I media filo-Cremlino cercano di creare in Georgia una realtà alternativa anti-occidentale
La Georgia è da tempo nel mirino della disinformazione filo-Cremlino – una disinformazione che cerca di incitare atteggiamenti anti-occidentali, provocare paure nei confronti dell’Occidente ritenuto inaffidabile e della NATO aggressiva, e ritrarre la Russia come una nazione moralmente e ideologicamente superiore.
Nel paese operano diversi organi d’informazione russi controllati dallo Stato, in particolare Sputnik Georgia, che funge da punto focale delle narrazioni di disinformazione filo-Cremlino. Le sue attività sono supportate da Sputnik Abkhazia e Sputnik Ossetia, i cui contenuti figurano in modo prominente nel database EUvsDisinfo. Sebbene la capacità degli organi di informazione filo-Cremlino di raggiungere un vasto pubblico in Georgia sia discutibile, i proxy locali si sono dimostrati abili anche nel diffondere disinformazione. Proprio come nei media russi controllati dallo Stato, le loro narrazioni si concentrano sulle presunte minacce occidentali ai valori tradizionali della Georgia, alla sovranità statale georgiana e alla sicurezza.
Il caso di un proxy locale filo-Cremlino: Alt-Info TV
Un caso esemplificativo di come i proxy locali aiutino a diffondere le narrazioni di disinformazione filo-Cremlino è Alt-Info TV. Il canale è noto per la sua posizione ultra-conservatrice e marcatamente anti-occidentale, nonché per l’incoraggiamento alla violenza.Nell’ultimo anno Alt-Info TV si è trasformata in un nuovo movimento politico conservatore-cristiano in Georgia, arrivando persino alla creazione di un nuovo partito politico.
I conduttori di Alt-Info sono stati coinvolti nell’organizzazione di proteste violente contro il Tbilisi Pride nel luglio 2021, che hanno lasciato feriti diversi giornalisti. Le proteste sono state incoraggiate dall’ultranazionalista filosofo russo Aleksandr Dugin, spesso intervistato nei programmi di Alt-Info.
Da allora, il linguaggio di Alt-Info è diventato sempre più intemperante e bellicoso nella sua denuncia dei liberali e nel suo odio e nella sua ostilità verso i partner occidentali della Georgia, inclusa l’UE. Per Alt-Info, l’aggressività è centrale nella sua causa ideologica, con il rogo delle bandiere dell’UE e delle nazioni occidentali come
norma. Alt-Info è un relativo nuovo arrivato nel panorama mediatico georgiano (l’emittente televisiva è andata in onda nel febbraio 2021 ed è stata autorizzata a trasmettere a livello nazionale nel settembre 2021), quindi i dati sulle dimensioni del suo pubblico sono scarsi. Tuttavia, la testata è presente sui social media: ha poco più di 26.000 iscritti su YouTube e, dal 2017, ha accumulato quasi 11 milioni di visualizzazioni.È degno di nota che Alt-Info fatichi a funzionare bene su Facebook, un social network ampiamente utilizzato in Georgia, poiché Facebook spesso rimuove le reti collegate ad Alt-Info per comportamento inautentico coordinato. Il più recente takedown si è verificato all’inizio di dicembre 2021, a seguito di un’indagine del DFRLab dell’Atlantic Council. In precedenza, gli asset di Alt-Info erano già stati de-piattaformati nel 2020 e nel 2019. Dopo un importante ban nel 2020, Alt-Info ha continuato a utilizzare la piattaforma per diffondere i propri contenuti, ma è anche migrated verso app di messaggistica criptata come Telegram, con il suo channel che ha accumulato oltre 4.400 iscritti.
Il caso di Alt-Info TV illustra come i media filocremlino imparino a orientarsi e ad aggirare le misure adottate dalle piattaforme per contrastare il comportamento inautentico coordinato.Inoltre, è un monito inquietante su come la disinformazione possa portare ad azioni nel mondo reale, sia istigando violenza e odio, sia plasmando un partito politico la cui agenda include “liberare” la Georgia dall’Occidente.
Disinformazione sul COVID-19: vecchie melodie
I canali di disinformazione pro-Cremlino in Georgia sono stati anche ferventi sostenitori del movimento no-vax, diffondendo disinformazione sul COVID-19 e sui vaccini.
È significativo che la Georgia sia stata presa di mira per anni con disinformazione legata ai vaccini e alla salute pubblica, persino prima della pandemia di COVID-19. In particolare, i media pro-Cremlino si erano concentrati sul Centro Richard Lugar per la Ricerca sulla Salute Pubblica, presentandolo come fonte di armi biologiche, agenti patogeni pericolosi ed esperimenti letali – molto prima che tali teorie del complotto diventassero rilevanti su scala globale. Ma nel contesto della pandemia di COVID-19, le narrazioni di disinformazione e le teorie del complotto su presunti “laboratori biologici segreti” hanno trovato un terreno particolarmente fertile e si sono diffuse ben oltre la stessa Georgia.
In Georgia, un picco particolare di disinformazione legata ai vaccini si è verificato dopo una donazione statunitense di vaccini Pfizer alla Georgia nel luglio 2021.Inoltre, i media filo-Cremlino hanno promosso con costanza l’idea che l’Occidente avesse deliberatamente ritardato l’autorizzazione e il riconoscimento di Sputnik V (vedi qui, qui), e che stesse persino impedendo alla Georgia di acquistarlo.
Sebbene sia difficile misurare l’impatto diretto della disinformazione sull’opinione pubblica, i sondaggi di luglio 2021 hanno mostrato che il 47 per cento dei georgiani rifiutava di vaccinarsi (un lieve miglioramento rispetto a febbraio 2021, quando il 53 per cento dichiarava che avrebbe rifiutato un vaccino). Inoltre, una crescita del numero di persone che partecipano alle manifestazioni di protesta contro la vaccinazione obbligatoria, i pass verdi e il “terrore COVID” potrebbe anche indicare che la disinformazione su COVID-19 e vaccini ha effettivamente un impatto sul pubblico.
Diversi fact-checker, media e organizzazioni della società civile georgiani, molti dei quali membri della neonata Information Integrity Coalition, da molti anni stanno immunizzando la società contro la disinformazione. Il loro lavoro rimane oggi più attuale che mai.
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