Premonizioni elettorali sui media russi controllati dallo Stato
Mancano solo poche settimane alle elezioni legislative russe. Tuttavia, invece dei consueti temi pre-elettorali – dibattiti politici, analisi dei programmi dei partiti e simile introspezione – le onde radio in Russia sono piene di storie strazianti (e false) sugli USA e l’Afghanistan.
Con alcune eccezioni però. Di recente, un certo numero di funzionari e commentatori russi ha sostenuto che l’Occidente fosse deciso a tutti i costi a screditare le elezioni russe. Secondo il capo della Commissione elettorale centrale russa, l’OSCE stava svolgendo un “compito” volto a screditare le elezioni russe, plasmando a priori l’opinione pubblica sul fatto che le elezioni potessero essere illegittime. Questo, come messaggi simili in passato, è arrivato in reazione alla decisione dell’organizzazione di non inviare una missione di osservazione elettorale dopo che le autorità russe avevano imposto all’ultimo minuto limiti al numero di osservatori elettorali, compromettendo di fatto l’efficacia e la credibilità della missione.Le autorità russe hanno citato la situazione epidemiologica per questa decisione; tuttavia, secondo l’OSCE, al momento non sembrerebbero esserci restrizioni d’ingresso o norme legate alla pandemia riguardanti l’operatività e gli spostamenti all’interno del Paese tali da impedire l’invio di una missione completa di osservazione elettorale.
Il Parlamento europeo, da sempre bersaglio dell’ira filocremlina, è stato anche accusato – questa volta di specificamente pianificare un dibattito sulle relazioni UE-Russia a metà settembre, per organizzare una provocazione prima dell’inizio del voto. Secondo un membro del Consiglio Federale russo, verranno intraprese le più disparate “azioni distruttive” per “suffragare le bozze di dichiarazioni già scritte nelle capitali [occidentali] sul mancato riconoscimento dei risultati delle elezioni russe nel 2021”. (A proposito di dichiarazioni pre-scritte e risultati elettorali predeterminati….)
Tali messaggi vengono diffusi per screditare preventivamente qualsiasi critica al Cremlino per la senza precedenti repressione delle istituzioni democratiche significative nel Paese.Inventando sinistri complotti e provocazioni “occidentali”, i media e i commentatori pro-Cremlino ignorano e oscurano deliberatamente la cupa realtà sul terreno: rappresaglie contro i critici ed eliminazione dell’opposizione politica con metodi che vanno dal sangue freddo al bizzarro, censura e restrizione delle libertà dei media e della libertà di espressione.

Russia sotto assedio
La narrazione della “Russia accerchiata” è uno dei tropi più ricorrenti della disinformazione pro-Cremlino e si sta rivelando utile anche in vista delle elezioni. Ispirati da la recente pubblicazione su una venerata rivista di teoria militare che sosteneva che contro la Russia si stia conducendo una “guerra mentale”, i commentatori pro-Cremlino sono a caccia di nemici – mentali e fisici.
Questa settimana si tratta delle corporazioni transnazionali, che presumibilmente cercano di distruggere Stati, famiglie e valori tradizionali, i cui rappresentanti sarebbero pagati per “corrompere la Russia”.Messaggi del genere, accompagnati da inviti a introdurre la censura, sono solo l’ultimo esempio di una successione di affermazioni di disinformazione che sostengono che l’Occidente stesse “attaccando” la Russia con il liberalismo, la politica di genere, le ONG e gli attivisti.
Sul campo, l’Ucraina resta designata come nemico pubblico numero uno, accusata questa settimana di essere lo strumento di Washington contro la Russia, di condurre un genocidio contro la popolazione russofona nel Donbas e di attaccare la sovranità e l’integrità territoriale russa (!) con la sua Piattaforma Crimea.
Altrove, si è affermato che l’UE persegua una politica di contenimento e intimidazione contro la Russia; perfino la minoranza tatara in Lituania sarebbe un’arma contro Mosca!
In passato, i media pro-Cremlino si sono spinti a livelli inquietanti per mobilitare gli elettori in vista delle elezioni e aumentare l’affluenza, ad esempio suggerendo che, a meno che la gente non si presenti e voti, l’omosessualità forzata diventerà una norma in Russia.Questa volta lo sforzo quotidiano di disegnare un’immagine della Russia sotto assedio (occidentale) trasmette il messaggio che l’unico possibile esito delle elezioni dovrebbe essere una vittoria decisiva sui nemici interni ed esterni.
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