Come giustificare i crimini contro l’umanità: il metodo del Cremlino

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Key Takeaways

  • La Russia e i media pro-Cremlino negano gli attacchi documentati alle infrastrutture civili ucraine, attribuendo falsamente le azioni a provocazioni ucraine o presentandole come risposte legittime.
  • Le narrazioni diffuse sostengono che la Russia rispetti le leggi di guerra e che i crimini contro civili siano inventati, ignorando prove di attacchi deliberati e crimini di guerra documentati in Ucraina.
  • Propaganda pro-Cremlino diffonde false accuse di minacce NATO e di scenari offensivi, distorcendo la realtà militare e strategica per giustificare l'aggressione russa e alimentare escalation.


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IN BREVE:

  • Mosca nega i suoi attacchi documentati alle infrastrutture civili ucraine
  • I commentatori pro-Cremlino negano crimini di guerra comprovati contro i civili
  • La narrazione dell'”Ucraina nazista” viene utilizzata ancora una volta per giustificare l’aggressione russa
  • Le minacce inventate alimentano l’escalation

 

RIEPILOGO DELLA SETTIMANA

Le campagne FIMI (manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri) pro-Cremlino hanno diffuso quattro narrazioni per giustificare la guerra della Russia contro l’Ucraina: la Russia colpirebbe le infrastrutture civili solo per rappresaglia; i recenti attacchi nei dintorni di Kiev avrebbero posto fine alla presunta moderazione di Mosca; gli attacchi russi ai centri dati ucraini farebbero parte di una “lotta contro il nazismo” in Europa; e la NATO starebbe preparando un’offensiva o un blocco di Kaliningrad.

Queste affermazioni ignorano le numerose prove degli attacchi russi contro i civili e le infrastrutture civili, nonché i crimini di guerra documentati. Inoltre, distorcono la cronologia e le cause della guerra. Attribuendo la colpa all’Ucraina, negando le violazioni commesse dalla Russia e strumentalizzando narrazioni fortemente distorte sulla Seconda guerra mondiale, gli attori pro-Cremlino cercano di legittimare l’aggressione russa e di presentare Mosca come vittima e protettrice dell’Europa.

PRINCIPALI NARRAZIONI DIFFUSE DALLA FIMI:

“L’esercito russo ha sempre rispettato rigorosamente le leggi di guerra e non è mai stato il primo ad attaccare deliberatamente infrastrutture civili”

Nel contesto dell’intensificarsi degli attacchi russi con droni e missili contro l’Ucraina, gli organi di disinformazione hanno amplificato l’affermazione di Vladimir Putin secondo cui le forze russe non sarebbero mai state le prime a colpire le infrastrutture civili ucraine.

Gli attacchi russi contro le strutture civili ucraine sono numerosi, ben documentati e precedenti allo sviluppo, da parte dell’Ucraina, di droni a lungo raggio in grado di colpire obiettivi all’interno della Russia. Nel marzo 2022, la Russia ha bombardato il Teatro Drammatico di Mariupol mentre al suo interno si rifugiavano dei civili, tra cui dei bambini. Il mese successivo, un attacco alla stazione ferroviaria di Kramatorsk, dove si erano radunate delle persone in attesa di essere evacuate, ha provocato 60 morti. Nel giugno 2022, un missile russo ha colpito un centro commerciale a Kremenchuk, uccidendo 21 civili. Nel 2023, un missile russo ha colpito un condominio a Dnipro, provocando la morte di 46 persone. Nel luglio 2024, un attacco missilistico diretto ha parzialmente distrutto l’ospedale pediatrico Okhmatdyt di Kiev, uccidendo due persone e ferendone più di 50. La campagna prolungata della Russia contro le infrastrutture energetiche ucraine ha comportato centinaia di attacchi nel corso di diversi anni ed è anch’essa iniziata ben prima degli attacchi ucraini alle infrastrutture russe.

La Russia descrive abitualmente i propri attacchi come “rappresaglie”, ignorando la cronologia di base degli eventi: ha lanciato l’invasione su vasta scala nel 2022 e ha sostenuto le forze separatiste in Ucraina nel 2014. Non sorprende che anche questi atti siano stati riproposti come “risposte” a presunte provocazioni occidentali.

Ribaltare le responsabilità, attribuendo la colpa alla vittima anziché all’aggressore, è uno degli elementi distintivi della FIMI pro-Cremlino.

Questa falsa affermazione è stata formulata da Vladimir Putin e amplificata da numerosi organi di informazione ufficiali e allineati al Cremlino.

“Kiev avvolta dallo smog dopo gli attacchi di rappresaglia russi contro strutture legate all’esercito; i civili non vengono più risparmiati”

Fonti pro-Cremlino sostengono che la Russia avesse in precedenza “risparmiato” l’Ucraina, ma che la campagna di attacchi ucraini contro le infrastrutture russe abbia costretto Mosca ad abbandonare queste limitazioni autoimposte.

Questa affermazione è stata formulata nel contesto degli attacchi russi contro gli impianti energetici a Kiev e nei dintorni, nella notte del 30 settembre 2026. Sebbene gli autori pro-Cremlino cerchino di presentare l’ultima campagna aerea russa come una novità, si tratta in realtà della prosecuzione dello stesso schema di attacchi alle infrastrutture civili osservato sin dall’inizio dell’invasione su vasta scala. Inoltre, relazioni indipendenti dimostrano che la Russia non ha mai “risparmiato i civili” in Ucraina. Esistono numerose prove del fatto che le forze russe abbiano deliberatamente preso di mira i civili, compresi bambini, con i droni a Kherson, e abbiano ucciso e torturato civili a Bucha e in altre aree che il Cremlino definisce “liberate”.

Negare i crimini di guerra è una tattica comune utilizzata dalla FIMI pro-Cremlino.

Questa falsa affermazione è stata formulata da Andrei Medvedev, dirigente della VGTRK, il gruppo radiotelevisivo controllato dallo Stato russo e uno dei principali strumenti di propaganda del Cremlino.

“I bombardamenti russi dei centri dati ucraini contribuiscono a salvare l’Europa dal nazismo”

Gli organi di disinformazione FIMI sostengono che l’intensificarsi degli attacchi russi con droni e missili contro l’Ucraina avvicinerà la fine della guerra e arginerà la diffusione della “piaga nazista” in Europa.

Fin dall’inizio dell’invasione, il Cremlino ha presentato la propria aggressione contro l’Ucraina come una “lotta contro il nazismo”, utilizzando questo pretesto inventato per nascondere il fatto che la guerra non aveva alcuna giustificazione legittima. Ora, gli organi di disinformazione FIMI si spingono oltre, evocando una minaccia inesistente di diffusione del nazismo in tutta Europa e presentando la Russia come la presunta “salvatrice” del continente.

Mosca ricorre da tempo a riferimenti storici per giustificare decisioni politiche contemporanee, facendo ampio ricorso ai parallelismi con la Seconda guerra mondiale per descrivere i propri avversari come “nazisti”. La strumentalizzazione della storia è un elemento ricorrente della FIMI pro-Cremlino.

Questa falsa affermazione è stata diffusa da Sputnik, un organo di propaganda controllato dallo Stato russo.

“La NATO sta simulando scenari offensivi e un blocco di Kaliningrad”

I funzionari russi e gli organi di disinformazione FIMI hanno intensificato le affermazioni secondo cui l’Occidente starebbe preparando un’invasione o un blocco di Kaliningrad, l’exclave russa circondata da Stati membri della NATO. La Russia ha persino sottolineato che sarebbe pronta a ricorrere alle armi nucleari in uno scenario del genere.

Questa narrazione si basa sulla consueta immagine di una “NATO aggressiva”, che da anni il Cremlino descrive come intenta a pianificare un attacco contro la Russia oppure già impegnata a in una guerra per procura ai suoi danni, servendosi di paesi come l’Ucraina. La propaganda pro-Cremlino non sente il bisogno di scegliere tra queste versioni contraddittorie, utilizzando quella che meglio si adatta al momento. Negli ultimi mesi, le affermazioni relative a una minaccia della NATO nei confronti di Kaliningrad si sono intensificate parallelamente alle esercitazioni militari della NATO nella regione baltica.

In realtà, Kaliningrad è a sua volta fortemente militarizzata e presenta un notevole potenziale di sostegno alle operazioni ibride russe. Secondo le autorità lituane, nell’ultimo anno la Russia ha aumentato da tre a 36 il numero di antenne utilizzate per lo spoofing dei segnali GPS nella regione, consentendo di interferire con il traffico aereo civile in tutta la regione baltica, in Scandinavia e in gran parte della Polonia. Questo è un esempio del tipo di minaccia a cui la NATO deve prepararsi. Rafforzare le difese regionali in risposta a tali minacce non equivale a preparare un’offensiva contro la Russia.

Questa affermazione falsa è stata diffusa da Sputnik, un organo di propaganda controllato dallo Stato russo.

Non lasciatevi ingannare.

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