MH17: Il tempo sta per scadere per la disinformazione
Da luglio 2014, le autorità russe stanno conducendo una campagna di disinformazione insieme ai media che controllano direttamente e indirettamente con l’obiettivo di occultare la verità su chi ha abbattuto il volo MH17 della Malaysian Airlines sopra l’Ucraina orientale.
Ma il tempo comincia a scarseggiare. Sia gli investigatori ufficiali sia una comunità internazionale di giornalisti sono riusciti a neutralizzare sistematicamente la serie di cortine fumogene predisposte dal Cremlino per distogliere la nostra attenzione dalla verità. Nuovi fatti si sono ora aggiunti a un già schiacciante insieme di prove, permettendo agli ultimissimi pezzi del puzzle dell’MH17 di trovare i posti a cui appartengono.

Sotto pressione, il Cremlino cercherà sempre di confondere sparando fuori molteplici bugie come bengala diversivi. Ma, come mostra il caso MH17, questa tecnica serve solo a guadagnare tempo.
Una grande settimana per la verità sull’MH17
La scorsa settimana è stata una grande settimana per chiunque voglia che verità e giustizia prevalgano nel tragico caso dell’MH17.Giovedì, la Joint Investigation Team (JIT) internazionale ha presentato risultati che provano che “tutti i veicoli di un convoglio che trasportava il missile facevano parte delle forze armate russe” – più precisamente, gli investigatori hanno scoperto che il missile proveniva dalla 53ª brigata contraerea con base nella città russa di Kursk, non lontano dal confine della Russia con l’Ucraina.
Venerdì, una squadra internazionale di giornalisti investigativi ha presentato risultati che, per la prima volta oltre ogni ragionevole dubbio, rivelano l’identità di un ufficiale delle forze armate russe con responsabilità diretta per l’incidente. Il sospettato, che fino a venerdì era stato conosciuto solo con gli pseudonimi ‘Orion’ e ‘Andrei Ivanovich’, è stato identificato come Oleg Vladimirovich Ivannikov, nato il 2 aprile 1967, un comandante nel ramo dell’intelligence militare russa GRU. L’articolo di Bellingcat descrive in modo meticoloso l’indagine open source condotta dalla squadra internazionale di giornalisti, che era incentrata su conversazioni telefoniche, nelle quali ‘Orion’, ad esempio, parlava di un sistema missilistico terra-aria Buk e di piani per iniziare ad “abbattere [aerei militari ucraini]” solo pochi giorni prima che l’MH17 venisse abbattuto.

Il sospettato Oleg Vladimirovich Ivannikov.Secondo le indagini giornalistiche indipendenti è un comandante nel ramo dell’intelligence militare russa, il GRU. Immagine: Bellingcat.
Vale la pena notare che i fatti riguardanti la 53ª brigata contraerea russa come origine del missile che ha abbattuto il volo MH17 sono stati resi pubblici da tempo dallo stesso gruppo internazionale di giornalisti che venerdì ha presentato l’identità dell’ufficiale del GRU russo. In realtà, tutti i dati essenziali, che sono stati presentati da Bellingcat e dai partner internazionali del gruppo nel corso degli ultimi anni, sono stati successivamente confermati dagli investigatori ufficiali. Ciò conferisce ulteriore credibilità alle nuove conclusioni giornalistiche e serve da promemoria del potere nelle mani delle moderne indagini open source, condotte da attori della società civile.
Il Cremlino continua ad attenersi alla disinformazione
Il Cremlino non è stato in grado di confutare nessuna delle conclusioni presentate la scorsa settimana da investigatori e giornalisti. Il presidente Putin ha reagito facendo riferimento alla presunta esistenza di “diverse versioni” che spiegano ciò che è accaduto, vale a dire proprio le cortine fumogene della disinformazione che ora sono state smontate con successo.Non meno significativamente, Sputnik, l’organo di propaganda ufficiale del Cremlino, ha scelto di pubblicare la propria storia con il titolo “«Non siamo ancora pronti»: di cosa non parlerà l’indagine su MH17” – un classico pezzo di disinformazione, con il suo tentativo manipolatorio di suggerire che gli investigatori non abbiano raggiunto chiarezza e di gettare sospetti su di loro, insinuando che stiano in qualche modo cospirando per nascondere i fatti all’opinione pubblica.

Dal giorno in cui l’MH17 è stato abbattuto, le autorità russe e i media filo-Cremlino hanno diffuso disinformazione sulla tragedia. Nel dicembre 2017, due nuove falsità sono state presentate sulla TV di Stato russa.
La Russia invitata ad accettare la propria responsabilità
La settimana scorsa è stata anche la settimana in cui i leader della comunità internazionale hanno deciso per la prima volta di ritenere formalmente lo Stato russo responsabile del crimine, che ha ucciso 298 civili innocenti, tra cui 80 bambini. A nome dell’Unione Europea, l’Alta rappresentante Federica Mogherini ha invitato la Russia “ad accettare la propria responsabilità” in una dichiarazione che riecheggiava una dichiarazione congiunta presentata lo stesso giorno dai governi dei Paesi Bassi e dell’Australia, nella quale “entrambi i paesi ritengono la Russia responsabile per la sua parte nell’abbattimento del volo MH17”.Anche altri hanno seguito l’esempio, tra cui gli Stati Uniti e la NATO.
Con i suoi conti di comunicazione drasticamente in rosso a causa dell’uso eccessivo di disinformazione, il Cremlino ora affronta il fragoroso appello della comunità internazionale a “cooperare pienamente con tutti gli sforzi per stabilire le responsabilità”.
Cinque fatti sulla campagna di disinformazione pro-Cremlino su MH17 e su come è stata neutralizzata:
- Già entro la scorsa estate, i canali pro-Cremlino avevano diffuso sette diversi diversivi per coprire la verità.
- A dicembre, altre due narrazioni di disinformazione sono state aggiunte dai media statali russi.
- A marzo di quest’anno, la vera identità di un “Carlos, il controllore di volo spagnolo” – il fulcro di una delle più importanti narrazioni di disinformazione – è stata scoperta da giornalisti investigativi.
- In totale, la East Stratcom Task Force dell’UE ha raccolto più di 60 casi di disinformazione che menzionano il volo MH17.
- Le indagini open source di Bellingcat, i cui risultati sono stati costantemente confermati ancora una volta dal team JIT degli investigatori internazionali ufficiali, smentiscono sistematicamente la campagna di disinformazione del Cremlino e delineano un quadro veritiero degli eventi che hanno portato all’abbattimento del volo MH17.Tutti i materiali sono presentati in forma completa sul sito web di Bellingcat. Il partner russo di Bellingcat, la testata russa indipendente The Insider, ha reso disponibili al pubblico russo risultati simili in lingua russa