Supporto fabbricato, parte 2: usare voci occidentali per diffondere disinformazione
A Donetsk, un piccolo organo di informazione traduce le campagne di disinformazione pro-Cremlino in francese e inglese per il pubblico occidentale
In precedenza, EUvsDisinfo ha descritto come gli organi di disinformazione pro-Cremlino presentino blogger occidentali compiacenti come giornalisti dei media mainstream. In questo post, daremo un’occhiata più da vicino a una di queste persone che funge da canale per la disinformazione e le teorie del complotto.
Naturalmente, esprimere opinioni politiche favorevoli a queste regioni separatiste non è un reato. I cittadini dei paesi occidentali hanno il diritto di dire o scrivere ciò in cui credono. Ma, sebbene pochi di questi occidentali abbiano un background tradizionale nel giornalismo professionale, gli organi pro-Cremlino non esitano a usare le loro presunte credenziali giornalistiche per diffondere narrazioni false.
Donbass Insider
Un esempio è la cittadina francese Christelle Néant, fondatrice e direttrice di Donbass Insider, o DI. Con 1.500 follower su Facebook, questo organo di informazione ha un pubblico ridotto ma stabile di sostenitori anti-occidentali e osservatori dell’Ucraina orientale. Néant dice di essere andata nel Donbass per le sue convinzioni comuniste e anti-imperialiste.Era scioccata da come i media occidentali riferivano dei conflitti siriano e ucraino e voleva contrastarli, offrendo al contempo aiuti umanitari alla popolazione locale.
Tra i suoi titoli, Donbass Insider ha sostenuto che l’Ucraina si è trasformata in una dittatura che metterà gli esponenti dell’opposizione in campi di concentramento, che gli Stati Uniti hanno trasformato l’Ucraina in un “terreno di sperimentazione biologica”, e che il dissidente russo avvelenato Alexei Navalny è “dipendente dalla cocaina”. Un linguaggio del genere è atipico del giornalismo professionale e non supera un minimo scrutinio pubblico.
Servizi russi
Curiosamente, gli account sui social media di DI presentano un suggestivo paesaggio urbano al crepuscolo sulle rive del fiume Dnieper. Ma il Dnieper non attraversa il Donbass. L’immagine mostra Dnipro, una città ucraina a circa 250 chilometri a ovest di Donetsk.

La testata per lo più traduce articoli in lingua russa provenienti da media filocremlini con una comprovata storia di disinformazione. Il materiale viene poi pubblicato da testate collegate alle agencie di intelligence militare russa, tra cui Bonanza Media, UKR Leaks – un progetto guidato da un disertore dei Servizi di Sicurezza ucraini – e RIA FAN, appartenente alla famigerata “Troll Factory” di San Pietroburgo.Queste storie presentano narrazioni su temi tanto diversi quanto la Siria, il Donbass, l’Ucraina, il volo MH17 o il presunto avvelenamento del leader dell’opposizione russa Alexei Navalny.
Poco dopo la pubblicazione degli articoli, i media filocremlini traducono gli articoli principali, riciclando così le narrazioni dal francese al russo, e indicandole come prova di un’opinione giornalistica occidentale apparentemente credibile. Talvolta i contenuti di questi articoli vengono persino riadattati per l’uso su testate più direttamente orientate a un pubblico occidentale.
Prendiamo un esempio. Un articolo che derideva il presunto avvelenamento di Navalny è apparso su Donbass Insider il 18 settembre. L’articolo ripeteva i punti di discussione del Cremlino sulla vicenda. Quattro giorni dopo, l’articolo, tradotto in russo, è comparso su Inosmi, un portale filocremlino. Quindici altri articoli sono poi spuntati su altri siti in lingua russa commentando il pezzo di Inosmi. Uno di questi articoli è comparso sull’edizione in lingua francese di News Front, descrivendo Néant come “une journaliste française” evitando qualsiasi menzione di Donbass Insider.
Dall’estate del 2020, la collaborazione di DI con Bonanza Media è aumentata. Entrambi contribuiscono a The Hague Times, un media che si concentra sulla geopolitica da un punto di vista non occidentale (nella sua pagina “About us”, The Times descrive Néant come una “independent French journalist”).Il gruppo investigativo Bellingcat ha pubblicato una storia a novembre mostrando come Bonanza Media abbia stretti legami con il GRU e serva la sua campagna di disinformazione sul caso MH17.

Néant ha opinioni stridenti sul conflitto nel Donbas. Tra le altre cose, ha accusato l’Ucraina di essere una «Somalia bianca neonazista alle porte dell’Europa». Questa è una sua prerogativa. Più seriamente, tuttavia, i media russi spesso la presentano in modo fuorviante, lei e altri come lei, come giornalisti occidentali imparziali e professionali, al fine di dare alla propria disinformazione una falsa credibilità.
