Quando il silenzio parla
Nonostante la forte pressione e il controllo politici, i media russi competono ancora ogni giorno per attirare l’attenzione del loro pubblico. Ma non tutte le storie che suscitano l’interesse del pubblico possono essere raccontate. La sensazione di questo mese sui social media russi è stata un’inchiesta che sosteneva di dimostrare il coinvolgimento del Primo ministro Dmitry Medvedev in un importante schema di corruzione. Secondo le accuse, il Primo ministro Medvedev controlla un impressionante portafoglio di immobili, yacht e terreni – incluse strutture di produzione vinicola in Russia e all’estero – tramite vecchi amici dell’università e una rete di fondazioni benefiche. L’indagine è stata condotta dalla Fondazione Anti-Corruzione, guidata dal politico dell’opposizione Alexey Navalny, e ha assunto la forma di un lungo documentario. Il video su YouTube è stato visto l’impressionante numero di 8,9 milioni di volte al momento della pubblicazione di questo articolo.
Ma nonostante l’enorme attenzione su internet in Russia, la maggior parte dei grandi media russi non ha trattato le accuse. Come ha mostrato la TV indipendente Rain (Dozhd) in un’analisi immediatamente dopo l’uscita dell’inchiesta, nessuno dei tre grandi canali televisivi nazionali ha menzionato l’indagine. Tra le emittenti TV, solo la RBC TV indipendente e TV Rain, la cui diffusione è geograficamente molto limitata, hanno dedicato spazio in palinsesto.Dei principali quotidiani, solo Vedomosti e Novaya Gazeta hanno pubblicato articoli sull’inchiesta nelle loro edizioni di venerdì. I quotidiani molto influenti e di proprietà privata RBC e Kommersant sono rimasti in silenzio insieme alle principali agenzie di stampa. Solo dopo che l’addetta stampa del primo ministro Medvedev ha commentato la questione sono iniziati i servizi delle agenzie di stampa nazionali e del resto dei quotidiani. La portavoce Natalya Timakova ha ritenuto «privo di senso commentare gli sfoghi propagandistici fatti da un personaggio dell’opposizione che è stato condannato e che dice di stare già conducendo una campagna elettorale e di combattere contro il governo» (New York Times reports). L’agenzia di stampa controllata dallo Stato RIA Novosti ha usato il titolo «Timakova definisce “propaganda” l’“inchiesta” di Navalny», concentrandosi così sulla reazione della portavoce come notizia principale, piuttosto che sulle accuse di Navalny (RIA Novosti reports).
Nel fine settimana successivo alla pubblicazione del video, commentatori russi indipendenti hanno discusso il caso. L’esperto finanziario con sede a Madrid Maxim Mironov ha osservato che «anche se teniamo conto del fatto che il possesso [di immobili] da parte di Medvedev citato nell’inchiesta non è stato dimostrato, e che Navalny potrebbe non essere del tutto obiettivo a causa della sua campagna elettorale, l’inchiesta contiene comunque informazioni su almeno cinque reati che dovrebbero essere indagati».Altri esperti hanno messo in guardia il Cremlino contro ciò che vedevano come «la vittoria di Navalny sulle autorità quando si tratta di conquistare i cuori e le menti dei giovani russi», ma un altro esperto ha sottolineato la «mancanza di accesso ai grandi media» da parte di Navalny, facendo riferimento alle silenziose, ma estremamente potenti, emittenti televisive nazionali.