La Storia secondo Putin 3.0 – Il revisionismo storico in Russia alla vigilia del 9 maggio

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Tra pochi giorni, il 9 maggio, durante la parata della vittoria a Mosca, è probabile che Putin presenti una nuova versione della storia russa durante la Seconda guerra mondiale, con nuove narrazioni aggiornate per il futuro. Cogliamo l’occasione per lanciare una serie di articoli che ti preparino meglio.

La guerra mondiale senza fine

Sintonizzarsi sul mondo della TV, dei film, dei musei sponsorizzati dallo stato russo o di altri fari culturali dell’ideologia del Cremlino è come entrare in una macchina del tempo. A giorni alterni si combattono sanguinose battaglie e gli eroi sovietici sconfiggono i nazisti mentre i partigiani difendono stoicamente la Patria, contro tutto e tutti. Fedeli donne sovietiche lavorano con entusiasmo nelle fabbriche di armi e proteggono il fronte interno sotto un ritratto di Joseph Stalin, che dalle produzioni del 2014-2015 in poi ha assunto un ruolo ben più glorioso.

La nostalgia della guerra non è un’esclusiva russa, ma ciò che colpisce in questo caso è la reinterpretazione e la diffusione di un’unica versione della storia in quasi tutti gli ambiti della società: cultura, istruzione, scienza, spazio informativo pubblico e insegnamento militare, nonché la sua ambiziosa promozione all’estero. In mancanza di altri obiettivi, la Russia di Putin ha fatto della “lotta contro i nazisti” la sua ragion d’essere, etichettando praticamente qualsiasi opposizione come nazista o “russofoba”. Le parate del 9 maggio in Russia sono diventate reminiscenze di cerimonie religiose.

Dopo 80 anni, una nuova versione della storia

Putin ha cambiato idea sulla storia? Sì. Sebbene alcuni elementi si siano evoluti gradualmente e abbiano acquisito maggiore rilevanza, complessivamente è possibile individuare tre recenti versioni distinte della storia, ciascuna delle quali riflette visioni diverse sugli altri paesi. Per semplicità, ci riferiremo ad esse rispettivamente come LaStoria secondo Putin 1.0, 2.0 e 3.0.

La Storia secondo Putin 1.0 – L’URSS e la vittoria collettiva

All’inizio degli anni 2000, dopo le dimissioni di Boris Eltsin, Putin riconosceva che nel periodo tra il 1941 e il 1945 l’URSS aveva combattuto Hitler insieme agli alleati. Mosca apprezzava il sostegno degli Stati Uniti, del Regno Unito e degli altri alleati occidentali, riconoscendo inoltre che nei paesi europei occupati dai nazisti erano esistiti movimenti di resistenza il cui ruolo nella vittoria collettiva sulle potenze dell’Asse, in particolare sulla Germania nazista, era stato importante. Il patto Molotov-Ribbentrop in vigore tra il 1939 e il 1941 veniva raramente menzionato, poiché la sua esistenza era stata di fatto negata dall’Unione Sovietica fino al 1989. Si veda la nostra analisi su come l’opinione sul Patto sia passata dall’imbarazzo all’elogio.

La Storia secondo Putin 2.0 – Più URSS e meno Occidente

Gli anni ’10 del secolo XXI videro la graduale transizione verso l’idea che l’URSS avesse combattuto la guerra da sola. Il senso di unità tra gli Alleati iniziò a svanire soprattutto dopo l’annessione illegale della Crimea da parte della Russia nella primavera del 2014 e il conseguente deterioramento delle relazioni con gli Stati Uniti, l’Unione europea e altri paesi. La televisione di Stato, i film e i musei iniziarono a focalizzarsi sulla storia sovietica conferendo a Stalin una solida fama come grande stratega e leader. La condotta scorretta, la paranoia, la repressione e le purghe di Stalin nei confronti delle forze armate dell’URSS, nonché l’iniziale incapacità di comprendere l’Operazione Barbarossa, furono occultate nella narrazione pubblica.

Solo la Russia

Nel 2015, una mostra storica sponsorizzata dallo Stato intitolata “La mia storia 1914-1945” offriva uno sguardo completamente nuovo sull’Impero russo zarista e la glorificazione delle sue guerre. La mostra, presentata su schermi high-tech, venne presentata in tutta la Russia e nella Crimea occupata, arrivando anche all’estero.

I messaggi principali erano: l’Occidente aveva sempre voluto invadere la Russia, il Patto Molotov-Ribbentrop era stata una mossa geniale di Stalin e i russi dovevano unirsi sotto un unico leader per combattere. C’era ancora spazio per altri gruppi etnici, ma il carattere dominante della Russia e dei russi iniziò ad affermarsi proprio in questi anni. Questa seconda caratteristica, la focalizzazione sulla Russia, si sarebbe intensificata nei dieci anni successivi.

La storia secondo Putin 3.0 – La supremazia russa; gli europei hanno aiutato Hitler; l’Ucraina e gli altri sono nazisti

Il testo di Putin del luglio 2021 sull’unità [leggi: primato] dei russi nelle relazioni con l’Ucraina dimostra l’ideologia imperialista della supremazia russa. Negli ultimi anni, a questo si è unita la rabbia frustrata contro la resistenza militare di Kiev alla Russia, influenzando l’attuale nuovo approccio alla storia.

Eliminazione dell’Ucraina: La nuova versione della storia sembra voler cancellare l’Ucraina dalla lotta dell’URSS contro la Germania nazista, ignorando completamente sia i 6 milioni di ucraini che hanno combattuto il nazismo, sia che l’Ucraina è stata una delle “terre insanguinate”, ovvero uno dei principali campi di battaglia della Seconda guerra mondiale.

Eliminazione dell’Europa: Nell’ultimo anno è cresciuta la diffusione (e l’assurdità) della tesi secondo cui le nazioni europee sotto occupazione avrebbero avuto come politica principale la collaborazione e l’assistenza a Hitler. Una recente relazione del Ministero degli Esteri russo prende di mira praticamente tutti gli Stati e i popoli europei, sostenendo che la Russia sarebbe stata l’unica potenza a combattere realmente la Germania nazista.

Alcuni spunti tratti dalla relazione: la posizione della Francia come uno dei vincitori della Seconda guerra mondiale viene contestata utilizzando come scusa i francesi che (insieme a molti altri) hanno fatto parte delle SS naziste tedesche. Alla Polonia viene negato il diritto di sollevare la questione del proprio destino di vittima sia della Germania nazista che dell’URSS nel 1939, mentre tutti gli Stati baltici vengono sostanzialmente accusati di essersi schierati con il nazismo.

Quello che viene dimenticato nella nuova versione della storia

Oggi è rarissimo vedere in Russia foto di eventi storici come la parata congiunta dell’esercito nazista tedesco e dell’Armata Rossa tenutasi a Brest il 22 settembre 1939, durante la quale i due partner celebravano l’occupazione e la spartizione della Polonia.

Per gentile concessione di www.babel.ua

Il supporto materiale fornito dagli alleati, come la cruciale legge statunitense Lend-Lease (affitti e prestiti) all’Unione Sovietica, sta per subire lo stesso destino del Patto Molotov-Ribbentrop concluso dall’URSS: ignorato fino alla negazione. E questo nonostante lo stesso Stalin avesse affermato alla conferenza di Teheran nel 1943 che “senza i macchinari ricevuti grazie alla legge Lend-Lease, avremmo perso la guerra” ribadendolo poi anche al leader sovietico Nikita Khrushchev.

Nel prossimo articolo, esamineremo come Mosca miri a inquadrare le attuali politiche dell’UE come una “reincarnazione del nazismo”.

Non fatevi ingannare.

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