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Volti di donne occidentali

Profilo femminile stilizzato rosso, stelle gialle, titoli testuali, timbro
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L’UE è il posto giusto in cui le donne dovrebbero stare. E numerose iniziative intraprese dalle istituzioni dell’UE stanno aiutando le donne a progredire nella loro vita professionale e a svilupparsi personalmente.

Tuttavia, per come la vedono i canali pro-Cremlino, essere una donna in Occidente non è affatto facile.

Le donne, soprattutto le donne occidentali, sono spesso nel mirino della disinformazione pro-Cremlino. Per esempio, nella nota narrazione disinformativa sulla presunta inevitabile islamizzazione dell’Europa, svolgono un ruolo sostanziale. Le donne sarebbero, a quanto si sostiene, le prime vittime dell’ondata migratoria. Sarebbero costrette a prostituirsi per i migranti, a indossare l’hijab o addirittura a subire mutilazioni genitali. Ma a volte, inoltre, provocherebbero anche gli immigrati – per esempio con atti e abiti indecenti. In Europa sarebbero in pericolo di essere stuprate dagli immigrati praticamente ovunque.

Questa narrazione assurda e ingannevole ritrae le donne come vittime dell’islamizzazione, preda del degrado morale e sociale. L’esempio, come direbbero i media pro-Cremlino, arriverebbe dall’alto – e anche le leader europee sono state oggetto di disinformazione. Più in generale, hanno dovuto affrontare affermazioni secondo cui non hanno figli, perché non si preoccuperebbero del futuro del mondo.Ma sono state prese di mira individualmente, con tentativi di screditare la loro leadership cuciti su misura per pubblici specifici. Dalia Grybauskaite, Theresa May e Angela Merkel hanno tutte ricevuto la loro parte di questo tipo di attacchi.

La narrazione basata sui valori è solo uno dei molti volti della disinformazione sulle donne. Un altro, nel manuale, è sfruttare la paura – ma questa volta non è la paura che le donne vengano ferite, bensì la paura che le donne stesse rappresentino una minaccia.

Womanspreading?

Le fonti pro-Cremlino descrivono il femminismo e l’uguaglianza di genere come minacce. Hanno una lunga storia di tentativi di diffamare queste idee, descrivendo il femminismo, ad esempio, come donne che bullizzano gli uomini, scoraggiando l’interesse degli uomini per le donne e trasformando così gli uomini in omosessuali. Ancora una volta, questo tipo di messaggi alimenta una narrazione più ampia dell’Occidente malvagio, decadente e immorale, che si avvia verso un livello di annientamento di genere che, a quanto pare, non risparmierebbe nemmeno Babbo Natale.

Un esempio emblematico di questa narrazione antifemminista è la storia diffusa da In The Now, controllata da RT, che ha cercato di screditare le attiviste femministe promuovendo un video con una presunta femminista che punisce gli uomini per il “manspreading” su un treno della metropolitana.In The Now ha reso il video virale, e ha provocato linguaggio misogino e pieno d’odio nella sezione dei commenti dell’account Facebook di In The Now. Ma l’autenticità del video originale, che è stato prodotto in Russia, è stata messa in dubbio da inchieste giornalistiche.

Nel mondo della disinformazione, una donna può essere una vittima del femminismo o del decadimento morale – ma allo stesso tempo può essere una potente soldatessa. Le cecchine sono state il tema di un’altra narrazione: sono state usate come “prova” di una maggiore violenza in Ucraina – donne provenienti dagli Stati baltici sarebbero arrivate nel Donbas, mentre presunte cecchine polacche sarebbero comparse a Mariinka per sostenere l’esercito ucraino.

Questi tipi di storie hanno avuto lunga vita nel folklore militare russo. Ma ciò non significa comunque che siano vere.

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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