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La narrazione pro-Cremlino sui migranti

Sagome di migranti che camminano sopra titoli con timbro
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I media filocremlin diffondono una narrazione spesso ripetuta sui migranti negli Stati membri dell’UE. Essa combina elementi di disinformazione con un contesto fattuale legato all’arrivo in Europa di rifugiati in gran numero. La narrazione filocremlin si concentra sull’alimentare sentimenti allarmistici ed è sostenuta dalla promozione di discorsi d’odio. Come un caso dalla Svezia illustra, l’obiettivo strategico è creare confusione e alimentare controversie nei dibattiti pubblici: un writer freelance svedese, con una consolidata dipendenza finanziaria da cittadini russi, ha scritto articoli sulla migrazione sotto diversi pseudonimi. Alcuni di questi sostenevano che la Svezia non dovesse accogliere più migranti, mentre altri erano radicalmente a favore dell’immigrazione.

Qual è la narrazione filocremlin sui migranti? Piuttosto che parafrasare, possiamo semplicemente citare una dichiarazione fatta dal conduttore di talk show Pëtr Tolstoj (che oggi è Vicepresidente della Duma di Stato russa) il 1º luglio 2016: «In Paesi come la Francia e il Belgio, [i migranti] sono stati viziati con i sussidi di welfare, che ricevono per non lavorare; viene loro permesso di ricevere questi sussidi di welfare per le molte mogli che possono avere in conformità con le loro credenze», ha detto Tolstoj, e ha continuato: «Questo è ciò che ha portato alle esplosioni delle bombe a Parigi e alle esplosioni a Bruxelles». Guardalo qui (dal minuto 12:02, in russo).L’affermazione di Tolstoj introduce la discussione, ma offre una cornice distinta: i governi europei vengono dipinti come deboli e ingenui; i migranti sono i loro antagonisti, poiché abusano cinicamente del sistema di welfare e sono potenziali terroristi.

Un esempio da manuale di come venga promossa la narrativa filocremlino sui migranti è il cosiddetto “caso Lisa”, che ha mostrato un’operazione di disinformazione ben coordinata, che coinvolgeva i media statali russi, i social media, i troll e leader politici. Nel gennaio 2016, sui social media si è diffusa una voce infondata sul presunto stupro di Lisa, una tredicenne di una famiglia russofona a Berlino: la ragazza sosteneva di essere stata rapita da migranti, trattenuta per molte ore e da loro stuprata. La storia è stata ripresa da troll e media fedeli al Cremlino e ha portato migliaia di russofoni tedeschi a protestare contro il governo tedesco. Anche il ministro degli Esteri russo ha menzionato le accuse non confermate durante una conferenza stampa. Per un resoconto approfondito del “caso Lisa”, vedi l’articolo della NATO “The ‘Lisa case’: Germany as a target of Russian disinformation”.

Un altro caso di disinformazione legata alla migrazione ha visto i media filocremlino rilanciare attivamente l’accusa secondo cui un grande gruppo di rifugiati avrebbe compiuto un attacco incendiario contro la cattedrale di Dortmund in Germania. Questa storia era apparsa originariamente sul sito statunitense Breitbart.Per altri esempi di disinformazione pro-Cremlino rivolta alla Germania, vedi il nostro recente articolo.

Nel corso degli ultimi 18 mesi, The Disinformation Review ha riportato molti altri esempi di come la narrativa pro-Cremlino sui migranti sia stata utilizzata. Ecco una selezione:

  • Nell’ottobre 2016, la disinformazione su un migrante che sarebbe stato assolto da un’aggressione sessuale in Austria è arrivata fino alla TV russa controllata dallo Stato Pervy Kanal, nonché a commenti pubblici del Presidente Putin. In realtà, era successo che il processo giudiziario doveva essere ripetuto e l’imputato rimaneva in custodia in attesa di un nuovo procedimento.
  • Un momento particolarmente imbarazzante per i media statali russi è stato quando il programma Vesti Nedeli, condotto da Dmitry Kiselev, è stato colto a tradurre in modo errato e a travisare le risposte date da passanti francesi sui migranti, come abbiamo descritto nel maggio dello scorso anno. Il programma televisivo francese Le Petit Journal ha rintracciato gli intervistati originali e questi hanno confermato che Vesti Nedeli aveva capovolto le loro dichiarazioni trasformandole in espressioni di xenofobia.
  • La disinformazione pro-Cremlino sui migranti in Europa ha anche momenti ancora più bizzarri, ad es.quando l’emittente statale russa Sputnik ha riportato a settembre dell’anno scorso che i cittadini europei presumibilmente invidiano i migranti per la loro poligamia
  • Sputnik ha anche riportato che la crisi migratoria europea è in realtà segretamente orchestrata da George Soros.
  • L’organo del Ministero della Difesa russo, Zvezda, ha informato il suo pubblico a febbraio che nove suore in un monastero di Milano sono rimaste incinte dopo aver ospitato cinque migranti (e un’orgia con loro): a quanto pare, Zvezda ha ripreso un articolo satirico pubblicato da un media italiano che non doveva essere preso sul serio.

Un aspetto importante è che l’incitamento all’odio è molto più accettato nei media filocremlini e, ad esempio, sulla TV di stato russa. Come abbiamo riportato, razziste, omofobe e antisemite esternazioni non solo sono accettate, ma vengono promosse dai principali conduttori televisivi russi, per esempio nel loro recente attivismo contro la candidatura di Emmanuel Macron alla Presidenza della Francia.

Tutta la politica è, almeno in una certa misura, locale: molti media, incluso il Washington Post, hanno sottolineato che i problemi migratori interni della Russia sono recentemente emersi nelle discussioni dopo l’attentato terroristico con bomba nella metropolitana di San Pietroburgo ad aprile.Allo stesso modo, quando i media filo-Cremlino propinano la narrativa secondo cui le città svedesi avrebbero “zone vietate” dominate dagli immigrati, la situazione nella Cecenia russa si presta a un confronto – un luogo che sarebbe difficile non identificare come una zona vietata per gli uomini gay e perfino per i giornalisti.

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I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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