Figura della settimana: 6 milioni di dollari
Quanto possono guadagnare i canali pro-Cremlino con la disinformazione?
La disinformazione pro-Cremlino non è soltanto pesantemente finanziata dallo Stato (per esempio, il sostegno finanziario a RT arriva fino a nove cifre), ma, grazie anche alla sua presenza online, guadagna enormi somme di denaro attraverso i propri canali YouTube. Quanto esattamente? Una nuova ricerca di Omelas cerca di rispondere a questa domanda.
Con oltre 1,9 miliardi di utenti registrati ogni mese, YouTube è diventato un campo di battaglia per l’attenzione del pubblico. Anche i canali pro-Cremlino partecipano a questa battaglia. Ogni volta che guardi qualcosa su YouTube, compaiono annunci pubblicitari. È così che si guadagna denaro: sia YouTube (che trattiene il 55% dei ricavi) sia gli autori dei contenuti che stai guardando (che prendono il restante 45%). Per trarre profitto, i canali YouTube devono avere almeno mille iscritti e 4.000 ore di visualizzazione; devono inoltre essere idonei secondo YouTube. Lo schema è semplice: più visualizzazioni, più denaro.
Tra il 2017 e il 2018, i canali pro-Cremlino analizzati da Omelas (tra cui NTV, le diverse versioni linguistiche di RT, Russia 1, Ruptly TV, TV Zvezda e altri) hanno guadagnato almeno 6 milioni di USD (mentre YouTube ne ha guadagnati 7,2 milioni). Il dato deriva da una ricerca basata sui costi per visualizzazione, i cui risultati sono stati poi normalizzati per tenere conto di possibili costi diversi in lingue o Paesi differenti.Non sorprende che i maggiori ricavi siano arrivati dalle versioni russa e inglese, in quanto principali lingue dei canali filocremlino. Anche le versioni spagnola e araba di RT hanno contribuito ai 6 milioni di dollari complessivi.
Ricavo totale dalla pubblicità su YouTube proveniente da canali filocremlino in diverse lingue (2017-2018, in USD)

Fonte: Omelas. 2019. Valutare la partnership YouTube-Cremlino, https://medium.com/@omelasco/evaluating-youtube-kremlin-partnership-30bbafcea9c7?fbclid=IwAR39OZBptGl-YyOdECPEpnMpHAHvEnH4i2GrCsWXyFDHXguJzJhmPrD85ls
Le cifre riflettono il ricavo totale sia per YouTube sia per i proprietari dei canali.
È interessante notare che, quando la ricerca ha utilizzato soltanto il modello globale del costo per visualizzazione (senza fare riferimento a lingue o paesi specifici), la stima dei ricavi è cresciuta drasticamente, arrivando a più di 26,5 milioni di dollari. Ciò mostra che i ricavi che affluiscono ai canali filocremlino possono in realtà essere superiori a quanto stimato.
Naturalmente, ognuno è libero di guardare ciò che preferisce. Tuttavia, il problema di RT e di altri canali filocremlino è che non offrono un punto di vista alternativo, come sostengono, né operano come media indipendenti. Diffondono teorie del complotto, menzogne, mezze verità, manipolazioni.E come mostra la ricerca su Omelas, guadagnano molti soldi operando in questo modo.
I media pro-Cremlino utilizzano narrazioni di disinformazione per creare o approfondire divisioni e portare avanti l’agenda del Cremlino. Solo nel mese di gennaio di quest’anno il regolatore britannico dei media, Ofcom, ha rilevato (non per la prima volta) che RT si trovava in una “grave inadempienza di conformità” alle regole della “dovuta imparzialità” in un totale di sette casi (su dieci analizzati tra marzo e maggio 2018). Inoltre, la caporedattrice di RT, Margarita Simonyan, ha dichiarato ufficialmente che RT è in grado di “condurre una guerra informativa contro l’intero mondo occidentale,” utilizzando “l’arma dell’informazione”. In Francia, l’autorità di regolamentazione delle trasmissioni Conseil Supérieur de ’Audiovisuel (CSA) ha accusato RT di mostrare una ”mancanza di onestà, rigore e diversità di punti di vista”, e RT e Sputnik sono stati denunciati dal Presidente Emmanuel Macron come ”diffusori di propaganda menzognera”.
Approfondimenti:
Tre cose che dovresti sapere su RT e Sputnik, https://new2026.euvsd.info/three-things-you-should-know-about-rt-and-sputnik/
RT costringe i dipendenti a 20 anni di silenzio, https://new2026.euvsd.info/rt-forces-employees-to-20-years-of-silence/