Censura politica negli spettacoli comici russi
La satira e la comicità sono modi universali per superare le tensioni in qualsiasi società. Re e regine hanno sempre dovuto convivere con l’essere presi in giro – e potrebbero persino aver imparato qualcosa vedendo se stessi e il proprio potere riflessi nelle battute dei loro buffoni e giullari. Nella Russia moderna, però, è tutta un’altra storia.
L’informatore
Il fatto che di certe questioni non si debba scherzare sulla TV di Stato russa è stato messo in evidenza all’inizio di questo mese, quando un popolare canale YouTube ha pubblicato un’intervista con Dmitry Kolchin, autore di sketch di lunga data per KVN, lo show comico più visto in Russia. Nell’intervista, il signor Kolchin ha condiviso dettagli della sua esperienza con il controllo politico e la censura nel suo precedente lavoro, facendo così luce sui metodi utilizzati per esercitare il controllo politico perfino sui programmi di intrattenimento della televisione russa. Secondo l’ex autore che ha fatto da informatore, le principali linee rosse scattano quando le battute prendono di mira i presidenti. Ma sono vietate anche le battute che vengono percepite come potenzialmente in grado di dare voce al malcontento sociale e politico.
La parola “cambiamento” è censurata
«È estremamente difficile far approvare battute sui presidenti», ha detto Kolchin, aggiungendo che in quei rari casi in cui è consentito menzionare i presidenti, «lo si fa sempre sotto forma di complimenti e adorazione». Sig.Kolchin ha poi descritto l’ambiente di lavoro al KVN come uno con “molteplici filtri”, intendendo che lui e i suoi colleghi venivano istruiti “a non prendere in giro questo o quel tema, a non menzionare questo o quel nome”. A titolo di esempio, Kolchin ha spiegato come lui e il suo team avessero scritto e diretto uno sketch con una canzone su un proprietario di appartamento che vuole ristrutturare il suo alloggio, basando la canzone su una popolare canzone pop russa chiamata “Change”. “Dopo una delle prove si è presentata una persona”, ricorda Kolchin, “e ha detto: ‘Quella canzone non può essere inclusa nella programmazione di Pervy Kanal. È direttamente associata all’insoddisfazione verso le autorità’”. Kolchin ha sottolineato che le “persone” in questione, cioè coloro che eseguono la censura, sono dirigenti del canale televisivo statale piuttosto che la direzione della società di produzione incaricata di realizzare lo show. Ciononostante, anche l’appaltatore ritiene necessario escludere sistematicamente determinati argomenti “per sicurezza” ed evitare tensioni con il committente Pervy Kanal, ha spiegato il signor Kolchin.
Reazioni forti
Come segno della sensibilità del tema della censura in uno show televisivo estremamente popolare, sono seguite diverse pubblicazioni nei media fedeli al Cremlino, tutte volte a minimizzare la testimonianza del signor Kolchin.Ad esempio, la dirigenza del KVN ha ritenuto necessario commentare la questione delle battute sul presidente, come riportato da RIA: “Se ci fosse stato un simile divieto, allora non ci sarebbe stato nulla da mostrare sullo schermo televisivo. Che stupidità”, ha detto un portavoce. È difficile non interpretare questa reazione, in particolare l’uso della parola “stupidità”, come un segno che il signor Kolchin deve aver colpito un nervo scoperto.
Spettacoli comici come comunicazioni strategiche
Lo show per il quale il signor Kolchin scriveva in passato è noto con l’acronimo “KVN” ed è trasmesso sul canale televisivo nazionale controllato dallo Stato Pervy Kanal. Oltre a essere lo spettacolo più popolare della Russia (ad esempio, una trasmissione nel novembre 2016 ha ottenuto il rating più alto tra tutto ciò che è stato trasmesso sulla televisione russa durante l’intero anno 2016), KVN è anche il più longevo programma comico televisivo della Russia, risalente a una prima messa in onda nel 1961.
I dettagli nella testimonianza del signor Kolchin riecheggiano e confermano le conclusioni raggiunte dai ricercatori del NATO Strategic Communications Centre of Excellence di Riga, quando in un rapporto pubblicato nel marzo di quest’anno hanno indicato con precisione proprio lo show KVN come parte della campagna di comunicazioni politiche delle autorità russe rivolta ai russofoni dentro e fuori la Russia.Quando il rapporto è stato pubblicato, è stato deriso con commenti sarcastici da un’ampia gamma di media filocremlini e comunicatori del governo russo.
Censura e disinformazione vanno di pari passo
Non diversamente da come la disinformazione vada di pari passo con la corruzione nella televisione russa, la testimonianza del signor Kolchin sottolinea come la disinformazione sia anche correlata a una cultura di rigida censura governativa. Questo triangolo di problemi sistemici – corruzione, censura e disinformazione – mette alla prova l’integrità professionale tra i dipendenti e mina l’affidabilità dell’intera produzione di questi media. Per vedere esempi di disinformazione trasmessa sul canale statale Pervy Kanal, date un’occhiata a i risultati che compaiono dopo una ricerca nel nuovo database ricercabile del sito EUvsDisinfo.
Anche il quotidiano in lingua inglese Moscow Times ha coperto questa storia del whistleblower. La trascrizione più completa dell’intervista con il signor Kolchin è disponibile nell’articolo di RBK Daily (in russo).
Ulteriori letture:
Non c’è nulla da ridere (Spettacoli comici sulla TV russa come forma di comunicazioni strategiche)
Corruzione e disinformazione: dietro le quinte della televisione russa
Tre cose che dovresti sapere su RT e Sputnik
Temnik – la via del Cremlino al controllo dei media
“Non promuoviamo l’anniversario della regina d’Inghilterra!!!” (Altri informatori dalla televisione di stato russa)