Il tentativo di Mosca di riplasmare l’ordine mondiale

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Gli eventi degli ultimi giorni illustrano il privilegio di cui godono i governanti autocratici quando cercano di formulare nuovi racconti e di lavorare sulla loro immagine in patria e a livello internazionale. Un controllo dominante sullo spazio informativo, reso possibile grazie alla brutale repressione dei media indipendenti, e un’inondazione massiccia di racconti selettivi possono avere un effetto persuasivo.

Lunedì abbiamo esaminato il modo in cui Mosca ha presentato la recente Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Un recente incontro tra rappresentanti russi e statunitensi è stato presentato come un successo diplomatico significativo in Russia, mentre Mosca continua ad accampare richieste in un evidente sforzo di favorire la propria posizione negoziale e tenere l’Ucraina e l’Europa lontane dalle conversazioni.

La Russia sente il profumo dei “bei tempi andati”

Gli organi di stampa statali russi cercano di ricostituire i “bei tempi andati”, quando l’URSS e gli Stati Uniti erano dominanti e responsabili dell’ordine mondiale. Il racconto suggerisce che l’Ucraina ha creato un problema di sicurezza ed è stata presa in ostaggio dai “neonazisti” e dai guerrafondai di tutta Europa, nonché dagli ex presidenti degli Stati Uniti Obama e Biden. Ora, Mosca e Washington, Putin e Trump, si trovano a dover risolvere la situazione, nascondendo il fatto che è Putin stesso ad aver deciso di creare la situazione: invadere la Crimea nel 2014, iniziare una guerra nel Donbas e avviare un’invasione su larga scala tre anni fa, il 24 febbraio 2022.

Decodificazione delle richieste russe

È già successo in passato, nel periodo che ha preceduto gli accordi di Minsk I e II nel 2014 e 2015: Mosca negozia o finge di rispettare gli accordi e contemporaneamente procede con attacchi militari.

Il noto linguaggio machista russo, con il suo tono duro e brutale, viene amplificato per impressionare l’avversario con un’aria di invincibilità.

Le richieste di Mosca possono essere tradotte o decifrate come segue.

“L’Ucraina dovrebbe smilitarizzarsi e non entrare nella NATO” significa: La Russia si riserva la possibilità di riprendere l’azione militare o la sua minaccia quando lo desidera.

“Una forza di pace non può includere gli Stati membri della NATO” significa: tenere lontane le forze statunitensi, acuire la frattura tra Bruxelles e Washington e sperare di spaventare una coalizione di Stati europei disposti a contribuire con le truppe.

“Il Presidente Zelenskyy non è legittimo e sono necessarie le elezioni in Ucraina” significa: cercare di spodestare il Presidente Zelenskyy. Fare un accordo tra Mosca e Washington a discapito della leadership ucraina eletta. Le elezioni in una situazione di fragilità sono occasioni per manipolare e cercare di dividere la società, limitare i gruppi politici e i centri di potere. Si veda anche il nostro articolo. Alcuni commentatori presentano la Georgia e il cambio di potere politico a Tbilisi come esempio.

“La realtà sul campo” significa: riconoscere l’occupazione e l’espansione territoriale russa in Ucraina. Dare alle forze russe il respiro necessario per recuperare le colossali perdite subite.

“Creare relazioni economiche tra Stati Uniti e Russia” è un’espressione stenografica per dire: per favore, revocate urgentemente le sanzioni alla Russia. L’economia russa è in balia di forti pressioni, anche se Mosca finge che tutto sia sotto controllo. C’è un desiderio significativo di tornare alla collaborazione prebellica e di uscire dall’isolamento occidentale.

Si veda la nostra precedente decifrazione della neolingua del Cremlino qui.

Castelli in aria

La visione completa del Cremlino si evince nelle proposte di due trattati che la Russia ha presentato alla fine di dicembre 2021, uno tra Russia e Stati Uniti e uno tra Russia e NATO. SI è trattato in entrambi i casi di richieste senza mezzi termini di accettare sfere di interesse russe che si estendono in tutta Europa, per una situazione del 1997, prima dell’allargamento della NATO. Abbiamo analizzato le idee del Cremlino qui. Si sono rivelate dei pretesti per avviare l’invasione su larga scala.

Nel radar della disinformazione questa settimana

I cittadini dell’UE mangeranno vermi a causa delle sanzioni contro la Russia: No. Un’affermazione sciocca, ma degna di nota, diffusa da TASS, uno dei principali organi di stampa statali russi. Si cerca di dare l’impressione che le sanzioni danneggino più gli europei che i russi. A livello interno, in Russia, questo racconto è importante per mantenere l’immagine di Putin come abile a gestire tutti gli affari e a prevenire così le critiche in patria. Per il pubblico europeo, l’affermazione è l’ennesimo tentativo di minare la politica dei governi europei nei confronti della Russia.

Angelina Jolie è stata pagata 20 milioni di dollari da USAID per recarsi a Lviv: No, si tratta di una storia inventata, ma buona per i clickbait sulle piattaforme pro-Cremlino. La storia è falsa e il video non è stato prodotto o diffuso tramite E! News. E! News ha confermato ad AFP che il video “non è autentico e non proviene da E! News. Non è pubblicato sul sito Web di E! News, né sugli account dei social di E! News . Non ci sono prove che USAID abbia finanziato i viaggi in Ucraina delle celebrità. Illustra come funziona la manipolazione: si prende un argomento scottante, si inventa una storia che suscita emozioni basata su nomi famosi che si intende screditare. Sostenere che le informazioni provengono da un’azienda credibile e farle circolare in diverse lingue con l’aiuto di account falsi. Et voilà. Quando queste false affermazioni vengono sfatate, le prime menzogne hanno fatto il bello e il cattivo tempo e sono passate oltre.

Voi, cari lettore, non crederete a questa bugia, ma altri potrebbero crederci. Queste storie emotive lasciano un piccolo dubbio nella mente chiamato “effetto dormiente”. Nel frattempo, le forze russe attaccano obiettivi civili in Ucraina mentre l’attenzione è distratta. Tutti noi dobbiamo scegliere una sana “dieta informativa” e stare alla larga dalla spazzatura dei clickbait.

La leadership moldava non è interessata a porre fine alla guerra in Ucraina: Falso anche questo. Una rappresentazione fuorviante e una vera e propria menzogna, anche se chi riporta l’affermazione ne è consapevole. La vera citazione della Presidente Maia Sandu alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco è diretta: “Nessuno vuole la pace più dell’Ucraina. Anche noi in Moldavia vogliamo la pace, una pace che sia duratura e che ci mantenga nel mondo libero”.

Non fatevi ingannare!

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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