Un feroce attacco nel nulla
“Secondary Infektion” – Potente, Inutile e Pericolosa
Secondary Infektion è una campagna che dal 2014 ha utilizzato account falsi e documenti contraffatti per seminare conflitto tra i paesi occidentali. I ricercatori della società di ricerca Graphika hanno collegato la campagna alla Russia. La campagna è tecnicamente sofisticata, copre molto bene le proprie tracce. Almeno 2 500 contenuti: lettere false, blog falsificati, sono stati pubblicati.
Il rapporto descrive un progetto massiccio, con elevate capacità tecnologiche e la capacità di sfruttare falle nei sistemi di sicurezza delle piattaforme di social media. Il progetto ambizioso ha investito enormi risorse per falsificare lettere, post di blog, articoli di notizie – tuttavia, senza ottenere realmente alcun risultato.
EUvsDisinfo ha scritto in precedenza di ricerche su Secondary Infektion, inclusa una lettera falsa del massimo diplomatico dell’UE Josep Borrell, che ipotizzava un assassinio del Primo Ministro del Regno Unito Boris Johnson.
Grande sforzo, piccolo impatto
Il nuovo rapporto di Graphika presenta diversi esempi di documenti falsi, e spesso con una metodologia molto simile: una dichiarazione falsificata viene pubblicata da un account fittizio sui social media e rapidamente condivisa con organi di informazione. L’idea è inserire una dichiarazione nell’ecosistema mediatico tramite “burner accounts” – cioè account che vengono eliminati immediatamente e non vengono mai usati prima – nella speranza di ottenere visibilità nei media mainstream.
Il rapporto osserva che questo metodo è avanzato e che gli operatori che lo stanno dietro sono molto bravi a nascondere le proprie tracce. È un mezzo sofisticato di disinformazione, ma con un impatto molto limitato. I ricercatori scrivono:
Pochissime delle storie di Secondary Infektion hanno ottenuto un qualche impatto, definito come coinvolgimento di utenti esterni con i suoi contenuti. Questo è uno degli aspetti più sconcertanti dell’operazione: cosa pensavano di fare gli operatori e perché non hanno cambiato i loro metodi per ottenere maggiore trazione?
I ricercatori trovano solo pochi esempi in cui l’inserimento di documenti falsi sembra essere riuscito a ottenere un po’ di trazione. Una falsa affermazione sull’Ucraina e sul lobbying degli USA per nominare l’allora presidente dell’Ucraina al Premio Nobel per la Pace è stata ripresa dal complottista britannico David Icke e in seguito dal sito cospirazionista canadese Globalresearch.com. Da qui, l’affermazione è passata all’agenzia di stampa russa di proprietà statale Sputnik e a vari altri siti con sede in Russia.
In un esempio, Secondary Infektion è riuscita a ottenere un impatto sostanziale: documenti collegati ai negoziati commerciali USA – Regno Unito, trapelati al pubblico alla fine di ottobre 2019. La fuga di notizie in sé è apparsa inizialmente su account di Reddit e su media di nicchia senza attirare molta attenzione.La fuga di notizie fece notizia solo quando fu inviata via e-mail direttamente ad attivisti politici del Regno Unito a novembre.
Un oggetto non identificato
L’operazione Secondary Infektion copre nove temi dominanti; tutti gli elementi chiave nelle campagne di disinformazione dell’ecosistema pro-Cremlino:

Tutti questi argomenti sono ben rappresentati nel Database della Disinformazione di EUvsDisinfo. Circa un terzo dei contenuti, collegati all’operazione, è dedicato alla narrazione dell’Ucraina come Stato fallito o inaffidabile. I ricercatori riscontrano un numero sorprendentemente elevato di articoli dedicati alla presenza militare della Russia in Siria.
I ricercatori concludono che l’operazione è avanzata, ben organizzata e può essere collegata agli interessi russi {?}. Ma è impossibile – finora – collegarla a qualsiasi organizzazione o autorità russa nota. I ricercatori scrivono:
Secondary Infektion rimane un attore di minaccia non identificato. Nonostante il lavoro di più team, non abbiamo un’attribuzione confermata a un gruppo specifico. Non abbiamo quindi un quadro chiaro delle sue capacità complessive e delle sue motivazioni.Rimangono senza risposta domande chiave: chi c’era dietro? Che cosa cercavano di ottenere? Perché hanno lasciato che così tante delle loro storie affondassero senza lasciare traccia nei meandri trascurati di internet? Perché non hanno preso di mira alcuni degli altri bersagli frequenti delle operazioni informative russe, per esempio il conflitto siriano in generale e il gruppo di soccorso dei White Helmets in particolare?
I ricercatori segnalano diversi esempi di palese incompetenza. Errori elementari di vocabolario e grammatica; nomi scritti in modo errato, termini russi usati al posto dell’inglese… In sintesi: un’operazione enorme e avanzata con un impatto molto ridotto e costellata di strani errori. Dovremmo davvero prenderla sul serio? I ricercatori dicono di sì. Secondary Infektion dimostra come gli operatori dell’influenza stiano sviluppando la capacità di nascondersi. Le falsificazioni stanno diventando sempre più sofisticate. L’operazione è attiva dal 2014 ed è ancora impossibile attribuirla. L’attuale infodemia attorno all’epidemia di COVID-19 è un terreno fertile per ulteriori attacchi contro il dibattito pubblico e la democrazia stessa. E mentre gli attacchi continuano, gli operatori della disinformazione stanno sviluppando le loro competenze.