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Parte 1 del supporto fabbricato: i giornalisti da tasca del Cremlino

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Parte 1. Media che fingono di essere occidentali

I media filocremlini riciclano le elucubrazioni cospirazioniste di blogger occidentali simpatizzanti, insinuando falsamente che si tratti di giornalisti che rappresentano le opinioni mainstream dell’Occidente.

In precedenza, EUvsDisinfo ha riferito di una tecnica di disinformazione comune: creare siti web e think tank che si presentano come forum obiettivi per l’analisi delle questioni di sicurezza internazionale, mentre in realtà promuovono narrazioni filocremlino. Nelle regioni separatiste ucraine di Donbas e Luhansk, questa tattica ha una variante. I media di lingua russa traducono le elucubrazioni di blogger occidentali simpatizzanti, pubblicano i risultati e poi travisano queste opinioni di nicchia come se fossero quelle di giornalisti mainstream in alcune delle maggiori capitali europee.

Tre siti web in lingua francese si distinguono come esempi: Les Moutons enragés, Réseau International e Agoravox. News Guard, uno strumento basato sul web che valuta i portali di informazione in base ai loro livelli di disinformazione, assegna al primo un punteggio basso di 20/100 e al secondo un punteggio disastroso di 7,5/100.Per quanto riguarda Agoravox, un portale originariamente concepito come forum per i “media cittadini”, è diventato ciò che un commentatore descrive come un “hub di teorie del complotto”.

“Giornalisti francesi”

È possibile, tuttavia, che il pubblico russofono non sia consapevole di quanto dubbî siano questi siti web come fonti di giornalismo professionale. Inosmi e Ria Novosti, entrambe diramazioni dell’agenzia di stampa russa di proprietà statale Rossiya Segodnya, pubblicano abitualmente articoli di “giornalisti francesi” che scrivono per “media francesi” ma che in realtà bloggano su siti come Les Mouton enragés. Dopo essere apparso nei contenuti di un’agenzia di stampa ufficiale russa, un articolo che aveva avuto origine come blog complottista è stato ripubblicato in altre fonti mediatiche russe come fonte di legittimo giornalismo francese, noto per i suoi elevati standard editoriali.

In particolare, i media filo-Cremlino spesso ripubblicano blogger di Agoravox, alcuni dei quali hanno combattuto per le regioni separatiste durante la guerra in Ucraina. Philippe Khalfine è stato un soldato volontario nella “brigata Unità Continentale” a Donetsk.Nel 2019, dopo che Inosmi ha tradotto e ripubblicato un post che aveva scritto sulla Crimea, diverse pubblicazioni russe, tra cui News Front, lo hanno descritto come «un giornalista francese di Agoravox che ammira la Crimea russa».

Un altro blogger di Agorabox, Laurent Courtois, ha scritto un post descrivendo l’avvelenamento dell’esponente dell’opposizione russa Alexei Navalny come «il trionfo dell’idiocrazia». Almeno otto articoli su pubblicazioni in lingua russa hanno menzionato il suo post dopo che Inosmi lo ha tradotto.

Alcuni blogger sembrano essere falsi. EUvsDisinfo ha scritto di “I giornalisti, che esistono solo sulla carta” Un caso simile è quello di un ‘Patrice Bravo’, che ha ripubblicato articoli apparsi su Observateur Continental, una testata che EUDisinfo lab ha collegato ai servizi segreti militari russi.

Un attacco imminente

Un ultimo esempio. Il 7 luglio, un blog oscuro chiamato Donbass Insider ha pubblicato in francese una storia sostenendo che i funzionari ucraini fossero ossessionati dall’idea che un attacco russo al paese fosse imminente. (EUvsDisinfo ha precedentemente rivelato questa tattica di disinformazione.) Il post si basava su un’interpretazione fuorviante dei commenti dei leader ucraini.La blogger ha poi affermato, tra le altre cose, che solo i paesi occidentali invadono territori stranieri, che la Russia non lo fa

mai, e che i leader ucraini sono pazzi e dovrebbero stare in reparti psichiatrici.

Due giorni dopo, l’articolo è stato tradotto in inglese e in russo e pubblicato su Inosmi. Immediatamente, almeno sessantotto testate russe, tra cui Rossiyskaya Gazeta, hanno pubblicato articoli su questa storia, presentando implicitamente le opinioni della blogger come rappresentative di una più ampia opinione francese. Alcune hanno persino aggiunto Parigi all’intestazione del post del blog – un dettaglio che non compariva nella ripubblicazione originale di Inosmi – sebbene l’autrice abbia sede nel Donbas.

Una testata, RTVi, ha notato che l’autrice non è una giornalista che lavora per una legittima testata mediatica francese, poiché possiede un passaporto della DPR e ha iniziato la sua carriera lavorando per DONi, l’agenzia di stampa ufficiale della repubblica separatista del Donbas. Un utente di Twitter ha anche fatto notare che la stampa filocremlino presenta spesso l’autrice, una giovane donna francese, come rappresentativa dell’opinione francese.

In un prossimo articolo, EUvsDisinfo esplorerà ulteriori esempi di media filocremlino che utilizzano voci occidentali per manipolare l’opinione.

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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