1 000 e 4 000 giorni di uso della disinformazione per nascondere crimini di guerra e atrocità
Dall’inizio dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina, l’esercito russo ha commesso numerosi crimini di guerra. Molteplici rapporti della Commissione d’inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite sull’Ucraina dimostrano il completo e deliberato disprezzo della Russia per il diritto internazionale umanitario e per le vite umane in generale:
«La Commissione ha documentato violazioni, quali l’uso illegale di armi esplosive, attacchi indiscriminati, violazioni dell’integrità personale, comprese esecuzioni, tortura e maltrattamenti, nonché violenza sessuale e basata sul genere. Ha inoltre riscontrato che i diritti dei bambini sono stati violati.»
Dopo oltre 1 000 giorni dall’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia, è chiaro che l’unica cosa più onnipresente dei crimini di guerra russi è la disinformazione usata per nasconderli.
Per essere chiari: il Cremlino sembra essere orgoglioso di alcuni dei crimini di guerra e non ha alcun bisogno di offuscarli.La deportazione illegale di bambini ucraini in Russia, che è valsa a Putin e alla sua Commissaria per i diritti dei minori Maria Alekseyevna Lvova-Belova mandati di arresto da parte della Corte penale internazionale, è stata ammantata da sforzo umanitario, con le TV russe controllate dallo Stato che sputano storie edificanti su famiglie russe in fila per adottare orfani del Donbas.
Non viene fatto alcuno sforzo per nascondere gli attacchi deliberati a infrastrutture civili critiche, come le reti elettriche in Ucraina, che inoltre costituiscono crimini di guerra.
Quanto al resto – tortura, stupro, omicidio e distruzione – la disinformazione e la manipolazione delle informazioni sono gli strumenti fidati del Cremlino.
Lezioni dall’abbattimento del volo MH17
Uno dei primi e più noti esempi della strategia di disinformazione della Russia per negare, sviare e distrarre dalla propria responsabilità per violazioni del diritto internazionale è stata la risposta di Mosca all’abbattimento del volo Malaysia Airlines MH17. Per oltre un decennio, ha scatenato una raffica di menzogne e teorie del complotto nella speranza di inondare lo spazio informativo di falsità e convincere il pubblico che “la verità non potrà mai essere conosciuta”.Alla fine, indagini internazionali conclusive hanno confermato la colpevolezza della Russia, eppure Mosca continua a negare ogni responsabilità, a dimostrazione del suo radicato affidamento sulla disinformazione per proteggersi dalle accuse.
Una tattica fondamentale in queste campagne è la negazione. Dopo che le atrocità commesse dall’esercito russo a Bucha nella primavera del 2022 sono venute alla luce, i funzionari russi inizialmente hanno liquidato le prove delle uccisioni di massa di civili come invenzioni, definendo foto e video come ‘provocazioni inscenate’. Allo stesso modo, dopo l’attacco alla stazione ferroviaria di Kramatorsk, hanno sostenuto falsamente che il missile utilizzato non era più nell’arsenale russo, nonostante prove evidenti lo collegassero alle forze russe. Dopo il bombardamento dell’ospedale maternità di Mariupol, il Ministero degli Affari Esteri russo ha persino accusato l’Occidente di ‘terrorismo informativo’ contro Mosca, sostenendo che le foto che documentavano la distruzione fossero false.
Per rendere più credibili le loro smentite totali dei fatti, i media filocremlino spesso si tuffano in ‘dettagli tecnici’ inventati per creare l’illusione di una conoscenza tecnica affidabile. Il risultato sono affermazioni tanto oltraggiose quanto bizzarre, per esempio sostenere che i corpi delle persone uccise nell’abbattimento del MH17 non fossero ‘freschi’ o, nel caso del massacro di Bucha, che fossero ‘ancora in movimento’.Pertanto, l’intera vicenda deve essere stata «messa in scena». Il Cremlino ha utilizzato questa tattica anche per negare i crimini di guerra in Siria.
Deviazione è un altro passaggio logico e uno strumento importante nel manuale di manipolazione della Russia. In molti casi, Mosca ha incolpato le forze ucraine delle stesse atrocità che ha commesso. Ad esempio, il bombardamento di un reparto maternità a Mariupol è stato giustificato con affermazioni infondate secondo cui vi si trovavano combattenti «radicali», una narrazione legata alla menzogna di lunga data del Cremlino sui nazisti che controllerebbero l’Ucraina. Lo stesso vale per il bombardamento del teatro drammatico di Mariupol che dava rifugio a centinaia di civili.
Distrazione, soprattutto attraverso teorie del complotto, intorbida ulteriormente le acque. Le fonti pro-Cremlino introducono versioni contraddittorie per creare confusione, ad esempio sostenendo che le vittime di Bucha fossero attori, ingaggiati da un regista di videoclip musicali, oppure collaborazionisti filorussi giustiziati dalle forze ucraine. Promuovendo contemporaneamente molteplici narrazioni contraddittorie e spesso assurde, il Cremlino mira non solo a oscurare i fatti, ma a esaurire del tutto l’indagine critica.
A volte, gli sforzi di distrazione assumono le proporzioni di una vera e propria campagna di manipolazione informativa.Ad esempio, dopo il massacro di Bucha, la Polonia ha affrontato un attacco di troll su larga scala che ha inondato di spam i media polacchi, ha inviato lettere minatorie ai decisori polacchi e ha amplificato sui social media polacchi il tema del massacro di Volinia dell’epoca della Seconda guerra mondiale. Tutto ciò mirava a creare una frattura tra Polonia e Ucraina in un momento cruciale e a minimizzare le atrocità di Bucha con manipolativi paragoni storici.
Il ciclo di violenza e menzogne
L’obiettivo ultimo di tali campagne di disinformazione è proteggere la Russia dall’assunzione di responsabilità per i suoi crimini di guerra. A tal fine, attraverso la sua rete coordinata di media controllati dallo Stato, canali diplomatici e troll dei social media, il Cremlino riscrive continuamente la realtà fino al punto che qualsiasi indagine sui fatti diventa inutile. Non si tratta di «la Russia non l’ha fatto», bensì di «non sapremo mai chi l’ha fatto».
Per il Cremlino, menzogne e violenza sono intrecciate, poiché la violenza oscura le menzogne e le menzogne giustificano la violenza. Ecco perché tutti gli sforzi internazionali per assicurare alla giustizia i responsabili dei crimini di guerra russi sono così importanti: è l’unico modo per spezzare il ciclo di violenza e menzogne.