Figura dell’anno: 1310
Quest’anno abbiamo riportato un totale di 1310 casi di disinformazione. Da Angela Merkel agli hamburger e agli animali domestici danesi, la disinformazione pro-Cremlino ha gettato una rete ampia nel 2017.
Come negli anni precedenti, i leader europei sono stati ripetutamente colpiti da false affermazioni.
La cancelliera tedesca Angela Merkel, un bersaglio popolare, è stata accusata di cercare di occupare l’Ucraina e il suo governo di promuovere dottrine neonaziste in Ucraina. Quanto al presidente francese Emmanuel Macron, che ha denunciato pubblicamente la disinformazione russa, si sostiene che sia salito al potere non grazie al sostegno elettorale ma grazie a una ricca lobby gay.
L’Europa come covo di peccato è stato un altro tema ricorrente quest’anno. L’Europa è stata bollata come un “bordello” e la Danimarca è stata falsamente accusata di aver legalizzato bordelli per animali per zoofili.
Poche settimane sono passate nel 2017 senza che i media pro-Cremlino si impegnassero in qualche forma di revisionismo storico. La carestia artificiale dell’Holodomor in Ucraina, che sarebbe stata causata da un’epidemia, e l’invasione sovietica della Cecoslovacchia descritta come una mossa per preservare pace e armonia nella regione sono solo un paio di esempi.
In diversi casi, i media e le autorità russi sono stati colti a diffondere storie di disinformazione particolarmente stravaganti.Una notizia secondo cui un ristorante di New York avrebbe servito un “Putin burger” speciale per celebrare il compleanno del presidente russo è stata ampiamente smentita. E a novembre i media occidentali hanno criticato il ministero della Difesa russo per aver presentato immagini tratte da un videogioco come “prove inconfutabili” del fatto che gli Stati Uniti stessero appoggiando i militanti dello Stato Islamico in Siria.
Dalla sua creazione nel novembre 2015, EU vs Disinformation ha smascherato 3.680 casi di disinformazione.