ha invitato i titolari dei nuovi passaporti a contattarli in caso di difficoltà.In quanto tali, i paesi europei, e l’UE in particolare, non erano né responsabili né coinvolti in questo disservizio.

La diffusione di false voci

Ciononostante, online si sono diffuse false voci secondo cui l’UE e paesi europei come la Francia stessero negando i visti ai titolari di passaporti AES. Allora, cosa è successo? Ripercorriamolo insieme.

Per prima cosa, account troll influenti hanno elaborato e pubblicato contenuti ingannevoli sui social media. A metà febbraio, vari account noti per veicolare disinformazione filorussa, come ‘Histoire d’Afrique’ su X, hanno accusato il consolato francese a Bamako di negare la validità dei nuovi passaporti rilasciati dall’Alleanza degli Stati del Sahel, mentre altri sono arrivati persino ad sostenere che l’UE volesse che venisse negata la validità dei passaporti AES.

Non è raro che attori legati alla Russia si camuffino come parte di movimenti panafricanisti per spingere online narrazioni anti-UE a proprio vantaggio.Per esempio, un influencer panafricanista chiamato Gandhi Malien (che è comunemente collegato alla testata African Initiative, legata ai servizi di intelligence russi) ha pubblicato sulla sua pagina Facebook che «la Francia e l’Unione Europea stanno bloccando i passaporti AES in violazione di tutte le norme internazionali per obbligare gli Stati AES a tornare sulla loro scelta e a rientrare nell’ECOWAS».

Amplificazione attraverso i social media

Nella fase successiva, reti di account Facebook hanno inondato l’ambiente informativo con i loro contenuti. Copie dello stesso post pubblicato da Gandhi Malien sono state ripubblicate in cross-posting in decine di gruppi Facebook pubblici che impersonavano vere testate mediatiche, conferendo all’informazione un’aura di legittimità. For You Media Africa e Afrique Media TV hanno contribuito anch’essi, rispettivamente diffondendo un video e pubblicando un articolo sull’argomento. Reporters Without Borders descrive For You Media come un’emittente di retorica panafricanista nonché di narrazioni filorusse e antioccidentali.È anche noto che recluti ex giornalisti di Afrique Media TV, anch’essa nota per i suoi legami editoriali con l’emittente statale russa RT.

Tali tattiche aumentano le probabilità che figure più in vista finiscano per riprendere la disinformazione e promuoverla ulteriormente, facendo apparire il contenuto più legittimo. Questi estratti sono stati condivisi anche da altri importanti panafricanisti come Zack Mwekassa, uno YouTuber ed ex pugile con 1,16 milioni di iscritti, che ha contribuito a diffondere la falsa storia.

Quello che era un problema amministrativo è stato rapidamente distorto in una falsa affermazione, portando le persone a credere che l’UE e i paesi europei negassero la validità del passaporto dell’AES, quando non era così.

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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