I media russi accusano i media russi
Questa settimana l’agenzia di stampa russa RIA Novosti, di proprietà del governo, è stata accusata di disinformazione da uno dei principali quotidiani russi, Kommersant.
“I media russi ingannati da una traduzione errata”
Il contesto delle accuse è stato un servizio sulla visita del Presidente Obama in Grecia, diffuso domenica da RIA con il titolo “Media: Obama chiederà che la Grecia chiuda i suoi porti alle navi russe”.
Lo stesso giorno, Kommersant ha pubblicato un articolo intitolato “I media russi ingannati da una traduzione errata”, nel quale ha chiarito che la richiesta di chiudere i porti greci alle imbarcazioni russe non è mai stata all’ordine del giorno del Presidente Obama; si tratta invece di una raccomandazione espressa da un esperto di un think tank americano intervistato dal sito analitico greco Militaire.gr, al quale RIA fa riferimento nel suo materiale. Le accuse hanno portato a un dibattito in lettere aperte dai redattori di RIA ai redattori di Kommersant e viceversa (Lettera di RIA, Lettera di Kommersant).
Divisione nel panorama mediatico
La controversia mette in luce questioni fondamentali nel panorama mediatico russo.Testate come Kommersant dipendono dal ricevere dalle agenzie di stampa una cronaca accurata, che sia stata verificata criticamente.
In secondo luogo, la pratica di non verificare un’opinione espressa da qualcuno su un altro mezzo di informazione, ma piuttosto di trasformarla in un fatto e metterla in un titolo, costituisce un enorme potenziale di disinformazione ed è regolarmente utilizzata dai canali filocremlini.
Infine, l’incidente evidenzia le opportunità di disinformazione che la traduzione offre, come recentemente sottolineato nel Disinformation Digest.