L’uso improprio del nazismo da parte del Cremlino come arma di manipolazione dell’informazione
L’ossessione della Russia nel dipingere l’Ucraina come uno Stato nazista serve a giustificare l’invasione in corso e a distogliere l’attenzione dal bagaglio storico della stessa Russia. Questa narrazione manipolatoria, una pietra angolare della disinformazione del Cremlino, si basa sul revisionismo storico per descrivere falsamente l’Ucraina come un rifugio per i fascisti. Questa grottesca distorsione della storia banalizza gli orrori del nazismo e manipola la percezione pubblica sia in patria sia all’estero.
Il Cremlino da tempo tratta la storia con disinvoltura per rafforzare la propria legittimità, in particolare per quanto riguarda il suo passato della Seconda guerra mondiale. Insiste sul fatto che il Patto Molotov-Ribbentrop, un accordo del 1939 tra la Germania nazista e l’Unione Sovietica, fosse semplicemente una «necessità» e non debba essere considerato una complicità nell’alimentare lo sforzo bellico nazista e nello spianare la strada allo scoppio della Seconda guerra mondiale.Sminuendo il proprio ruolo nel consentire il regime nazista, la Russia distoglie l’attenzione dalle proprie oscure azioni storiche, creando spazio per avanzare accuse infondate contro l’Ucraina.
L’affermazione del «nazismo in Ucraina»
Dalle proteste di Euromaidan del 2013-2014, i media controllati dallo Stato russo e altri canali di disinformazione filocremlini hanno ripetutamente infangato il movimento ucraino filo-europeo definendolo un «colpo di Stato nazista», distorcendo le aspirazioni di milioni di ucraini verso un cambiamento democratico trasformandole in una cospirazione di estrema destra. I nazionalisti ucraini, spesso citati come prova del presunto carattere nazista dell’Ucraina, hanno scarso potere nel Paese. L’estrema destra ha ottenuto un sostegno minimo nelle elezioni ucraine del 2014 e, entro il 2019, era stata di fatto marginalizzata nel mainstream politico.
L’affermazione del «nazismo in Ucraina» ha avuto un duplice scopo. In primo luogo, demonizza il governo ucraino che, sotto il presidente Volodymyr Zelenskyy — un leader ebreo con familiari morti nell’Olocausto — è stato etichettato come un «regime nazista». In secondo luogo, costruisce sostegno interno in Russia richiamando la sacralità della vittoria sovietica sui nazisti.Questa narrazione trasforma l’invasione dell’Ucraina in una campagna di “de-nazificazione”, un termine che, privato del suo significato storico, diventa uno strumento per giustificare la repressione violenta e i crimini di guerra.
La narrazione del Cremlino sulla “de-nazificazione” ha inoltre ottenuto una limitata risonanza anche al di fuori dei confini della Russia, in particolare tra gruppi di nicchia, inquadrando in modo assurdo l’invasione russa come una missione per “salvare” l’Ucraina. Travisando i fatti, il Cremlino cerca di manipolare le percezioni internazionali e di giustificare la propria aggressione, sfruttando l’ignoranza globale sulla vera natura del conflitto.
Distorsione della memoria dell’Olocausto
Dall’invasione su vasta scala della Russia, i media filo-Cremlino sono andati oltre il semplice etichettare l’Ucraina come nazista; ora dipinge l’intero Occidente in questa luce per aver sostenuto l’Ucraina.Il portavoce della politica estera di Putin, Sergey Lavrov, è arrivato ad accusare l’Occidente di cercare una «soluzione finale» per la Russia, un insulto grottesco alla memoria dei sei milioni di ebrei e di innumerevoli altre vittime che furono sistematicamente assassinate durante l’Olocausto.
Lo scorso anno, il propagandista del Cremlino Vladimir Solovyov ha oltrepassato un’altra linea nel diffamare la memoria dell’Olocausto, distorcendo il significato del nazismo, sostenendo che «non deve necessariamente essere antisemitismo», ma potrebbe anche manifestarsi come la cosiddetta «russofobia». Ciò segue la persistente linea filo-Cremlino di annacquare il significato reale del nazismo e di cercare di scollegare l’ideologia nazista dalle sue radici storiche, ad esempio suggerendo che non importa se Zelenskyy è ebreo, dato che perfino Hitler «aveva sangue ebraico» – cosa falsa.
Il confine tra realtà e finzione si sfuma, mentre il Cremlino distorce la storia per alimentare il fervore nazionalista, istigare la violenza e legittimare la guerra. L’abuso del nazismo come arma di manipolazione informativa non è solo un insulto alla memoria storica – è uno strumento di distruzione.