Allineandosi attorno ai #PanamaPapers
I media russi si collocano lungo un ampio spettro, tra quelli molto fedeli al Cremlino da un lato e quelli fortemente critici verso il Cremlino dall’altro.
Non ha sorpreso nessuno che sia stato il quotidiano critico verso il Cremlino Novaya Gazeta a condurre la parte russa dell’indagine globale “Panama Leaks”.
“Censura”
Ma come hanno reagito i media nelle altre parti del panorama russo?
Il popolare blogger russo Ilya Varlamov ha mostrato la situazione alle ore 12 di lunedì 4 aprile in un’infografica, ampiamente condivisa sui social media russi.
Varlamov l’ha pubblicata con il breve titolo “Censura” sia sul suo blog sia sulla sua pagina Facebook.
A beneficio di coloro che non leggono il russo, la East StratCom Task Force ha trascritto in inglese i nomi dei media russi, insieme ai criteri che Varlamov ha applicato ai diversi tipi di copertura riportati in cima alla sua tabella.
Si noti che alcuni dei media mostrati hanno riportato lo scandalo dopo che l’infografica è stata creata.

Anche i media tradizionalmente neutrali ne stanno parlando
Oltre ai media molto fedeli al Cremlino (colore rosso) e ai media marcatamente critici verso il Cremlino (Slon, Dozhd), vediamo una serie di altri importanti media che restano disponibili a rilanciare informazioni critiche sul presidente della Russia e sul suo cerchio ristretto.
Tra questi vi sono media tradizionalmente considerati neutrali (RBK, Vedomosti), oppure neutrali ma con una tendenza filocremlina (Gazeta.ru, Moskovskiy Komsomolets).
Vale la pena notare anche Lifenews, con una reputazione da giornalismo tabloid, che riprende lo scandalo, ma menziona solo quelle parti che riguardano il presidente ucraino Poroshenko. Kommersant, di proprietà di Gazprom ma tradizionalmente neutrale e ampiamente rispettato, trova un proprio modo diplomatico di aggirare l’argomento.
Meglio tardi che mai
In nota positiva, le agenzie di stampa in cima alla tabella hanno ritenuto professionalmente necessario riportare la notizia, sebbene la statale RIA Novosti per esempio abbia pubblicato il proprio dispaccio a un’ora molto tarda per un’agenzia (undici minuti dopo la mezzanotte ora di Mosca, cioè più di due ore dopo che la notizia era emersa), e con un testo che utilizzava con cura la parola russa per “presumibilmente”, “yakoby”, sia nel titolo sia nel dispaccio, assicurandosi di sottolineare che “l’autenticità dei documenti non è stata confermata da nessuno”.
Infine, tra i media che hanno riportato tardi lo scandalo c’è Russia Today, rivolto a un pubblico al di fuori della Russia.Il suo primo articolo sullo scandalo di Panama, pubblicato domenica 3 aprile, non menziona le accuse contro il presidente Putin.
Il suo secondo articolo, pubblicato lunedì 4 aprile in tarda mattinata, inizia come segue: “In Occidente il sentimento anti-Putin ha raggiunto il punto di ebollizione e questo, in larga misura, rende quasi impossibile parlare della Russia in modo positivo, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, commentando la cosiddetta fuga di notizie di Panama.”
La versione russa della storia
Un editoriale ampiamente citato su Vedomosti, firmato da Mariya Zheleznova, sottolinea una differenza fondamentale tra la percezione russa e quella occidentale dello scandalo:
“In Russia, possedere società offshore è innanzitutto un mezzo per proteggere e occultare la propria proprietà; mentre in Occidente le persone si nascondono dalle tasse”, scrive Vedomosti, sottolineando che le società offshore possono aiutare i funzionari governativi russi a nascondere denaro ottenuto dalla corruzione.
Questo porta Vedomosti a concludere che, nonostante gli sforzi del Cremlino di minimizzare la vicenda, i “Panama Leaks” rappresentano una reale minaccia per il governo. Confermano ciò che la gente sospettava già: il “mix di politica e affari” della Russia, scrive Vedomosti, significa che avrebbe poco senso se i leader russi dicessero che “ora ci tassiamo da soli o ci puniamo da soli per legge.Pertanto, dobbiamo concludere che non c’è nulla di nuovo in queste pubblicazioni e che questo è un colpo per il presidente», conclude Vedomosti.