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Il vertice su una montagna di disinformazione

Mano con sostanza nera davanti a edificio con bandiere. (Descrizione generata dall'IA)
Key Takeaways

  • La Moldova si avvicina alle elezioni parlamentari del 28 settembre, con intensi sforzi da parte di attori filo-Cremlino per influenzare la percezione degli elettori e minare il sentimento pro-europeo attraverso campagne di disinformazione.
  • Le tattiche di disinformazione includono false narrazioni sull’interferenza dell’UE, sulla perdita di sovranità e sul presunto autoritarismo, con l’obiettivo di screditare il partenariato della Moldova con l’UE e manipolare l’opinione pubblica in vista del voto.
  • Le autorità hanno riconosciuto queste minacce, istituendo un centro di coordinamento contro le minacce ibride e bloccando app e contenuti russi per contrastare le operazioni di influenza guidate dal Cremlino che prendono di mira l’integrità elettorale.


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La Moldova si sta rapidamente avvicinando alle elezioni parlamentari fissate per il 28 settembre. Considerate decisive per l’orientamento geopolitico del Paese, la contesa per conquistare i cuori e le menti dei potenziali elettori è in pieno svolgimento.

L’UE al centro dell’attenzione

Gli attori filocremlini stanno facendo di tutto per convincere i moldavi ad abbandonare l’integrazione europea e a votare per forze filorusse. È stato impiegato ogni possibile argomento per manipolare e confondere l’elettorato, sotto le spoglie della creazione di un’alternativa politica.

Come sempre, gli spin doctor del Cremlino vedono poco valore nella correttezza fattuale o nel buon senso quando formulano le loro accuse. Rappresentanti di un Paese dove non sono consentite proteste avanzano con nonchalance accuse di dittatura in un Paese dove tutti sono liberi di protestare. Le accuse secondo cui l’opposizione sarebbe perseguitata vengono mosse da persone che promuovono legami più stretti con un Paese dove i politici dell’opposizione vengono assassinati.

Il partenariato UE-Moldova è un bersaglio favorito della macchina di disinformazione del Cremlino. La malvagia mano dell’UE si troverebbe ovunque, che si tratti del governo moldavo che agirebbe su ordini diretti da Bruxelles o dell’UE che chiuderebbe cinicamente un occhio sulle illegalità locali.

Il 4 luglio 2025, a Chișinău si è tenuto il primo in assoluto vertice UE-Moldova.La Presidente moldava Maia Sandu ha ospitato il Presidente del Consiglio europeo António Costa e la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Il Vertice non aveva solo un’importanza simbolica, riflettendo la forza del partenariato, ma ha anche portato annunci importanti. Tra le altre misure, l’UE ha annunciato l’erogazione di 270 milioni di euro nell’ambito del Piano di crescita per la Moldova da 1,9 miliardi di euro, che promuoverà riforme chiave e rafforzerà l’economia della Moldova.

Nel complesso, il Vertice ha segnato una tappa significativa nelle relazioni UE-Moldova e ha generato una copertura mediatica eccezionalmente ampia, con oltre 70 testate nazionali che hanno riportato l’evento in dettaglio. Il tono della copertura giornalistica è rimasto prevalentemente neutrale o positivo nei confronti dell’UE.

Come prevedibile, l’evento è diventato anche il bersaglio di una campagna di disinformazione sofisticata e multilivello, guidata da reti filocremlino e concentrata soprattutto sui social media.

Il blitz di false notizie pre-vertice

Nei giorni precedenti il Vertice, “Matryoshka”, un’operazione di manipolazione informativa e interferenza collegata alla Russia, ha lanciato una raffica di video manipolati falsamente marchiati con loghi di media europei come Deutsche Welle ed Euronews. Un video sosteneva che fosse scoppiato un conflitto tra l’Alta rappresentante/Vicepresidente Kaja Kallas e la Presidente Maia Sandu.Un altro clip ha falsamente avvertito di una potenziale minaccia terroristica durante il Vertice, nel tentativo di macchiarne la percezione pubblica.

Queste attività di disinformazione hanno preso di mira principalmente la diaspora moldava basata nell’UE. Sono state concepite per seminare dubbi sulla legittimità e sulla sicurezza del Vertice, rafforzando al contempo una narrazione sulla presunta perdita di sovranità della Moldova sotto l’influenza dell’UE.

Il giorno del Vertice, un falso allarme bomba all’aeroporto di Chișinău ha messo alla prova la preparazione in materia di sicurezza della Moldova. La polizia ha sventato la minaccia, affermando che era stata prevista.

Nel frattempo, Canal 5 del latitante oligarca Ilan Shor, sfruttando le proteste dei suoi sostenitori in zone riservate e preassegnate, ha rilanciato l’assurda affermazione secondo cui l’UE starebbe tentando di trasformare la Moldova in una dittatura. L’emittente ha mandato in onda servizi che accusavano le forze dell’ordine di aver fermato 20 manifestanti in violazione delle norme democratiche.

Distorsione del vertice

Attori filocremlini hanno inondato le piattaforme dei social media di retorica divisiva. L’assistenza finanziaria annunciata durante il Vertice è stata riformulata come una “trappola del debito”, così che le future generazioni di moldavi sarebbero costrette a lavorare solo per ripagare centinaia di milioni all’UE.L’evento in sé è stato liquidato come un semplice teatro politico volto ad accrescere la popolarità di Sandu in vista delle elezioni parlamentari di settembre in Moldavia.

Il canale Telegram KP Moldova ha affermato che i leader dell’UE avevano reso chiaro al Vertice che sarebbero intervenuti nelle elezioni moldave a favore del partito di governo, dichiarando al contempo che «firmano una dichiarazione congiunta secondo cui non permetteranno a nessuno di rubare la scelta del popolo moldavo». Cercando di fare leva sulle paure delle persone, il canale ha promosso disinformazione collegando l’UE a un futuro distopico con «case abbandonate, anziani che muoiono da soli, tombe abbandonate e schiavitù del debito».

Nel frattempo, altre fonti hanno sostenuto che il Vertice non avesse ottenuto nulla. Il canale Telegram russo Sputnik Moldova 2.0 ha citato il giornalista Dmitrii Ciubacenco dopo il vertice, che ha detto: «Il vertice Moldavia-UE si è concluso a Chișinău. La sua essenza è: bla-bla-bla».

Guerra digitale e influenza stratificata

Mentre i media indipendenti e affidabili hanno basato la loro copertura del Vertice e del suo impatto sui fatti, gli attori filorussi hanno alimentato la disinformazione usando narrazioni cariche di emotività.

Telegram è stata l’arma preferita di chi diffondeva narrazioni disinformative, mentre Facebook è diventato un campo di battaglia di commenti, dove i contenuti divisivi prosperavano grazie alla manipolazione algoritmica.Nel frattempo, altri disinformatori hanno usato TikTok per veicolare interpretazioni satiriche che hanno minato la fiducia nella posizione filoeuropea della Moldavia, soprattutto tra il pubblico più giovane.

Nel complesso, questo insieme variegato di tattiche e la pubblicazione di contenuti fuorvianti su diverse piattaforme miravano a creare l’illusione di un diffuso scetticismo verso l’UE tra la popolazione.

Cornici per oscurare e distorcere i punti di vista

La presunta perdita di sovranità (per esempio qui, qui e qui) e il presunto autoritarismo di Sandu e del suo partito (come qui o qui) si stanno delineando come due temi principali che la disinformazione filorussa cerca costantemente di proiettare. Sono diventati le cornici, o meta-narrazioni, che collegano le numerose storie e lamentele individuali inventate, utilizzate per dare significato e coerenza alle singole affermazioni di disinformazione.

In un contesto di campagne politiche accese e di sforzi continui per minare la fiducia nelle elezioni e nella democrazia in generale, ci si può aspettare che questi due temi vengano fortemente promossi nel periodo a venire.Il Cremlino e i suoi proxy, nell’ambito di un più ampio sforzo volto a compromettere le istituzioni democratiche e il processo elettorale, stanno gettando le basi per contestare la legittimità dei risultati delle elezioni parlamentari.

La perdita di sovranità è emersa come uno dei tropi di disinformazione preferiti, guadagnando terreno dopo le elezioni in Romania, dove candidati filorussi hanno attirato un grande numero di sostenitori sostenendo che l’UE sta “rubando” l’indipendenza del Paese.

Guardando avanti: la sfida della comunicazione

Le vulnerabilità maggiormente sfruttate sono le difficoltà economiche della popolazione, la paura dell’instabilità regionale e la cronica sfiducia nelle istituzioni statali. Vi è una chiara convergenza tra i messaggi di disinformazione legati all’economia – povertà, agricoltura al collasso – e quelli geopolitici come la perdita di sovranità e il pericolo di guerra. Questa combinazione mira a creare un senso di collasso imminente in cui un ritorno a una politica filorussa, mascherato sotto slogan su “patriottismo”, “neutralità” e “interesse nazionale”, viene presentato come l’unica soluzione.

Inoltre, le narrazioni di disinformazione promosse in campagne precedenti potrebbero riemergere.Non sorprenderti se senti parlare di presunti campi di deportazione dell’UE, della Moldova trasformata in un hub militare, o persino del Paese trascinato nella guerra.

Dopo una fase di test durante le elezioni del 2024 e mesi di messa a punto delle sue operazioni di disinformazione, l’offensiva pre-elettorale del Cremlino è in pieno svolgimento. Contrastare questi sforzi coordinati di inganno e manipolazione degli elettori moldovi sarà una priorità assoluta per le istituzioni moldove e i loro partner nel periodo che precede le elezioni.

Le autorità moldove sembrano essere ben consapevoli delle sfide che le attendono, come emerge dalla recente valutazione del Consiglio Supremo di Sicurezza, che ha individuato almeno dieci principali strumenti che la Russia intende utilizzare per interferire nel processo elettorale. Le campagne di manipolazione dell’informazione e di interferenza figurano in modo prominente in questo elenco. Questa dichiarazione ha provocato immediati attacchi e commenti da parte dell’ecosistema pro-Cremlino, nonché un obbligatorio diniego da fonti ufficiali del Cremlino.

Andando oltre le dichiarazioni pubbliche, recentemente il governo ha anche adottato misure concrete per affrontare queste sfide, come istituire un centro di coordinamento per la risposta alle minacce ibride e bloccare app russe e siti web utilizzati per ritrasmettere contenuti televisivi russi vietati.

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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