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Profezie di Potëmkin

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Bufale come tattica del Cremlino

I media filo-Cremlino trascorrono gran parte del loro tempo a individuare “provocazioni” occidentali prima ancora che abbiano luogo. Ma, come ti dirà il database EUvsDisinfo, nessuna di esse avviene mai. Questa discrepanza non significa che i vertici del Cremlino siano eccezionalmente incapaci di interpretare i propri rapporti di intelligence. Piuttosto, attesta la tattica del Cremlino impiegata da lungo tempo di architettare una bufala – o manipolare i fatti che circondano un evento reale – per screditare, mettere in imbarazzo, spostare la colpa oppure contenere le ricadute di un’operazione mal riuscita.

Inquadrare le provocazioni

Il termine russo provokatsiya – letteralmente “provocazione” – porta con sé una connotazione più sinistra rispetto al suo equivalente in lingua inglese, originando com’è dal copione dell’Okhrana, la famigerata polizia segreta della tarda Russia zarista.Nei tempi moderni, le grida di “provokatsiya” sono state utilizzate per proteggere le autorità russe dal dover rispondere di una serie di assassinii di alto profilo, inclusi quelli della spia diventata informatore Aleksandr Litvinenko (2006), o dell’ex doppiogiochista Sergey Skripal (2018, sopravvissuto), e dell’attivista anticorruzione Alexei Navalny (2020, sopravvissuto).

D’altra parte, i resoconti che “predicono” provocazioni imminenti vengono usati principalmente per rafforzare narrazioni di disinformazione già esistenti. In Siria, per esempio, il centro russo di Riconciliazione, dal nome sfortunato, è responsabile di un intero catalogo di falsi resoconti che avvertono che un attacco chimico “false-flag” sta per essere perpetrato in una zona o nell’altra, di solito dai White Helmets o da una cellula terroristica “affiliata”.Fatte senza uno straccio di prova e con una precisione pari a zero per cento, queste affermazioni promuovono l’obiettivo più ampio di demonizzare i volontari e l’opposizione siriani e di mascherare il ben documentato primato del presidente Assad nell’uso di armi chimiche.

Il Cremlino ha utilizzato lo stesso approccio in una miriade di altri scenari, tra cui l’avvelenamento Skripal; il presunto rafforzamento della NATO nel Mar Nero; e una presunta missione segreta della NATO in Crimea progettata per truccare le elezioni presidenziali ucraine del 2019.

Infine, in quella che è forse la più grottesca voce della categoria “provokatsiya” fino ad oggi: nel marzo 2021, i principali media filocremlino hanno riportato l’esistenza di una cospirazione internazionale per screditare il vaccino Sputnik V. Il piano, orchestrato da una empia alleanza tra apparati di intelligence, importanti agenzie di stampa e – aspettate un attimo – il finanziere George Soros, avrebbe incluso filmati video falsificati di decessi di massa tra i vaccinati e, così, smascherare «l’incompetenza degli specialisti russi nel campo della vaccinazione e dell’immunologia».Tutto ciò è attribuito a una singola, misteriosa “fonte del Cremlino di alto livello”.

Ucraina: una sopravvissuta improbabile

EUvsDisinfo ha osservato altrove che l’ossessione del Cremlino per l’Ucraina risale almeno alla primavera del 2014 – i primi giorni dell’aggressione russa in Crimea e nel Donbas. Tra circa 12.000 casi di disinformazione filocremlina nel database di EUvsDisinfo, più di un terzo prende di mira il vicino occidentale della Russia. Ciò viene spesso fatto in termini sprezzanti, dipingendo l’Ucraina come un pseudo-Stato inetto, fatalmente dipendente dai suoi protettori occidentali per aiuti finanziari, orientamento politico e armamenti.

Una narrazione che i media filocremlini hanno perseguito senza sosta dal 2014 prevede l’imminente collasso dell’Ucraina come entità politica funzionante. Sebbene ora sappiamo che queste singole previsioni sono comicamente inaccurate, la loro vera assurdità emerge se le esaminiamo nel loro insieme.Presi insieme, sono così reciprocamente contraddittorie da mettere il Paese in una situazione da “dannato se lo faccio – dannato se non lo faccio”: a prescindere dalle sue mosse di politica interna o estera, l’Ucraina post-Euromaidan prima o poi verrà cancellata dalla mappa.

Così, già nel settembre 2014, un gruppo di “esperti di diritti umani” con sede in Russia avvertì che l’Ucraina si sarebbe disintegrata nel giro di pochi mesi. Nel settembre 2015, il parlamentare russo dell’estrema destra Vladimir Žirinovskij rinviò questa data fatidica a “non oltre […] il 2018”. Quasi sei anni dopo, nel febbraio 2021, un opinionista filocremlino disse che il processo dell’inevitabile fine dell’Ucraina era ancora “in corso”, ma si rifiutò di indicare una tempistica.

Un altro insieme di previsioni, ancora più confuso, collega il crollo imminente a decisioni specifiche prese dalle autorità a Kyiv o dagli stessi cittadini ucraini. Nel 2016, un gruppo di esperti intervistati dall’agenzia statale russa RIA Novosti disse che l’Ucraina si sarebbe disintegrata a causa della sua riluttanza a “federalizzare”; nel 2017, un analista russo disse che l’unica cosa che tiene il Paese unito è la “pressione esterna dell’UE e degli Stati Uniti”; mentre nel marzo 2019, con la campagna presidenziale ucraina in pieno svolgimento, RIA Novosti citò un gruppo di analisti secondo cui la vittoria di Volodymyr Zelensky avrebbe portato al “graduale collasso dello Stato”.Circa due settimane dopo, Nikolaj Patrushev (nientemeno che il responsabile della sicurezza nazionale russa) ha emesso la sua valutazione sul futuro imminente dell’Ucraina: il paese è destinato a crollare se Petro Poroshenko resterà presidente.

Prove alla Potëmkin

Nel 18º secolo, Grigorij Potëmkin, un nobile russo e favorito dell’imperatrice di Russia Caterina la Grande, volle mostrare all’imperatrice la prosperità della penisola di Crimea appena conquistata. Fece allestire lungo la strada percorsa da lei dei villaggi finti portatili, per impressionarla. Questi cosiddetti Villaggi Potëmkin sono diventati un simbolo dell’inganno sistematico. Il tasso di fallimento del 100 per cento delle previsioni del Cremlino svolge una funzione simile.

Queste “profezie” sono formulate in malafede e senza uno straccio di prova. Il loro obiettivo principale non è tenere il consumatore di notizie aggiornato sugli sviluppi futuri, bensì distorcere la sua percezione del passato e del presente amplificando narrazioni di disinformazione già consolidate.

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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