Domande controllate, bugie ben congegnate: dentro la macchina propagandistica di fine anno di Putin
Il 19 dicembre 2025, il presidente russo Vladimir Putin è apparso ancora una volta nel suo programma televisivo annuale “Linea diretta con Vladimir Putin”, rispondendo alle domande inviate dal pubblico. I discorsi e le apparizioni pubbliche di Putin sono un pilastro fondamentale delle campagne russe di manipolazione delle informazioni e ingerenze da parte di attori stranieri (FIMI). Inquadrando le narrazioni di disinformazione al più alto livello, le dichiarazioni pubbliche di Putin forniscono legittimità e argomenti di discussione che i media statali, gli attori FIMI e le reti amplificano a livello globale per influenzare l’opinione pubblica e distorcere i fatti. Di solito includono tecniche di disinformazione collaudate, alcune delle quali vengono illustrate di seguito.
Trasmesso per la prima volta nel 2001, il programma “Linea diretta” è diventato un appuntamento fisso del calendario politico russo, che si tiene quasi ogni anno con poche interruzioni. Dal 2023 è stato accorpato con quella che in precedenza era una conferenza stampa di fine anno separata e ribattezzato “rassegna di fine anno con Putin”.
Problemi locali? La sfera di cristallo di Putin ha la risposta
Il formato non lasciava dubbi sul fatto che le domande fossero state accuratamente selezionate e che le risposte fossero state preparate in anticipo. Molte delle domande vertevano su questioni locali molto specifiche, consentendo a Putin di dimostrare la sua consapevolezza dei problemi quotidiani e di presentarsi come personalmente coinvolto nella loro risoluzione. Spesso iniziava le sue risposte dicendo che era già a conoscenza della questione. La novità di quest’anno, tuttavia, è stato un notevole cambiamento di tono: in passato Putin prometteva solitamente di intervenire e risolvere i problemi sollevati (che lo facesse davvero è un altro discorso), ma questa volta ha affermato spesso che le cose andavano già bene. Altre domande erano più personali o leggere, ad esempio: “Crede nell’amore a prima vista?”. Questa ben nota tecnica di disinformazione, che fa appello all’emotività, sembrava studiata per umanizzare il leader autoritario.
Gestire le critiche negandone la legittimità
La fusione della “Linea diretta” con una conferenza stampa ha inoltre ampliato il pubblico, che ora include i giornalisti. Invitando giornalisti provenienti da paesi designati da Mosca come “ostili” (quest’anno il programma ha incluso domande da parte dei media statunitensi, britannici e francesi), i media pro-Cremlino possono affermare che in Russia “non esiste censura”. Dando spazio ai giornalisti occidentali per porre domande critiche, Putin ha utilizzato una forma di falsa equivalenza per trasformare lo scambio in uno spettacolo per il pubblico interno, utilizzandolo per respingere le critiche come ingiuste e per dipingere l’Occidente come intrinsecamente di parte.
L’offerta di pace della Russia (o meglio, la capitolazione)
Nei giorni precedenti l’evento, si è svolto un altro ciclo di colloqui di pace sull’Ucraina che ha coinvolto rappresentanti degli Stati Uniti e dell’Ucraina. Inoltre, il giorno prima del programma di Putin, i leader europei hanno concordato di fornire all’Ucraina un prestito senza interessi di 90 miliardi di euro. Non c’è da stupirsi che Putin abbia iniziato affrontando le “questioni di guerra e pace”, per citare le parole del conduttore del programma. Putin ha ribadito che la Russia è pronta a porre fine al conflitto “con mezzi pacifici”, ricorrendo ancora una volta al benaltrismo per sollevare la necessità di affrontare le presunte “cause profonde” della guerra. Ha affermato che il conflitto potrà terminare solo alle condizioni da lui stabilite nel 2024, ovvero il ritiro delle truppe ucraine dal Donbas e la rinuncia dell’Ucraina all’adesione alla NATO.
Disinformazione riciclata: la ripetizione è fondamentale
Sono state utilizzate anche altre due tecniche di disinformazione: la proiezione e la ripetizione di narrazioni false. “La palla è interamente nel campo dei nostri avversari occidentali, soprattutto dei leader del regime di Kyiv e dei loro sostenitori europei”, ha detto Putin, come se le stesse forze armate russe non stessero portando avanti la guerra. Attraverso la proiezione, Putin ha cercato di attribuire la responsabilità della mancanza di un accordo di pace all’Ucraina e all’UE, una narrazione disinformativa tipica del Cremlino. Ha anche affermato che la Russia non ha iniziato la guerra in Ucraina, ma ha semplicemente risposto alle azioni ostili del governo ucraino o, nel linguaggio di Putin, del “regime di Kyiv” che, a suo dire, ha attaccato i civili nel Donbas dopo quello che definisce un “colpo di Stato” nel 2014. La ripetizione incessante di false narrazioni disinformative segue una logica semplice: se si ripete qualcosa abbastanza spesso, può passare per verità. La ripetizione può rendere plausibili anche le affermazioni più bizzarre, se non agli occhi delle società democratiche, almeno per il pubblico russo che Putin cerca di conquistare. Mentre all’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina la stragrande maggioranza della società russa sosteneva l’intervento militare, questa tendenza sembra essere cambiata, dati i costi umani ed economici della guerra. Tuttavia, l’uso della proiezione e della ripetizione per attribuire la colpa all’Occidente per il protrarsi del conflitto rimane una tecnica di manipolazione di grande successo in Russia.
Non riesci a vincere la guerra? Afferma di averla già vinta
Putin ha dedicato molto tempo a discutere della situazione sul fronte, sostenendo che l’iniziativa era passata interamente alla Russia, con le forze russe che avanzavano su tutta la linea di contatto. Ha definito “false” le foto del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy a Kupyansk e ha affermato che l’Ucraina non dispone di riserve strategiche per mantenere la linea del fronte o avanzare. In un esempio di selezione arbitraria dei fatti, Putin ha promosso la propaganda economica del Cremlino volta a proiettare stabilità e resilienza nonostante le sanzioni internazionali. Ha sottolineato che lo Stato sta combattendo con successo l’inflazione e, per ora, dispone di riserve sufficienti per finanziare la guerra. Questo messaggio non è solo per il pubblico interno, ma serve anche a ristabilire la posizione di Putin nei negoziati di pace.
Commentando il potenziale utilizzo dei beni russi congelati per aiutare l’Ucraina, Putin lo ha descritto come una “rapina”, richiamando una narrativa FIMI consolidata del Cremlino. Ha messo in guardia da “gravi conseguenze”, minacciando i paesi europei di danni alla reputazione e di una perdita di fiducia nell’eurozona da parte degli altri Stati che vi detengono le loro riserve.
Rispondendo a una domanda della BBC riguardante la possibilità di ulteriori “operazioni militari speciali” nel futuro della Russia, Putin ha affermato che non ce ne saranno, a condizione che la Russia sia “trattata con rispetto”. Secondo le sue parole, i leader politici occidentali hanno creato loro stessi la situazione attuale e continuano ad alimentare le tensioni parlando apertamente di prepararsi alla guerra con la Russia. L’apparente stratagemma è quello di delegittimare le critiche liquidandole come parziali e ostili. “Abbiamo davvero intenzione di attaccare l’Europa? Che assurdità è questa?”, ha chiesto retoricamente prima di sostenere che i governi occidentali stanno deliberatamente dipingendo la Russia come un nemico per mascherare i propri fallimenti in materia di politica economica e sociale. Questa narrativa, che dipinge l’UE come fomentatrice di “russofobia” per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dai problemi interni, è un classico del repertorio del Cremlino.
Putin ha anche deriso l’osservazione del segretario generale della NATO Mark Rutte secondo cui i membri dell’alleanza potrebbero essere “il prossimo obiettivo della Russia“, invitando curiosamente Rutte a leggere la Strategia di sicurezza nazionale della Casa Bianca, che non designa la Russia né come nemico né come obiettivo: “Non sai nemmeno leggere?”. Allo stesso tempo, rispondendo a una domanda sulla sicurezza dell’exclave russa di Kaliningrad, ha avvertito che qualsiasi minaccia nella regione innescherebbe un’escalation “senza precedenti”, che potrebbe portare a un conflitto militare su vasta scala. Un giornalista di un’agenzia di stampa statale bielorussa ha citato la precedente osservazione di Putin sui “porcellini europei” quando ha chiesto garanzie di sicurezza per la Bielorussia, e Putin ha affermato che la sicurezza dell’Unione Russia-Bielorussia “è in mani affidabili e sarà pienamente garantita”.
Il programma televisivo annuale di Putin non serve solo come piattaforma per messaggi controllati, ma anche come potente veicolo di disinformazione proveniente dai più alti livelli dello Stato russo. Mescolando domande selezionate con risposte preparate, il Cremlino proietta un’immagine di apertura, rafforzando al contempo narrazioni che spostano la colpa dell’invasione dell’Ucraina, dipingono la Russia come vittima e sostengono la resilienza economica nonostante le crescenti sanzioni. Queste narrazioni, riprese dai media statali e amplificate dagli attori FIMI, sono progettate per normalizzare l’aggressione, minare la sovranità dell’Ucraina ed erodere la fiducia nelle istituzioni occidentali. Riconoscere e smascherare queste tattiche è essenziale per contrastare la loro influenza e salvaguardare l’integrità del dibattito pubblico. Non lasciatevi ingannare.