Missili e bugie. Per l’ennesima volta.
Dietro ogni missile russo c’è una raffica di bugie. Un’altra elezione europea nel mirino delle manipolazioni del Cremlino.
Mentre i missili russi continuano a cadere sulle città ucraine, la macchina propagandistica del Cremlino sforna una cinica smentita dopo l’altra, tutte mirate a minimizzare i massacri di civili in Ucraina. Nel frattempo, stiamo assistendo a una campagna manipolatoria pro-Cremlino che prende di mira le elezioni presidenziali polacche di maggio. Queste campagne coordinate mostrano i veri principi alla base del copione scritto dal Cremlino.
Scelta deliberata, non un errore
L’attacco con missili balistici al centro di Sumy il 13 aprile da parte della Russia, che ha ucciso almeno 35 civili, due dei quali bambini, e ferito altri 117 durante le celebrazioni religiose della Domenica delle Palme, non è stato un caso isolato o un errore, ma parte di un piano deliberato.
Non appena le terribili notizie da Sumy hanno iniziato a diffondersi in tutto il mondo, sono partite le spudorate menzogne dei propagandisti di Mosca: la Russia avrebbe preso di mira una riunione di comandanti militari ucraini, una cerimonia di consegna di medaglie o un incontro tra forze ucraine e occidentali. Le bugie erano le stesse di quando un attacco ha colpito un ristorante a Kryvyi Rih il 5 aprile, uccidendo 20 persone, inclusi nove bambini, e ferendone oltre 70.
Disinformazione a sostegno di una campagna terroristica
Queste ciniche invenzioni che giustificano militarmente l’uccisione di civili innocenti seguono sempre lo stesso identico schema: attacco alle infrastrutture civili, negazione di ogni responsabilità e poi invenzione di una bugia sulla presenza di obiettivi militari, proprio lì.
Ma i fatti dicono un’altra cosa. Gli investigatori dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani, i media internazionali e le riprese delle telecamere di sicurezza hanno più volte smentito le affermazioni della Russia che, da quando ha iniziato la sua invasione su vasta scala nel 2022, ha sistematicamente preso di mira teatri, ospedali, scuole, impianti energetici ed edifici residenziali in tutta l’Ucraina. La Corte penale internazionale ha emesso mandati d’arresto per i funzionari russi responsabili degli attacchi alle infrastrutture civili, riconoscendoli quali crimini di guerra.
Questi attacchi non sono né errori né anomalie. Si tratta invece di una deliberata campagna terroristica contro i civili ucraini, che segue sempre lo stesso schema: attacco, negazione e diffusione ininterrotta di disinformazione, ormai il marchio di fabbrica del Cremlino.
Mirino sulle le prossime elezioni presidenziali in Polonia
Il 9 aprile, è emersa sui social una campagna di manipolazione delle informazioni e ingerenza dall’estero (FIMI, Foreign Information Manipulation and Interference) mirata alle imminenti elezioni presidenziali in Polonia. Secondo due video ingannevoli che si presentavano come provenienti da TVP World e Gazeta Wyborcza, due rispettate testate giornalistiche, le agenzie di sicurezza polacche intendevano rimandare le elezioni del 18 maggio a causa di minacce terroristiche, collegate secondo uno dei video alla migrazione.
L’operazione ha tutte le caratteristiche della campagna FIMI russa “Matryoshka”, strettamente legata alla campagna “Doppelganger” di cui abbiamo già parlato più volte in passato. Entro soli dieci minuti dalla pubblicazione, circa 90 account falsi diffondevano sistematicamente tali contenuti, generando oltre 100.000 visualizzazioni. I video sono stati poi pubblicati anche su BlueSky, una tattica introdotta recentemente, con tag mirate a catturare l’attenzione dei media occidentali.
Segui i pattern
Dal punto di vista tecnico, l’operazione si avvale di un sistema a due livelli: gli account “seeder”, che postano i contenuti originali, e quelli “amplifier” o “quoter”, che li diffondono rapidamente coordinandone la condivisione per poi commentarli e condividere link a siti web falsi sotto i post dei media legittimi. Sono entrambe tattiche ben note delle campagne FIMI russe.
Questo comportamento manipolatorio si attiene a un noto schema di interferenza elettorale: allarmismo, continua diffamazione di personaggi politici e accuse infondate di brogli elettorali. Tattiche simili sono state utilizzate anche durante le elezioni polacche del 2023, le recenti elezioni in Germania (si veda anche qui) e le elezioni del Parlamento europeo dell’estate scorsa.
I modelli sono sotto gli occhi di tutti. Non fatevi ingannare.

Ulteriori avvistamenti sul radar di EUvsDisinfo, questa settimana:
- I media pro-Cremlino continuano a darci dentro, affermando che la Russia sta “combattendo il satanismo globale” e facendo passare la guerra contro l’Ucraina come una continuazione della lotta sovietica nella Seconda guerra mondiale. Mentre la Russia si prepara per l’80° anniversario del Giorno della Vittoria il 9 maggio, questa propaganda si è intensificata, inventando paralleli tra l’invasione totale e ingiustificata di oggi e la “Grande Guerra Patriottica”. Le narrazioni disinformative come questa sfruttano la memoria storica per giustificare un’aggressione immotivata, presentando la Russia quale paladina dei valori tradizionali contro un Occidente presumibilmente immorale. La propaganda pro-Cremlino evoca parole come “satanismo” e immagini religiose per disumanizzare gli ucraini e far passare la guerra illegale della Russia come una “crociata giusta”. L’obiettivo è inoltre quello di unire il sostegno interno e dividere l’opinione pubblica internazionale, dipingendo la guerra di aggressione della Russia in termini più apocalittici.
- Sputnik, organo d’informazione controllato dallo Stato russo, sostiene falsamente che l’incursione ucraina a Kursk avrebbe in qualche modo “sprecato 7,8 miliardi di dollari dei contribuenti occidentali”, perché avrebbe causato la perdita di ben 5.500 unità di equipaggiamento militare fornito dall’Occidente. Queste cifre gonfiate e apparentemente impressionanti esistono solo nella fantasia dei propagandisti di Sputnik, il cui obiettivo è indebolire il sostegno internazionale all’Ucraina presentando gli aiuti militari come un investimento inutile.
In realtà, secondo il progetto indipendente Oryx OSINT che tiene meticolosa traccia di tutte le attrezzature perse sulla base di dati verificati e disponibili a tutti, durante l’operazione Kursk l’Ucraina ne ha perso circa 870, una frazione minima della quantità millantata. Inoltre, tali perdite includono anche le attrezzature provenienti dagli arsenali dell’era sovietica, non solo i sistemi d’arma occidentali forniti dai sostenitori internazionali dell’Ucraina. Questa deliberata esagerazione è un ulteriore esempio di una strategia più estesa del Cremlino mirata a indebolire la determinazione dell’Occidente nel suo sostegno all’Ucraina, puntando sulle preoccupazioni dei contribuenti occidentali per far credere loro che gli aiuti all’Ucraina siano sprecati. Questo tipo di manipolazione numerica è una classica tattica disinformativa che vuole sembrare credibile, mentre in realtà distorce enormemente la verità dei fatti. - I media pro-Cremlino continuano a prendersela con l’Alta rappresentante dell’UE Kaja Kallas, accusandola di aver lanciato un “ultimatum russofobo” che mancherebbe di rispetto agli eroi della Seconda guerra mondiale dissuadendo i leader dell’UE dal presenziare alle celebrazioni per l’80° anniversario della vittoria russa. Questa indignazione creata ad arte distorce deliberatamente la vera dichiarazione dell’Alta rappresentante Kallas, che ha semplicemente espresso la posizione dell’UE secondo cui i leader non dovrebbero partecipare alle commemorazioni a Mosca mentre la Russia continua la guerra su larga scala contro l’Ucraina. Kallas ha invece appoggiato l’invito dell’Ucraina ai leader dell’UE a visitare Kiev il 9 maggio per mostrare solidarietà.
Questa disinformazione esemplifica come il Cremlino sfrutti la storia, soprattutto quella della Seconda guerra mondiale, quale arma per attaccare i suoi critici e giustificare la sua attuale aggressione. La propaganda pro-Cremlino mira a monopolizzare l’interpretazione storica e a proteggere la guerra di aggressione russa da qualsiasi critica. Queste narrazioni intendono inoltre screditare la leadership dell’UE affermando falsamente che solo la versione russa della storia sia quella giusta.