Figura della settimana: 25
Negli ultimi due anni, la disinformazione online è emersa sulla scena internazionale come un problema in costante crescita. In prima linea nella battaglia per il valore dei fatti ci sono i giornalisti, che difendono uno dei pilastri più importanti di una società libera e democratica: media liberi e indipendenti.
Reporter Senza Frontiere (RSF) e i loro partner hanno lanciato all’inizio di quest’anno un’iniziativa volta a contrastare la disinformazione: #JournalismTrustInitiative.RSF ha anche pubblicato di recente un nuovo rapporto intitolato “Molestie online contro i giornalisti – Attacco dei troll”, sul tema degli attacchi online contro i giornalisti, nel quale presenta 25 raccomandazioni rivolte a governi, istituzioni internazionali, piattaforme online, organizzazioni mediatiche e inserzionisti.
Nel rapporto, il modus operandi dei predatori della libertà di stampa che orchestrano i loro attacchi online contro i giornalisti è definito in tre fasi da RSF:
- Disinformazione: i contenuti giornalistici sui social network vengono sommersi da un’ondata di fake news e contenuti pro-governo;
- Amplificazione: l’impatto dei contenuti pro-governo viene artificialmente aumentato da commentatori pagati dal governo per pubblicare messaggi sui social network o da bot, programmi informatici che generano automaticamente post;
- Intimidazione: i giornalisti vengono presi di mira personalmente, insultati e minacciati, al fine di screditarli e ridurli al silenzio.
Il rapporto include anche un tutorial per i giornalisti su come gestire gli eserciti di troll e fornisce una panoramica dei regimi autoritari che ne fanno uso. RSF conclude inoltre che le giornaliste hanno maggiori probabilità rispetto ai giornalisti di essere prese di mira con molestie e che le molestie che colpiscono le donne sono spesso degradanti e contengono minacce di natura sessuale.Le 25 raccomandazioni sono formulate con l’obiettivo di affrontare queste nuove minacce digitali.
Ai governi:
- Rafforzare le leggi che autorizzano l’azione penale per le molestie online nei confronti dei giornalisti
- Rafforzare la responsabilità delle piattaforme online riguardo ai contenuti condivisi sulle loro reti
- Implementare sistemi di allerta e di intervento rapido nei casi di molestie
- Garantire che le regole per contrastare i contenuti d’odio siano applicate in modo equo e coerente
- Implementare procedure di recupero per le vittime di molestie informatiche (ad es. risarcimento finanziario, assistenza medica e psicologica, assistenza al trasferimento)
- Vietare il ricorso ad agenti di influenza e destabilizzazione online – troll – al fine di manipolare l’opinione pubblica e molestare i giornalisti
- Alle Nazioni Unite, i governi devono sollecitare la creazione di un Rappresentante Speciale per la Sicurezza dei Giornalisti
- I governi europei devono firmare e ratificare il Protocollo Addizionale alla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla criminalità informatica
- I governi devono incoraggiare la ricerca internazionale multidisciplinare sulle tecniche di censura
- I governi devono rafforzare l’educazione digitale
- Tutte le politiche pubbliche concernenti la violenza online devono tenere conto della sua natura specifica di genere
Alle organizzazioni internazionali:
- Continuare a sollecitare i governi a sostenere il principio secondo cui “gli stessi diritti di cui le persone godono offline devono essere protetti anche online, in particolare la libertà di espressione”
- Contribuire alla ricerca sui metodi di molestie online
- I sistemi internazionali e regionali di tutela dei diritti umani devono includere le molestie online nel loro monitoraggio degli abusi contro i giornalisti
Alle piattaforme online:
- Le piattaforme online devono essere trasparenti riguardo alle loro regole per la moderazione dei contenuti online
- Devono garantire che queste regole non vengano trasformate in metodi per mettere a tacere i giornalisti
- Istituire un sistema di allerta d’emergenza incentrato sulle vittime per i giornalisti che sono bersaglio di minacce e attacchi online
- Collaborare attivamente con le autorità di polizia nelle indagini sulla violenza informatica contro i giornalisti, con misure che includano la divulgazione pubblica dei nomi dei responsabili
- Contrastare le campagne di molestie online orchestrate da troll factory o bot
- Sviluppare campagne di comunicazione e sensibilizzazione sulla violenza online
Alle organizzazioni dei media:
- Riconoscere la minaccia e imparare ad anticipare gli attacchi
- Incoraggiare la creazione di reti per scambiare le migliori pratiche sviluppando un approccio olistico
- Rendere onlinele molestie nei confronti dei giornalisti sono un problema importante
Agli inserzionisti:
- Rifiutate di fare pubblicità su siti che partecipano alla diffusione di contenuti d’odio
- Sviluppate codici etici e buone pratiche per la pubblicità online
Leggete il rapporto completo qui.
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