Aggiornamento sulle elezioni UE: il gioco lungo
Con le elezioni del Parlamento europeo che si avvicinano tra meno di un mese, dedichiamo la Disinfo Review di questa settimana a un breve riepilogo delle tendenze di disinformazione in corso che circondano le elezioni.
Per prima cosa, un promemoria: la campagna di disinformazione della Russia contro l’UE – e, per estensione, il suo processo elettorale – è in corso da cinque anni. Non è una novità nel panorama politico europeo. Gli sforzi del Cremlino per minare il sostegno pubblico all’UE, promuovere partiti e candidati populisti ed euroscettici, aumentare la polarizzazione e frammentare l’unità europea sono iniziati seriamente nel 2014 e non si sono attenuati da allora.
La Russia sta giocando una partita di lungo periodo in Europa: il suo obiettivo non è soltanto influenzare l’esito di una particolare elezione, ma piuttosto sovvertire in senso ampio l’efficacia delle nostre istituzioni democratiche, alimentare una diffusa frammentazione sociale e la sfiducia e, in ultima analisi, paralizzare la nostra capacità di agire nel nostro stesso interesse e di difendere i nostri valori.
L’effetto valanga
Utilizzando varie tattiche e narrazioni di disinformazione, il Cremlino semina i semi di questo malcontento ormai da quasi mezzo decennio.Ha sostenuto abitualmente partiti e candidati populisti e anti-UE sia all’estrema destra sia all’estrema sinistra, ha attaccato l’integrità della politica e dei media mainstream e ha enfatizzato la illegittimità e l’inutilità delle elezioni in un sistema che sostiene essere fondamentalmente corrotto. Attraverso questi sforzi, il Cremlino ha rafforzato e amplificato altri attori venali e antidemocratici affinché accrescessero la loro influenza in Europa, creando un effetto valanga per la sua agenda anti-occidentale.
A causa di questo meticoloso lavoro preliminare e dell’integrazione (e normalizzazione) a lungo termine delle narrazioni anti-UE nello spazio pubblico, il tentativo del Cremlino di manipolare le elezioni del PE appare molto meno sensazionale rispetto ad altri casi più noti, come #MacronGate o le elezioni presidenziali statunitensi del 2016. Ma questo non significa che non sia in corso alcuna manipolazione – al contrario, i media filo-Cremlino continuano ad attaccare in modo persistente l’UE, i suoi valori e il suo mandato democratico, mentre al contempo promuovono voci euroscettiche.
Ad esempio, Sputnik propone sistematicamente interviste e aggiornamenti sui partiti anti-UE, nonché sui loro candidati e sulle loro posizioni.Sputnik Polonia mette in evidenza politici anti-UE, dando loro spazio e promuovendo le loro narrazioni, mentre Sputnik Italia ha riservato attenzione esclusiva al partito nazional-conservatore Fratelli d’Italia (Brothers of Italy). Mettere in dubbio la legittimità delle elezioni europee sulla base della corruzione e della presunta cattura dell’UE da parte di interessi speciali è un altro tema ricorrente volto a scoraggiare l’affluenza alle urne.

Nel frattempo, i partiti che non mettono in discussione la futura esistenza dell’UE né promuovono la secessione del proprio Paese dall’UE affrontano critiche incessanti. Se i loro principali candidati sono noti, come in Francia, sono spesso oggetto di attacchi personali. Allo stesso modo, i media mainstream sono accusati di essere faziosi e di sottostimare intenzionalmente i successi dei partiti euroscettici. Anche le iniziative di fact-checking affrontano critiche crescenti per aver presumibilmente violato la libertà di espressione e promosso un’agenda “globalista”.
Naturalmente, anche l’UE stessa è soggetta a ogni sorta di travisamenti e false narrazioni, la maggior parte delle quali si fonda sulla narrazione della “sovranità perduta” o di un’identità nazionale minacciata.Per esempio, l’UE è accusata di minare la sovranità dei suoi Stati membri: le direttive UE sulle armi, le quote obbligatorie di migranti e le procedure dell’articolo 7 sarebbero tutti semplici strumenti politici progettati per scavalcare la legislazione nazionale. Ma non è tutto: anche l’UE in realtà non avrebbe una vera indipendenza, perché sarebbe soltanto un vassallo degli Stati Uniti!
Infine, i valori progressisti dell’Europa vengono anche sistematicamente derisi e dipinti come una minaccia esistenziale alla tradizione morale cristiana e ai valori familiari conservatori. I diritti delle donne, delle minoranze etniche e religiose e dei gruppi LGBTQ sono in particolare bersagli popolari della disinformazione. Persino la recente tragedia di Notre Dame è stata sfruttata a questo scopo: la prova, a quanto pare, che “la nostra civiltà europea sta morendo.”
Il modo migliore per salvarla, vorrebbe farci credere il Cremlino, è rinunciare del tutto alla democrazia. Che ne dite?