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Rendiamo di nuovo cool l’autoritarismo

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I Kowboys del Cremlino si lamentano

Le testate, che offrono contenuti in inglese e nascondono i loro legami con Mosca, sono un segmento importante dell’ecosistema di disinformazione pro-Cremlino. EUvsDisinfo ha scritto di South Front, della Strategic Culture Foundation e del Journal of New Eastern Outlook. In alcuni casi, quelle testate funzionano come meccanismi di “riciclaggio dell’informazione”, rendendo più facile per un pubblico internazionale digerire la disinformazione pro-Cremlino. In altri casi, funzionano come salvadanai per vari attivisti di nicchia: antisemiti, no-vax, occidentali anti-occidentali…

Il Cremlino sostiene volentieri attivisti all’estero, dando una piattaforma alla xenofobia, alla omofobia, al fascismo o alle teorie del complotto.Un’intera Comunità del Collasso si è sviluppata, i Cowboy del Cremlino, nutriti dal Cremlino, permanentemente affamati e che, con impazienza, pretendono sempre di più e arrivano perfino a esprimere malcontento verso i loro padroni.

La Russia sta fallendo

In una recente rubrica sulla moscovita Strategic Culture Foundation, un collaboratore americano esprime sconforto: i russi non comprendono le forze trainanti dietro il sentimento anti-russo nell’Europa orientale:

Gli stessi russi non sembrano capire che, oltre agli interessi economici, culturali e storici, gli esseri umani spesso prendono decisioni in base a sentimenti e a motivazioni irrazionali sconosciute che fluttuano nelle nostre teste. Quando capita di parlare con russi, commentatori, politici e pensatori, diventa piuttosto chiaro che praticamente nessuno di loro è consapevole di quanto scritto sopra, il che porta a prendere decisioni sbagliate. Assunzioni false = risultati fallimentari.

Per fortuna, la Russia ha Americani che spiegano loro le cose affinché capiscano come non fallire.

In un certo senso, gran parte degli avvenimenti politici nelle ex Repubbliche sovietiche sono soltanto una grande gara di popolarità che la Russia perde, soprattutto perché non è consapevole che la gara stia avvenendo figuriamoci prepararsi al meglio per vincerla.

Il tuorlo dell’Impero

I collaboratori americani della Strategic Culture Foundation ritengono che mobilitare tutta l’attitudine del tipo “si può fare”, “gung-ho” e “cowboy” dei Veri Americani sia ciò di cui la Russia ha bisogno per sviluppare il soft power, proprio come gli americani. Yippie-kay-yay!

All’interno della politica filorussa i partecipanti si vedono impegnati in una battaglia contro il degrado dell’Occidente culturalmente masochista, cercando di liberarsi dal “tuorlo” del più grande impero del mondo (per la seconda volta) mentre fissano una croce dorata nel cielo. Ma non ci sono film o videogiochi a sostenere questa visione.Le idee più entusiasmanti che potrebbero far sembrare la Russia “cool” restano nascoste nelle discussioni accademiche e nelle conferenze su Zoom con una qualità audio desolante.

(Non dovrebbe essere “yoke” qui invece di “yolk”? Oppure l’autore si riferisce alla proverbiale omelette, che non si può fare senza rompere le uova? Lasciamo perdere.)

Come puoi fare in modo che Estonia e Lituania ti amino se non hai sviluppato videogiochi che mostrino il Cremlino mentre salva Bielorussia, Armenia o Moldova da indipendenza, sovranità e prosperità? Liberare la Lettonia dalla libertà? Dove sono i film per far sembrare l’autoritarismo, la violenza politica e l’ingerenza elettorale cool?

“Soft Power” è un concetto, coniato negli anni ’90 dallo studioso statunitense Joseph Nye, per descrivere mezzi non militari di influenza: attrarre invece di coercire. I videogiochi e i film, suggeriti dal columnist della Strategic Culture Foundation, sono strumenti di soft power.

Il Soft Power di Dio

Non che il concetto sia sconosciuto al Cremlino. Si potrebbe anzi dire che politici, commentatori e decisori russi sono profondamente affascinati dal “soft power”. Nel febbraio 2020, i media filocremlini dimostrarono con orgoglio che la Russia era tra i ”primi dieci” al mondo per quanto riguarda il soft power.Il think-tank sulla politica di sicurezza RISS, sponsorizzato dal Cremlino, ha un gran numero di pubblicazioni dedicate all’argomento e denuncia con rabbia qualsiasi idea dell’approccio da cowboy al soft power, suggerita da americani antiamericani.

Questo strumento, il “Soft Power”, può essere usato nella politica estera russa? Dobbiamo chiederci: perché la Russia dovrebbe usarlo? E cosa dovrebbe fare la Russia? Scrivere una nuova melodia come Kalinka? Oppure lanciare una campagna d’informazione secondo cui il kvas è migliore della Coca-Cola?

La Russia ha già fatto tutto ciò che c’è da fare: con la sua storia, con la sua vita con Dio.

È difficile battere Dio come strumento di soft power. E perché immischiarsi con l’immortale Kalinka, una canzone di nation-branding? Tuttavia, la rivista di lifestyle Russia Beyond, sponsorizzata dallo Stato russo, ha mobilitato un contrattacco per mantenere la superiorità del kvas, poiché i birrai belgi stanno tentando di appropriarsi del kvas.

Il Cremlino difficilmente darà ascolto ai lamenti degli occidentalisti anti-occidentali sull’argomento Russia, non riuscendo a comprendere il concetto di “cool” del Kowboy del Cremlino. La Comunità del Collasso è utile solo finché conviene al Cremlino.

CLAUSOLA DI ESCLUSIONE DELLA RESPONSABILITÀ

I casi presenti nella banca dati di EUvsDisinfo si concentrano sui messaggi nello spazio informativo internazionale nei quali è stata individuata una rappresentazione parziale, distorta o falsa della realtà, nonché la diffusione di messaggi pro-Cremlino. Ciò non implica necessariamente che un determinato canale sia collegato al Cremlino o sia editorialmente pro-Cremlino, oppure che abbia intenzionalmente cercato di disinformare. Le pubblicazioni di EUvsDisinfo non rappresentano la posizione ufficiale dell’UE, poiché le informazioni e le opinioni espresse si basano sui resoconti dei media e sull’analisi della task force East Stratcom.

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