Avvelenamento di Salisbury sulla TV russa: confondere, minare e ridicolizzare
La settimana scorsa, la TV russa ha continuato a presentare ulteriori teorie e accuse in relazione all’avvelenamento dell’ex spia russa Sergei Skripal e di sua figlia nella cittadina inglese di Salisbury. Vedi la risposta del Regno Unito alla disinformazione diffusa qui.
In seguito alle dichiarazioni della Primo Ministro britannico Theresa May, i principali canali TV filo-Cremlino si sono affrettati a sottolineare la vera intenzione dell’Occidente: “demonizzare” la Russia.
Le dichiarazioni di May sono state definite un “ultimatum idiota” e Skripal è stato descritto dai media filo-Cremlino come una “forza esaurita” usata dalle agenzie di sicurezza del Regno Unito.
Così abbiamo sentito che questo caso fa parte di un grande complotto “russofobo” (il conduttore TV Dmitry Kiselyov, su Rossiya 1); “una provocazione e un’operazione speciale contro la Russia” (il conduttore TV Valery Fadeyev, Channel One; Dmitry Kiselyov, Rossiya 1); un tentativo “di screditare” il paese (Andrei Lugovoi, Rossiya 1); e di presentarlo come un “male globale” (Vladimir Solovyov, Rossiya 1).
“Se ci pensi bene, il popolo britannico è l’unico a trarre beneficio dall’avvelenamento dell’ex colonnello della Direzione Principale dell’Intelligence. Semplicemente, per alimentare la propria russofobia”, dice Dmitry Kiselyov, qualificando questo caso come un “omicidio tipicamente britannico”.”La Gran Bretagna ha una storia di complotti contro la Russia, dal tramare contro gli zar al causare problemi alla Russia sovietica”, aggiunge Kiselyov.
Le sue accuse sono andate ancora oltre e hanno preso di mira l’importanza della Gran Bretagna come Paese. “Chi credono di essere”, chiede, descrivendo la Gran Bretagna come un “gruppo di isole relativamente piccole nel Mare del Nord”, sopra una grafica del globo: “quelle che la gente deve usare una lente d’ingrandimento per trovare” sulla mappa. “C’era una volta l’Inghilterra ma non c’è più”, dice Kiselyov, aggiungendo che i procedimenti alla Camera dei Comuni somigliano ai processi farsa di Stalin contro l’opposizione.
Anche l’Ucraina è stata inclusa nella lista dei sospetti dai media filocremlino, venendo accusata di “aver provocato uno scontro tra Londra e l’Occidente da un lato e la Russia dall’altro, che è una tecnica collaudata praticata durante Euromaidan”. Kiselyov aggiunge che il Novichok, la sostanza chimica che ha avvelenato Sergei Skripal, “non è stata sviluppata in Russia ma nell’Unione Sovietica.”Ciò significa che il veleno avrebbe potuto essere portato in Gran Bretagna dall’“Ucraina o, per esempio, dagli Stati Uniti”.
D’altra parte, il canale televisivo di proprietà di Gazprom NTV ha messo in dubbio l’autenticità del Novichok: «era un inganno del KGB e Mirzayanov ci è cascato (…) Oppure, qualunque cosa fosse, è stato distrutto durante la verifica da parte dell’URSS», afferma Irada Zeynalova.
E perché l’Occidente dovrebbe fare questo?
Per rispondere a questa domanda, i media filocremlini fanno circolare una serie di teorie del complotto:
a) Per provocare uno scandalo in vista delle elezioni presidenziali russe e per rivolgere gli elettori «contro Putin» usando una «vittima sacrificale»;
b) Per danneggiare la reputazione del paese;
c) Per boicottare la Coppa del Mondo FIFA, ospitata dalla Russia;
d) Per impedire una «alleanza continentale» tra la Russia e altri paesi europei, perché questo sarebbe «il peggior incubo» per il Regno Unito; per innescare un «radicale peggioramento» nelle relazioni della Russia con le altre nazioni e rendere la Russia incapace di «opporsi al diktat degli USA e dei loro alleati europei»;
e) Per «distogliere l’attenzione» dalla Brexit e dagli scandali legati alla «pedofilia di massa che per anni ha prosperato in Gran Bretagna»;
f) Per creare ostacoli anormalizzazione in Siria;
g) Per ingigantire la minaccia russa e giustificare più truppe nei Paesi Baltici, dove l’estrema destra è «impegnata a riscrivere la storia».
Per coloro che non crederanno a queste teorie, i media filo-Cremlino offrono ancora più spiegazioni alternative. Per esempio, una teoria secondo cui Sergei Skripal «si è avvelenato da solo con qualcosa» a Salisbury, secondo Dmitry Kiselyov. E se Londra fosse un «posto malaticcio» per gli esuli russi e il clima britannico fosse «letale» per le persone con legami russi? Un corrispondente di Channel One ha colto questa occasione per menzionare che negli ultimi anni in Gran Bretagna sono morti in circostanze sospette anche altri ex russi.
La direttrice editoriale di Russia Today (RT) Margarita Simonyan ha tracciato un parallelo tra il caso Skripal e la morte di Stephen Hawking: «Sapete, Stephen Hawking, una persona famosa e meravigliosa, riposi in pace, è morto oggi, e la Russia non ha fornito prove convincenti di non essere colpevole. Ascoltate soltanto quello che stanno dicendo. Ci stanno assolutamente negando la presunzione di innocenza».
Ma l’argomento principale che viene ripetuto continuamente dai media filo-Cremlino è quello della «prova inesistente contro la Russia».Kiselyov menziona il caso di Alexander Litvinenko, un ex agente segreto russo avvelenato con polonio a Londra nel 2006, per sottolineare che «non c’erano prove che il Cremlino avesse ordinato la sua uccisione»(Dmitry Kiselyov, Rossiya 1). In realtà, l’indagine britannica sull’omicidio ha identificato Andrey Lugovoy, un ex membro del Servizio federale di protezione russo, come principale sospettato dell’omicidio. La Gran Bretagna ha chiesto che Lugovoy fosse estradato. La Russia ha negato l’estradizione.
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