Le elezioni sono campi di battaglia per il Cremlino
Dal 6 al 9 giugno centinaia di milioni di europei si sono recati alle urne per esprimere il loro voto nelle elezioni del Parlamento europeo. Per i popoli europei questo è un esercizio cruciale dei loro inalienabili diritti democratici. Per vari attori ostili di manipolazione e interferenza informativa straniera (FIMI) che complottano per erodere i valori europei, questa è stata anche un’occasione per tentare di minare la democrazia attraverso disinformazione, manipolazione dell’informazione e inferenza.
In una serie di articoli abbiamo messo in luce le principali tattiche, tecniche e procedure impiegate da manipolatori filocremlino e canali di disinformazione in relazione alle elezioni del Parlamento europeo. Ricapitoliamo i tentativi filocremlino di diffamare i leader; seminare sfiducia, dubbio e divisione; inondare i social media di falsità cercando di rivolgere l’opinione pubblica contro l’Ucraina; proiettare sull’UE le stesse carenze della Russia per distogliere l’attenzione dalla realtà della Russia di Putin e infine sminuire i risultati e creare spaccature.
Prendere di mira i leader
Senza menzionare esplicitamente la democrazia o le elezioni, gli attori FIMI spesso mirano a minarne la legittimità con altri mezzi. In questo caso, i media statali russi e i canali filocremlino hanno intensificato gli sforzi per manipolare le elezioni del Parlamento europeo diffamando importanti leader europei.Il Cremlino ha preso di mira i leader dell’UE con campagne diffamatorie, distorcendo dichiarazioni e diffondendo falsità. Esempi rilevanti includono false affermazioni e attacchi omofobi contro il Presidente francese Emmanuel Macron e la sua famiglia, il Primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e l’Alto rappresentante dell’UE Josep Borrell. Tali campagne diffamatorie di solito hanno fatto seguito alle dichiarazioni dei leader a sostegno dell’Ucraina o contro la guerra della Russia in Ucraina. Naturalmente, il Presidente Zelenskyy ucraino è stato il bersaglio principale, affrontando estese campagne di disinformazione concepite per erodere il sostegno europeo all’Ucraina. Leggi di più.
Seminare sfiducia e malcontento
I media di disinformazione statali russi e filo-Cremlino hanno anche mirato a seminare sfiducia e malcontento sfruttando questioni politiche esistenti e minando la credibilità dell’UE. La tipica tattica di disinformazione consiste nel ritrarre l’UE come disfunzionale e un burattino di Washington, utilizzando manifestazioni pubbliche e retorica estrema per creare l’illusione di un diffuso sostegno europeo alle politiche russe. Tra i temi più popolari per seminare sfiducia figuravano il sostegno occidentale all’Ucraina, il costo della vita e le sanzioni dell’UE contro la Russia.Anche gli organi di informazione pro-Cremlino hanno usato il revisionismo storico e l’allarmismo nucleare per instillare paura e spingere politiche favorevoli a Mosca. Questi sforzi miravano a interrompere e screditare le elezioni e il più ampio sistema dell’UE. Leggi di più.
Inondare lo spazio informativo
Anche i media statali russi e gli organi pro-Cremlino miravano a inondare gli spazi informativi con falsità per rivolgere l’opinione pubblica contro l’Ucraina e manipolare l’agenda pubblica dell’UE. Questa tecnica del “firehose of falsehoods” mirava a sommergere i contenuti di qualità con narrazioni fuorvianti. La vasta operazione del Cremlino, sostenuta da un budget consistente e da vari canali in oltre 20 lingue, ha diffuso disinformazione a livello globale. Hanno usato bot, IA e varie tattiche sui social media per ampliare la loro portata, sfruttando manifestazioni pubbliche e hashtag popolari per inserire disinformazione. Questi sforzi miravano a interrompere le elezioni e a screditare il sistema dell’UE erodendo la fiducia del pubblico e manipolando le percezioni. Leggi di più.
Trascinare tutti nel fango
Un’altra tattica manipolatoria consisteva nel cercare di dipingere un’immagine negativa dell’Europa per evitare confronti scomodi con la Russia.Hanno usato una tecnica chiamata “whataboutism,” deviando le critiche sostenendo che la UE è altrettanto corrotta e disfunzionale. Il Cremlino ha cercato di suggerire che le elezioni dell’UE siano tanto difettose quanto quelle in Russia, promuovendo narrazioni di crollo europeo e teorie del complotto su una ‘élite globale’. Hanno messo in parallelo le loro tattiche di disinformazione dalla pandemia di COVID-19, attaccando la democrazia dell’UE mentre mettevano in evidenza la propaganda russa. Questi sforzi miravano ad avvelenare il clima, scoraggiare l’affluenza alle urne e preparare il terreno per respingere la legittimità dei risultati elettorali. Leggi di più.
Sminuire e creare fratture
Dopo le elezioni europee del 6-9 giugno, i media statali russi e quelli filocremlini miravano a sminuire i risultati e creare divisioni. Hanno sostenuto che le elezioni fossero prive di legittimità e rappresentatività, descrivendo il Parlamento europeo come un “timbro di gomma” della Commissione europea. I media filocremlini hanno spinto la narrativa disinformativa secondo cui le voci dei cittadini dell’UE sarebbero state ignorate dall’élite di Bruxelles. Funzionari russi hanno cercato di sfruttare le elezioni per alimentare l’instabilità politica, invitando leader come Macron e Scholz a dimettersi.Altri organi di informazione filo-Cremlino hanno cercato di liquidare le elezioni inquadrandole come un referendum sul sostegno all’Ucraina, prevedendo un imminente crollo dell’Occidente. Questi sforzi miravano a minare i risultati elettorali e a creare divisioni all’interno dell’UE. Leggi di più.




