Un articolo, molti modi di disinformare
Il recente acquisto di un sistema missilistico anticarro da parte dell’Estonia ha dato luogo a narrazioni illogiche, minacciose e derisorie da parte dei media filo-Cremlino.
Le Forze di Difesa estoni sono finite nel mirino della macchina di disinformazione filo-Cremlino, raccontate da testate principalmente locali – per esempio Sputnik, Baltnews e Rubaltic. Oltre a notizie che in genere consistono nei comunicati stampa delle forze di difesa corredati da titoli provocatori, ci sono anche articoli di opinione caratterizzati da forti critiche alla politica di difesa degli Stati baltici.
Un articolo di questo tipo nello Sputnik in lingua estone sostiene che la Russia non rappresenti una minaccia, anche se continua a prendere di mira i suoi vicini con disinformazione e missili balistici e li circonda con basi militari.Lo scopo dell’uso di una logica così illogica sembra essere che i vicini della Russia siano paranoici riguardo alla minaccia russa – e, poiché i russi hanno un esercito e armi superiori, è inutile difendere il tuo minuscolo io.
Ridicolizzare
Il testo inizia con qualcosa che potrebbe essere chiamato hahaganda, sostenendo che il missile anticarro acquistato di recente sia “diventato un giocattolo preferito” e un “simbolo di auto-rassicurazione” per l’Estonia.
Secondo l’articolo, acquistare quei missili è in realtà inutile perché non cambiano l’equilibrio della potenza militare (viene anche fornito un link alla lista Global Firepower) e invece gli 1,3 milioni di estoni con un bilancio della difesa di 586 milioni di euro dovrebbero comprare “carri armati, aerei d’attacco, navi e sottomarini”.
Minacciare
Oltre a ridicolizzare, l’articolo cerca anche di sconcertare i lettori descrivendo che la scorta di missili può essere danneggiata a causa di “errori nello stoccaggio”, “organizzazioni terroristiche internazionali”, “incendi boschivi” e “combattimenti reali”.
E mentre il testo afferma che non c’è nulla di cui preoccuparsi poiché non ci sono stati avvistamenti di carri armati avversari nei dintorni, quanto segue potrebbe far alzare un sopracciglio: “Durante combattimenti intensi, i bersagli prioritari per i missili Kalibr e Iskander saranno i centri di comando della NATO e la sua capacità di effettuare raid aerei.”La navigazione GPS e le basi militari vicine alla Russia cesseranno di esistere, rendendo così missili anticarro come Mapats, Milan, Spike e Javelin strumenti inutili.”
Ma proseguono: “In risposta alle azioni della NATO vicino ai confini russi, Mosca ha creato 70 nuove basi e unità dell’esercito nella parte occidentale del Paese.”
Distorcere i dati
Il siluramento degli acquisti continua con i numeri, ma purtroppo sono semplicemente sbagliati. L’articolo sostiene che il bilancio statale sia in deficit di 1,3 miliardi di euro, mentre in realtà il governo ha superato le entrate del 2018 di 120 milioni di euro. Il bilancio di 586 milioni del Dipartimento della Difesa era scostato di 4 milioni di euro.
Il quadro generale
Considerando questi esempi, questo articolo si inserisce nel flusso di testi simili diffusi dai media pro-Cremlino. Per esempio: un altro articolo su Sputnik ridicolizza gli acquisti di armamenti sostenendo che “i carri armati russi non arriveranno in Estonia”.Solo per concludere che, se dovesse scoppiare una guerra, i missili anticarro saranno giocattoli inutili e costosi.
Ma che dire dei testi che riguardano la difesa, ma non si concentrano sugli acquisti? Ebbene, un articolo nella rivista delle Forze di Difesa Estoni chiamata Sõdur sostiene che le narrazioni pro-Cremlino più comuni legate alla difesa sono:
– la NATO è un aggressore – questo viene di solito usato durante esercitazioni militari considerate provocatorie dal Cremlino;
– la NATO non difenderà l’Estonia – quando questa narrazione viene pubblicata nei paesi occidentali, viene ampiamente sfruttata dai media pro-Cremlino;
– i locali sono contrari alla NATO – i cittadini sono o contrari alle truppe della NATO sul territorio oppure alla spesa militare eccessiva che sta mettendo in ginocchio le spese sociali;
– l’Estonia manca di credibilità – usato quando viene pubblicata la lista Global Firepower o quando ci sono notizie sull’approvvigionamento di armamenti trattate in termini ironici;
– russofobia e isteria – i media pro-Cremlino sostengono che gli Stati baltici seminano il panico riguardo alla minaccia russa per ricevere più forze alleate che terrebbero le economie baltiche colpite dalle sanzioni russe a galla.
L’obiettivo dei disinformatori
L’obiettivo di queste narrazioni pro-Cremlino è seminare discordianella società e descrivere l’Estonia come uno Stato fallito che ha avuto la sua “Età dell’oro” nell’Unione Sovietica. Il motivo della pubblicazione su piccoli siti web di disinformazione è probabilmente quello di fornire articoli che possano essere “riciclati” su siti pro-Cremlino più grandi e garantire un pubblico per gli attivisti pro-Cremlino che possono essere utilizzati come intervistati per le emittenti televisive russe.
Ma questi minuscoli canali pro-Cremlino basati sul web hanno davvero contenuti di qualità da condividere? Be’, arrivano anche a certe vette, a volte perfino poetiche: “L’incolmabile macchina da guerra ha scelto un minuscolo lembo di terra chiamato Estonia e vi si sta diffondendo come muffa velenosa. Contamina l’acqua e la terra. Offusca la visione dei politici e i pensieri dei cittadini a cui piacciono uomini coraggiosi in uniforme. Le persone con un’immaginazione particolarmente vivace possono perfino sentire il suono della libertà nel rumore dei caccia. (….) È così semplice: quelle migliaia di fucili non serviranno in un conflitto militare globale. Rimarranno intrappolati sotto le macerie dei depositi distrutti dai razzi. I nostri soldati non avranno nessuno a cui sparare, oppure, se mai, a sé stessi, per disperazione e per la improvvisa consapevolezza che il nemico è fuori portata.”
In conclusione, va notato che l’Estonia non è sola nel mirino della macchina di disinformazione pro-Cremlino.Nel 2017 è stato pubblicato un articolo sull’uso di tunnel da parte dell’esercito finlandese e la reazione filocremlino è andata fuori di testa, diagnosticando una “psicosi anti-russa” e sostenendo che i bunker buster russi avrebbero raggiunto i finlandesi sottoterra. Ma il non plus ultra dev’essere l’idea di ridurre in polvere non solo una città, ma l’intero Paese con missili balistici.
D’altra parte non sorprende quasi, dato che un articolo del 2016 sostiene che è molto improbabile che scoppi una guerra tra la NATO e la Russia, ma se dovesse accadere, la ragione saranno provocazioni da parte dei satelliti degli USA e il risultato sarà “breve” e “nucleare”.
Ulteriori letture:
Manipolazione e disinformazione nei social media: il caso dell’Estonia e #ESTexitEU
L’Europa secondo i canali filocremlino: islamizzazione, censura, guerra, estinzione