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Figura dell’anno: 26.383.131

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Con l’avvicinarsi della fine dell’anno, è tempo di riportare in auge le cifre più significative della nostra sezione Figura della settimana.

Il database EUvsDisinfo contiene numerosi esempi rivelatori di disinformazione proveniente da canali YouTube filocremlino. Abbiamo fatto due conti e abbiamo scoperto che da gennaio a novembre 212 di questi video hanno totalizzato 26 milioni di visualizzazioni.

Sebbene non possiamo mai essere certi che tutte le visualizzazioni, i like, i commenti, o le condivisioni provengano da persone reali o siano parte di una manipolazione, abbiamo un elenco basato sulla ricerca di fattori che rendono la disinformazione attraente per il nostro cervello. I TOP3 includono: minacce, sesso e disgusto. In base alla nostra esperienza, le minacce sono una costante nei media audiovisivi filocremlino. L’idea principale sembra essere che la Russia sia circondata dall’Occidente malvagio e perennemente minaccioso, che non si fa scrupoli di revisionismo storico e false accuse.

Quanto all’effetto di tale disinformazione, vale la pena guardare un sondaggio di questo autunno.Si è scoperto che, su 1600 russi intervistati il 42% ha dichiarato di avere costantemente paura di una guerra mondiale. In questa situazione è opportuno chiedersi chi potrebbe difendere i russi da un tale destino, ma qui vi attende una sorpresa. Dopo 20 anni al potere, solo il 39 percento dei russi si fida di Vladimir Putin e il 24 percento dei russi intervistati non ha saputo indicare neppure una singola persona affidabile nella politica russa.

E proprio come i politici, anche i media stanno perdendo credenti. Solo 1 russo su 3 afferma di fidarsi dei programmi di informazione sui canali TV controllati dallo Stato Pervyi Kanal e Rossiya 1.

Nonostante ciò – o forse proprio per questo – la bozza del bilancio federale russo per il 2020 ha aumentato i sussidi ai media di proprietà statale di un terzo, fino a 1,3 miliardi di euro.

Gilet gialli senza sosta

Tra le altre cose, quei fondi saranno utilizzati per manipolare il modo in cui vediamo gli eventi nel mondo. Un ottimo esempio: i canali YouTube di RT hanno pubblicato solo 10 video sulle proteste legate alle elezioni– a Mosca e ben 1.973 video (cioè 6,6 al giorno) sui Gilet gialli.

Per far sì che quei video volassero ancora più in alto tra il pubblicos, viene abusato un astuto sistema di raccomandazioni. Per esempio, è emerso che il video di RT sul rapporto Mueller che definisce i giornalisti “teorici della cospirazione del Russiagate”, è stato raccomandato oltre 400.000 volte su almeno 236 canali YouTube.

Ora, grazie ai video su YouTube, i media filocremlino hanno guadagnato almeno 6 milioni di USD tra il 2017 e il 2018.

Ma la diffusione delle narrazioni filocremlino avviene in modo uniforme su molte piattaforme di social media.L’analisi di De Groene Amsterdammer ha mostrato che in tre giorni l’Internet Research Agency ha prodotto ben 111.486 tweet e quasi la metà di essi si concentrava sul dare la colpa all’Ucraina per l’abbattimento dell’aereo MH17.

Twitter stesso ha identificato oltre 9 milioni di tweet contenenti link a la Russian Internet Research Agency. Abbiamo dato una occhiata a quei tweet e abbiamo trovato 692 account che menzionavano MH17. Sono diventati attivi dopo l’incidente e ogni volta che veniva pubblicato un rapporto sull’argomento. Spesso tali account condividevano link contenenti disinformazione.

Manipolazione elettorale

Un esempio di sito di disinformazione pro-Cremlino è RT Spanish.Secondo un tweet di Margarita Simonyan, direttrice responsabile di RT, essa ha ricevuto 11.120.000 visitatori unici a maggio.

Poiché siamo riusciti a trovare 49 diverse versioni linguistiche dei portali web di Sputnik in tutto il mondo e 31 erano anche nel nostro database di casi di disinformazione, è abbastanza comprensibile perché l’82% dei tedeschi intervistati sia preoccupato che le campagne di disinformazione politica possano manipolare le elezioni e l’81% degli intervistati pensi che la disinformazione di matrice politica stia minacciando la democrazia.

Ma i cittadini riescono a identificare la manipolazione delle informazioni? Ebbene, un recente studio dagli Stati Uniti mostra esattamente il contrario: il 90% degli studenti delle scuole superiori statunitensi intervistati ha fallito almeno due terzi della valutazione di alfabetizzazione digitale. Per esempio, il 52% degli studenti riteneva che un video silenzioso e sgranato che sosteneva di mostrare l’inserimento fraudolento di schede negli Stati Uniti durante le primarie democratiche del 2016 indicasse una “forte evidenza” di frode elettorale.Infatti, il video è stato girato in Russia e una rapida ricerca online produce numerosi articoli che smentiscono la menzogna.

Ma da qui in poi la situazione peggiora ulteriormente, poiché cinque servizi di sicurezza nordici e baltici hanno messo in guardia gli europei dalla minaccia della disinformazione pro-Cremlino, dalle operazioni di influenza e dai tentativi di ingerenza elettorale.

L’esperienza delle aziende private lo conferma: la sola Microsoft ha scoperto 104 attacchi informatici contro diverse istituzioni democratiche, think tank e organizzazioni non profit in Europa. Campagne di spear phishing progettate per ottenere accesso alle credenziali dei dipendenti e distribuire malware sono originate da un gruppo APT 28 ritenuto associato all’agenzia di intelligence militare russa, il GRU.

Ma l’esempio più plateale di interferenza elettorale è arrivato dal Madagascar. Lì almeno 6 candidati presidenziali hanno ricevuto offerte di denaro da parte di russi, come ha rivelato un’inchiesta della BBC.

Almeno 43 paesi hanno preso sul serio minacce di ingerenza simili e hanno proposto o attuato misure volte a contrastare le campagne di influenza sui social media dal 2016.

Come dimostrano tutti gli esempi sopra, dobbiamo continuare la lotta contro la disinformazione per salvaguardare il processo democratico e i valori.

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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